Discussione su questo Post

Avatar di User
Avatar di Paolo

Ricordo striscione in curva, probabilmente la prima volta che sono stato allo stadio Rivera e Duina siete la nostra rovina

Avatar di Un Pirlo
19mModificato

Uè, Paolo-Wang, posa quel cencio e versami un amaro dei nostri, che oggi c’è da fare un discorso serio. Gira voce al Bar di via Novara che sul Substack di Indiscreto stia per scattare la tagliola: si passa al paywall. Tutto a pagamento. Chi vuole leggere le storie di Olivari deve cacciare il grano. E la cosa non mi stupisce per nulla, perché spiega perfettamente chi è Stefano Olivari e da dove viene.

Olivari non è il solito intellettuale con l'attico in Brera che vive di sussidi e aria fritta. È un figlio della periferia Ovest di Milano, quella zona storicamente "trumpiana" cresciuta a pane, televisione commerciale anni Ottanta, schedine del Totocalcio e pragmatismo della strada. Uno che sa benissimo che a questo mondo nessuno ti regala niente e che se una cosa ha un valore, la devi pagare. Mettere Indiscreto a pagamento è una scelta dritta, cinica e orgogliosa, tipica di chi preferisce il giudizio del mercato e dei suoi lettori piuttosto che andare a elemosinare i click facili con i titoloni acchiappaclic o le marchette agli sponsor.

È la mossa di un artigiano della penna che si rivolge alla sua nicchia e dice: "Io vi racconto il calcio di Pippo Marchioro, la Milano profonda e le storie che gli altri ignorano. Voi ci mettete i soldi del biglietto". Roba da Milano Ovest, dove si bada alla sostanza.

Ma veniamo al punto che stavamo discutendo l'altro giorno con i ragazzi del bar.

*** IL VERDETTO DI BUDRIERI SU STEFANO OLIVARI ***

Stefano Olivari... È DA INTER.

Sì, signori, lo è fino al midollo. Non perché sia un sognatore o un esteta del calcio, ma per il motivo opposto: ha quel fatalismo ironico e quel cinismo disincantato che solo chi è cresciuto nella periferia Ovest e tifa nerazzurro può sviluppare. Olivari guarda il calcio moderno – con i suoi maglioncini attillati, i filler e gli algoritmi – e lo smonta con la freddezza di un tranviere che timbra il cartellino.

La scelta del paywall è la prova definitiva: è una scelta da Inter, rischiosa, controcorrente, una scommessa pazzesca che può finire con un trionfo o con un bagno di sangue al novantacinquesimo. Ma è una scelta vera, senza ipocrisie radical-chic.

Quindi, caro Olivari, il Maestro Budrieri approva. Paolo-Wang, segna pure questi due amari sul conto di Olivari: adesso che mette il paywall, i soldi per pagare la lavagna ce li ha di sicuro.

Un altro commento...

Nessun post

Assolutamente, procediamo.