Sono Toscano , vivo in un paesino di tremila abitanti dove ho avuto spazi enormi e aria pulita fin da bambino.
Quando ho trovato la mia casa — 250 metri quadri con giardino — l'ho pagata 200 000 €. Adesso è il mio porto sicuro, non un investimento su cui speculare leggo in continuazione di questi grandi investimenti immobiliari in città come Milano della crescita immobiliare sfrenata e di chi si fa i conti con l idea di vendere e realizzare magari poi uscendo dalla città ma faccio anche molta fatica a rapportare questo tipo di ragionamento finanziario al luogo che mi sono creato per avere una serenità da condividere con la mia famiglia.
Guadagno poco piu di 2000 euro mi bastano per vivere bene in questo contesto dove senza grandi sfarzi o possibilità estreme di guadagno ho tutto un contesto di benessere diffuso e pochi servizi ottimizzati anche se qui senza macchina sei morto.
Milano, quando la visito, è straordinaria. Conosco amici che lì hanno costruito carriere gratificanti per le loro aspettative: dirigenti pubblici, manager di grandi aziende, liberi professionisti che hanno trovato nel capoluogo lombardo la loro realizzazione professionale. Non lo metto minimamente in dubbio. La città offre davvero tutto — opportunità, cultura, stimoli.
Eppure, proprio per questa abbondanza, vedo il rischio che una persona normale si trovi intrappolata in una corsa perpetua, in una "FOMO da grande città" perché l'offerta infinita che offre questo contesto urbano genera anche un consumo infinito di risorse: tempo, energia, denaro, serenità. E raramente quella corsa porta una vera gratificazione.
Per me la metropoli rimane quello che dovrebbe rimanere: una gita. Un evento culturale imperdibile, un momento mondano atteso con piacere. Momenti preziosi che devo però diluire in un contesto più a misura della mia vita quotidiana.
La Toscana è dove accade il resto — il pasto semplice e genuino. Milano è il dessert dopo: straordinario, stimolante, ma non la dieta quotidiana.
Attenzione questo non è disprezzo per la città anzi la botta di vita la respiro eccome quando salgo però mi sembra che il compromesso da pagare ( non solo in ambito economico ) non sia adatto alla mia percezione di vita comoda e serena ma ovviamente io parlo da campagnolo con abitudini che mal si integrerebbero con quelle cittadine... Io ogni domenica carbonizzo Kg di brace in giardino e diventerei il disprezzo di qualsiasi vicino in una grande citta.
Il problema e' che un giovane con le tue stesse preferenze oggi non potrebbe comprarsi 250mq di casa con giardino con i suoi risparmi. Deve necessariamente usare eredita'/donazioni. O soffrire lavorando a Milano per 20 anni per poi finalmente comprarsi la villetta che vuole, con qualche fenomeno che gli da' dello sconfitto...
Non mi metto neanche a discutere della manutenzione costante che richiede e che sicuramente conosci, che presuppone un senso della proprieta' che traspare dal tuo commento ma oggi non si ha piu'. E perche' si dovrebbe avere, visto che il mantra e' il non avere nulla ed essere felici?
E pensa alle potenziali misure green devastanti (se ti obbligassero a cambiare tutte le finestre per qualche direttiva UE, dovresti accendere un mutuo).
Questo ovunque, sia a milano che al paesello, dove peraltro se fai certe professioni come il dipendente statale sei sicuramente piu' ricco che a milano
Il filo conduttore e' un attacco senza quartiere alla proprieta' e liberta' privata dell'individuo.
La vita qui è semplice. Non ci sono grandi serate di livello, locali esclusivi o scena culturale elaborata. Il dopo lavoro significa dedicarsi un minimo di tempo a costi bassissimi: la palestra, la piscina comunale, il bar del paese. Le uscite importanti sono il weekend. Niente di più. Ma è proprio questo che permette di respirare, di non inseguire nulla. E soprattutto: di risparmiare. Qui, con il giusto compromesso, si vive dignitosamente bene anche quando arrivano le spese impreviste. A Milano con 2400 euro al mese si fa fatica; da queste parti, lo stesso stipendio ti consente una serenità che in città è impensabile.
Quando vado a Milano — e la vivo da turista, senza neanche il peso di lavorare il giorno dopo — esco stremato dopo tre giorni. Mi rendo conto che nel frattempo ho radicato un concetto di vita "passato", almeno secondo gli standard contemporanei. I miei amici lì sono dinamici, abituati ai ritmi della metropoli, mentre io ne esco svuotato.
Devo ammetterlo: li invidio in parte. Non tanto per la scena culturale, ma per come riescono a gestire tutte quelle opportunità senza farsi travolgere. Loro sanno navigare quel caos meglio di me. Eppure, guardandoli da vicino, vedo una gestione emotiva che mi sembra troppo forte — come se la città richiedesse un dispendio di energia mentale che io non sono più disposto a sostenere.
Milano rimane straordinaria quando la visito. Ma rimane una visita. La mia vita quotidiana appartiene a un ritmo più lento, a uno spazio dove la semplicità non è mancanza, ma scelta consapevole.
Più che il disprezzo del vicino, ti toccherebbe subire la beffa di un'amministrazione comunale che detiene il record assoluto di consumo di suolo nella storia della città di Milano, distrugge il verde a botte di ettari alla volta e ti permette di inquinare basta che paghi, ma ti rompe il cazzo se ti fai la grigliata e ti multa se ti becca ad accendere il camino.
ci sono nato quarantasette anni fa e in quarantasette anni dentro e fuori le tre circonvallazioni di cose ne sono cambiate, la differenza è che prima sembrava ci fosse un qualche unico ingrediente che amalgamasse le piccole diverse realtà mentre oggi ci sono troppi ingredienti che, riscaldati quindici minuti a centocinquanta gradi ventilati, sfoggiano sul tavolo una sbobba indigestibile ma bellissima da fotografare per attirare chi a quella tavola non è seduto
Lo dite voi o io che la nostalgia della giovinezza non c'entra una fava?
Che fino a 20 anni fa la classe media poteva benissimo vivere in citta' prestigiose e adesso e' impossibile senza rendite?
Che lo scollamente fra rendite e lavoro e' il male? Perche' che la mia prima casa triplichi il suo valore per me NON e' una cosa buona, dato che se la vendessi dovrei comprarne un'altra, anch'essa di valore triplicato se di livello e location simile. Diventa una cosa buona se ho 100 case e per me sono un asset finanziario.
Io me ne sono andato (per ragioni familiari) da Milano a fine 2021. In precedenza ci avevo vissuto per 18 lunghi anni, dal 2003 in poi, anche se la frequentavo già attivamente fin dal 1992 (primo concerto visto: gli U2 dello 'Zoo TV' al Forum d'Assago, il giorno prima dell'attentato a Falcone). Risultato? Dopo il primo anno in provincia in cui ho sentito poco o meno il distacco (onda lunga del Covid e di quei 18 mesi passati in casa), ora sono ampiamente conscio di aver fatto una delle cazzate più grandi di tutta la mia vita. A volte mi consolo dicendomi che non sono mai andato aldilà di un monolocale ed è dura formare una vera famiglia (con due gatte!) nello spazio di 30 mq, eppure la provincia in cui vivo è ormai al 90% lavoro pubblico (con ciò che ne consegue...), invidia sociale totalmente ingiustificata (roba da far fatturare gli psicologi), la solita politichetta clientelare, analfabetismo ecc. Romantica, affascinante e decisamente struggente la facciata dei Bruce Springsteen e degli Stephen King quando esprimono ammirazione per il loro New Jersey e Maine. Certo, col jet privato che ti porta a New York o a Boston in mezz'ora, sarei buono a farlo anch'io.
Secondo me non c'è il 'meglio', ma il meglio per ognuno di noi singolarmente. Se tu fai l'insegnante, detto grezzamente, la provincia stravince sulla città. Se fai il tiktoker di eventi mondani o il ristoratore meglio la città. Se fai il giornalista, musicale o no, meglio spararti... Io personalmente potrei e vorrei vivere a Pantelleria (dove comunque non ti regalano niente. soprattutto quando annusano la tua provenienza), alla Italo Cucci, ma sono trattenuto da tante catene a volte volontarie e altre no.
c'è provincia e provincia, per certi versi anche Ibiza è provincia, ma ad Ibiza sto da dio in un contesto molto diverso, a Padova ( o a Siracusa ) mi sparerei
Non è che tutti i milanesi vengano sfollati a malincuore a causa di queste dinamiche, tanti ci guadagnano. Parecchia gente vende, sfruttando la fase di euforia dei prezzi immobiliari, e si trasferisce nei comuni della cintura -- generando un innalzamento in queste zone, per reazione a catena
Se il posto dove stavano non gli piaceva, bene. Se no è una scelta complessa perchè se poi la provincia ti fa schifo, come ha scritto sopra Simone, a Milano non ci torni più, perchè vedo dura che questo sia un periodo di euforia dei prezzi. Non dico che saliranno per sempre ovviamente, ma 13 metri quadri in centro a londra li han venduti per 270k, 50 metri quadri a parigi belli ai giardini del lussemburgo valgono più di un milione di euro. Milano è ancora lontana, ed è molto più piccola.
Pensa che i miei hanno venduto nel pieno degli anni '80 perchè sostenevano che già allora la mitologica Milano da bere fosse diventata invivibile (mentre invece negli anni '60 era un gioiello, cit.).
Ogni generazione ha la sua golden age.
I nostri figli probabilmente rimpiangeranno la Milano degli anni 20
@nicola, adesso ti svelo un segreto: mi dice un uccellino che qua dentro c'è gente che può comprarsi il tuo buco in San Babila (no pun intended) e tenerlo vuoto a sfregio mentre allo stesso tempo è ben felice di lasciare una città che ha amato come una mamma ma oggi trova popolata da gente del cazzo, amministrata da gente del cazzo e, quel che è più grave, concepita per gente del cazzo. Metà della quale, per aggiungere un corollario regolarmente omesso dai cantori della #bellamilano, ci vive senza poterselo permettere - magari in un bel monolocale vista scambi ferroviari - e perciò fa una vita da pezzente. Quindi, con la retorica del "andare via da Milano è una sconfitta" anche basta.
@Direttore, oltre al libro dell'amica Lucia Tozzi le consiglio vivamente "Turisti a casa nostra" di un altro amico (Antonio Di Siena). E chi non lo legge è un Peluchetti.
E in ogni caso a me sembra che tutto quello che stia succedendo a Milano sia abbastanza indipendente dall'amministrazione, il processo di gentrificazione è un processo che esula dal turismo ed Airbnb, Londra, Parigi, New York Amsterdam si sono gentrificate molto prima che Airbnb esistesse e per ragioni molto diverse.
Il turismo può aver accelerato certi processi, ma in ogni caso quello che ha tirato su i prezzi sono gli investimenti esterni, il rientro dei crevlli e la flat tax: Milano era ancora molto economica, e lo è ancora, rispetto alle sopracitate città. Quindi io faccio fatica a capire cosa voi fareste al posto di sala per fermare questo processo, perchè a me non mi è chiaro cosa si possa fare.
Per essere più chiaro, se negli ultimi 15 anni i prezzi delle case a Roma sono calati è merito dell'amministrazione?
Insomma, la vogliamo smettere di scrivere articoli in cui ad ogni frase faccio la ola? Scherzi a parte, nelle zone in cui spesso soggiorno quando vengo a Milano a lavorare alcuni esercizi commerciali sono così palesemente in mano alla malavita che ci manca solo un'insegna o una targa delle Belle Arti, per non parlare dei frequentatori e del parallelo di provenienza. Io mi tengo stretto il mio paese di provincia affacciato sulla campagna, non rimpiango minimamente di aver mollato Bologna ormai 25 anni fa: era una cloaca in divenire all'epoca, ora la è del tutto. Magari potevo scegliere una zona non alluvionabile alle prime piogge, ma pazienza.
Una Milano peggiorata, gente di basso livello, basta attaccare un qualsiasi discorso, città basata sul nulla, lo shoppimg è un valore? negozi che chiudono dopo un paio di mesi, specialmente di vestiario che pullulano come se dovessero vestire 20 milioni di persone. L'importante è fare aperitivo, altro valore del cazzo.
Il tutto con un sindaco ignobile che non ha il polso della situazione, ma va alla ricerca di fascista che minacciano la società .
Aggiungerei la situazione viabilità, distrutta con tre mandati piddini. demolita.
Abbiamo però valanghe di negri (maghrebini compresi) che rendo incerto il ritorno a casa ogni giorno
Il fatto è che sono dinamiche che esistono da ben prima di Airbnb o della amministrazione Sala. O a Roma non c'è turismo Airbnb? Perchè i prezzi calano a Roma? Merito dell'amministrazione? A New York da quanti anni si parla di gentrificazione, 45?
In un paese che invecchia e si spopola proprio questo succede, hai un polo che attrae tutto e tutto il resto perde di valore, e sarà sempre di più così.
Sicuramente sì, per questo invece di fare megaprogetti bisognerebbe imporre (tramite tasse, perché solo il 15% è di proprietà pubblica) di mettere sul mercato i 100.000 e passa appartamenti sfitti che ci sono a Milano. In generale la rendita immobiliare è un tumore per l'economia e per la psicologia delle persone, tutto ciò che va oltre la casa dove si abita distrugge valore
So che io ho una prospettiva vagamente distorta, ma per come la vedo io molto pochi sono contenti di andarsene da Milano, un mio amico che ha vissuto per anni in Argonne è stato costretto a comprare a San Felice per potersi permettere un appartamente in cui magari fare un figlio. Insomma, gentrificazione pura e semplice, poi magari il figlio lo faranno nascere al San Raffaele così ha F205 nel codice fiscale.
Però noi arriviamo tardi a cose che sono già successe altrove, avete mai visto i prezzi delle case a Parigi? O a San Francisco? Insomma, vivere a Milano non è un diritto, ne un dovere, si vive benissimo altrove e ci si può autoconvincere di tutto ( una mia amica mi ha detto che se il suo fidanzato ex Bending Spoons non avesse comprato una casa da 2 milioni di euro a Palestro avrebbe preferito San Felice alla Bicocca, bei discorsi ), ma la realtà è che per tutti lasciare Milano di base è una sconfitta. Certo a Milano la sconfitta è più facile perchè Milano è più piccola di Parigi, e quindi quando ti chiedono se sei di "Milano Milano" e tu non lo sei ti senti sconfitto se prima lo eri.
Difficile dire cosa sia meglio o peggio, ci sono alcune cose per cui è imbattibile ( uscire a 48 anni a dire cazzate con sconosciuti in giro lo puoi fare quasi solo a Milano ), per il resto è una questione di ambizioni.
Insomma, nn si capisce quale dovrebbe essere il modello milano che vorebbe il direttore, una Monaco di Baviera dove al martedì sera alle 22 in strada sembra che ci sia il coprifuoco?
Ecco, l'hai detto, gentrificazione. Se lo riteniamo un fenomeno positivo non c'è discussione, questa è la direzione e in prospettiva la gentrificazione contro la microcriminalità può essere più efficace di un BOPE italiano (che peraltro vorrei fosse creato oggi pomeriggio). Quanto alla vita notturna non so, mi sembra che ci fossero tante opportunità anche quaranta anni fa. È solo una questione ideologica, di modello di città (io preferisco i lavoratori ai turisti), perché in concreto e nel 2026 senza avere ereditato io sto meglio a Milano che in qualsiasi altro posto
Io non ritengo la gentrificazione un fenomeno positivo, io lo ritengo inevitabile. Non è che a Londra o a Parigi la gentrificazione sia avvenuta per colpa di Airbnb, è avvenuta perchè a un certo punto i prezzi nelle zone centrali sono saliti troppo perchè troppa gente voleva andare a vivere a Londra e Parigi e comprare casa a Londra in zona 2 era un affare. Un mio amico ne ha comprate 4 in 20 anni e ora valgono svariati milioni di pound e non le ha mai affittate un giorno su Airbnb.
Lo stesso sta avvenendo a Milano per motivi diversi, il ritorno dei cervelli e l'emigrazione degli inglesi sono i motivi principali, ma anche il fatto che cmq ci sono nuovi ricchi ( i primi 300/400 dipendenti di Bending sono milionari per esempio, non sulla carta ma in cash, idem Scalapay e Satispay ) uniti al fatto che i prezzi a Milano, comparati a Londra e a Parigi, sono ancora bassi e Milano è quasi completamente costruita, lo stock abitativo non potrà salire più di tanto, la città rimarrà attraente sotto tutti i punti di vista ( si vive molto meglio a Milano che a Londra o Parigi ) e quindi comprare casa è un buon affare e i prezzi salgono.
Non sono fenomeni controllabili, anche il turismo come lo controlli? I prezzi di una stanza su Airbnb sono raddoppiati, la cedolare secca credo salirà e ormai c'è il numero identificativo obbligatorio, pensi che la gente smetterà di venire a milano? New York costa 5 volte tanto!
Direttore, non per fare la punta al cazzo, ma l'unica risposta che la gentrificazione finisce per dare alla microcriminalità sono le gated communities in tutte le loro molteplici declinazioni. O, a una scala più grande, i microstati di polizia come Dubai (di cui, infatti, il Pelu è un estimatore). Sul tema c'è uno storico di analisi e studi stratificato da decenni.
Quanto alla vita notturna, posso confermare. Era la fauna, forse, a essere diversa. Quanto invece a lei, naturale che preferisca i residenti ai turisti, contrariamente a Sindaco e Giunta. Porelli, bisogna capirli: i turisti mica rompono il cazzo chiedendo servizi, sviluppo urbano ordinato e sicurezza, i residenti si. Del resto, quella monumentale capra ignorante come la merda che abbiamo avuto come assessore all'urbanistica nella scorsa consigliatura affermava senza imbarazzo negli incontri pubblici che i residenti di lungo periodo sono - cito letteralmente - un problema per la città. Nicola, dal suo punto di vista, ha ragione. Per i residenti stabili, al contrario, è puro nichilismo urbano.
Sì, la mia idea sugli effetti a lungo termine delle gentrificazione si scontra con la realtà. Ma penso che rapportando tutto all'Italia il cambiamento in molti quartieri non sia un male... il mio chiodo fisso è che il tumore, anche politico (chi anche da sinistra mette in discussione la sacralità della casa?), sia la rendita immobiliare... che blocca la mobilità sociale, fra le altre cose, in maniera non tanto diversa dai latifondi
Se la gentrificazione risolvesse il problema della criminalità, a Parigi dovrebebro essere a posto, no? Invece la criminalità a parigi è 10 volte peggio che a Milano, dove sinceramente non la vedo come un problema, non avendo subito atti di microcriminalità in 48 anni, tranne un booster rubato sotto casa 30 anni fa perchè non lo avevo legato ( da quel momento solo motorini che nessuno vorrebbe rubare )
Io non so se ho una prospettiva distorta, non facendo la ola per la compagnia dell'app Immuni...
Quando ho acquistato casa ho considerato sia la citta' che la provincia, ho fatto offerte sia per ville che per appartamenti, sono finito in citta'. Ho vinto? Se avessi comprato la villa (trattativa saltata per 5mila euro...) sarei stato un perdente??? Ma de che?
A livello personale, se faccio la vita da teenager a 50 anni perche' tanto la mamma mi copre il sedere, forse posso anche capire il discorso. Milano avrà più eventi cool di monza, no?
guarda che io non sono un fan di Bending, anzi mi stan sul cazzo, ma poche società in italia han creato 300-400 milionari liquidi in 4-5 anni.
La diferenza tra la villa a Cesano e la casa a Milano è che in 15 anni il valore della casa a Milano probabilmente è raddoppiato, la villa a Cesano vale sempre uguale o poco di più.
Il discorso "sconfitta" lo faccio solo perchè conosco almeno 40-50 persone, della mia età o più giovani e che sono state gentrificate e non la hanno vissuta bene la cosa, anche se come ho detto si vive benissimo anche fuori Milano, le situazioni sono solo diverse.
Milano rispetto a Monza ha molti più ragazzi perchè è una città universitaria, tutto qua, quindi più eventi e più cose da fare. Poi non sono cose necessarie, si può vivere Piano city anche vivendo a Monza, lasci la macchina a sesto e sei in centro in 20 miunuti, nessuno è obbligato a stare a milano. Per dire, la gentrificazione ad Ibiza è molto diversa, perchè per molti ha voluto dire cambiare isola, che è molto diverso da "vivere fuori milano"
Visto che sembri essere pratico, cosa fa Bending Spoon che permette questi guadagni per chi ci lavora? Si direbbe che comprino in saldo app e servizi di Silicon Valley passati di moda e continuino a gestirli.
Che può essere un business, ci mancherebbe, ma non sembrerebbe il tipo di business che, come dici tu, crea centinaia di milionari in pochi anni. A naso, mi viene da pensare che abbiano monetizzato le loro quote azionarie vendendo bene in una fase di bolla, ma non ho alcun dato al riguardo
Fanno quello che dici te, che sia una bolla o meno lo vedremo, il 31 ottobre scorso hanno raccolto il seguente:
Bending Spoons, unicorno italiano con sede a Milano, ha annunciato di aver raccolto 710 milioni di dollari in capitale a una valutazione pre-monetaria di 11 miliardi di dollari.
Un mio amico aveva l'1% di bending come un'altra decina di persone, ora ovviamente è molto diluito ma la sua partecipazione vale sui 15/20 milioni di euro ed è decuplicata in 3 anni, perchè lui non ha venduto tutto. alle valutazioni attuali almeno i primi 300 sono milionari e l'azienda da liquidità alle quote. Le tasse sulla vendita di azioni in società non quotate sono bassissime, mi sembra il 12%
Tutti quelli che lavorano per bending hanno ricevuto delle quote, con un vesting a 4 anni, come in tutte le aziende americane e i primi anni di bending non sono stati liscissimi quindi alcune volte invece dello stipendio sono state date quote, a volte apple gli bloccava i conti.
All'inizio i soldi li facevano facendo app da zero e poi monetizzandole, nei primissimi periodi dell'app store, la loro app era quella degli sfondi, poi il boom lo hanno avuto con quella dei quiz a premi e poi da li hanno iniziato a comprare app e monetizzarle. Oggi come oggi sfruttano il diverso costo del lavoro tra italia e USA, visto che cmq in italia uno bravo piglia 80- di RAL e in america 400, prendono aziende che non stanno andando bene e cercano di tirarle su.
I conti sembrano a posto, sono in attivo, poi che valga veramente 11 miliardi di dollari non idea, di certo non siamo ai livelli della bolla delle dot com. E di certo loro sono molto ambiziosi, lo sono sempre stati, se no avrebbero venduto tempo fa. Cmq i fondatori in questo round hanno monetizzato, perchè vogliono quotare al Nasdaq e quindi devono monetizzare prima.
Sono Toscano , vivo in un paesino di tremila abitanti dove ho avuto spazi enormi e aria pulita fin da bambino.
Quando ho trovato la mia casa — 250 metri quadri con giardino — l'ho pagata 200 000 €. Adesso è il mio porto sicuro, non un investimento su cui speculare leggo in continuazione di questi grandi investimenti immobiliari in città come Milano della crescita immobiliare sfrenata e di chi si fa i conti con l idea di vendere e realizzare magari poi uscendo dalla città ma faccio anche molta fatica a rapportare questo tipo di ragionamento finanziario al luogo che mi sono creato per avere una serenità da condividere con la mia famiglia.
Guadagno poco piu di 2000 euro mi bastano per vivere bene in questo contesto dove senza grandi sfarzi o possibilità estreme di guadagno ho tutto un contesto di benessere diffuso e pochi servizi ottimizzati anche se qui senza macchina sei morto.
Milano, quando la visito, è straordinaria. Conosco amici che lì hanno costruito carriere gratificanti per le loro aspettative: dirigenti pubblici, manager di grandi aziende, liberi professionisti che hanno trovato nel capoluogo lombardo la loro realizzazione professionale. Non lo metto minimamente in dubbio. La città offre davvero tutto — opportunità, cultura, stimoli.
Eppure, proprio per questa abbondanza, vedo il rischio che una persona normale si trovi intrappolata in una corsa perpetua, in una "FOMO da grande città" perché l'offerta infinita che offre questo contesto urbano genera anche un consumo infinito di risorse: tempo, energia, denaro, serenità. E raramente quella corsa porta una vera gratificazione.
Per me la metropoli rimane quello che dovrebbe rimanere: una gita. Un evento culturale imperdibile, un momento mondano atteso con piacere. Momenti preziosi che devo però diluire in un contesto più a misura della mia vita quotidiana.
La Toscana è dove accade il resto — il pasto semplice e genuino. Milano è il dessert dopo: straordinario, stimolante, ma non la dieta quotidiana.
Attenzione questo non è disprezzo per la città anzi la botta di vita la respiro eccome quando salgo però mi sembra che il compromesso da pagare ( non solo in ambito economico ) non sia adatto alla mia percezione di vita comoda e serena ma ovviamente io parlo da campagnolo con abitudini che mal si integrerebbero con quelle cittadine... Io ogni domenica carbonizzo Kg di brace in giardino e diventerei il disprezzo di qualsiasi vicino in una grande citta.
Il problema e' che un giovane con le tue stesse preferenze oggi non potrebbe comprarsi 250mq di casa con giardino con i suoi risparmi. Deve necessariamente usare eredita'/donazioni. O soffrire lavorando a Milano per 20 anni per poi finalmente comprarsi la villetta che vuole, con qualche fenomeno che gli da' dello sconfitto...
Non mi metto neanche a discutere della manutenzione costante che richiede e che sicuramente conosci, che presuppone un senso della proprieta' che traspare dal tuo commento ma oggi non si ha piu'. E perche' si dovrebbe avere, visto che il mantra e' il non avere nulla ed essere felici?
E pensa alle potenziali misure green devastanti (se ti obbligassero a cambiare tutte le finestre per qualche direttiva UE, dovresti accendere un mutuo).
Questo ovunque, sia a milano che al paesello, dove peraltro se fai certe professioni come il dipendente statale sei sicuramente piu' ricco che a milano
Il filo conduttore e' un attacco senza quartiere alla proprieta' e liberta' privata dell'individuo.
La vita qui è semplice. Non ci sono grandi serate di livello, locali esclusivi o scena culturale elaborata. Il dopo lavoro significa dedicarsi un minimo di tempo a costi bassissimi: la palestra, la piscina comunale, il bar del paese. Le uscite importanti sono il weekend. Niente di più. Ma è proprio questo che permette di respirare, di non inseguire nulla. E soprattutto: di risparmiare. Qui, con il giusto compromesso, si vive dignitosamente bene anche quando arrivano le spese impreviste. A Milano con 2400 euro al mese si fa fatica; da queste parti, lo stesso stipendio ti consente una serenità che in città è impensabile.
Quando vado a Milano — e la vivo da turista, senza neanche il peso di lavorare il giorno dopo — esco stremato dopo tre giorni. Mi rendo conto che nel frattempo ho radicato un concetto di vita "passato", almeno secondo gli standard contemporanei. I miei amici lì sono dinamici, abituati ai ritmi della metropoli, mentre io ne esco svuotato.
Devo ammetterlo: li invidio in parte. Non tanto per la scena culturale, ma per come riescono a gestire tutte quelle opportunità senza farsi travolgere. Loro sanno navigare quel caos meglio di me. Eppure, guardandoli da vicino, vedo una gestione emotiva che mi sembra troppo forte — come se la città richiedesse un dispendio di energia mentale che io non sono più disposto a sostenere.
Milano rimane straordinaria quando la visito. Ma rimane una visita. La mia vita quotidiana appartiene a un ritmo più lento, a uno spazio dove la semplicità non è mancanza, ma scelta consapevole.
Più che il disprezzo del vicino, ti toccherebbe subire la beffa di un'amministrazione comunale che detiene il record assoluto di consumo di suolo nella storia della città di Milano, distrugge il verde a botte di ettari alla volta e ti permette di inquinare basta che paghi, ma ti rompe il cazzo se ti fai la grigliata e ti multa se ti becca ad accendere il camino.
ci sono nato quarantasette anni fa e in quarantasette anni dentro e fuori le tre circonvallazioni di cose ne sono cambiate, la differenza è che prima sembrava ci fosse un qualche unico ingrediente che amalgamasse le piccole diverse realtà mentre oggi ci sono troppi ingredienti che, riscaldati quindici minuti a centocinquanta gradi ventilati, sfoggiano sul tavolo una sbobba indigestibile ma bellissima da fotografare per attirare chi a quella tavola non è seduto
Lo dite voi o io che la nostalgia della giovinezza non c'entra una fava?
Che fino a 20 anni fa la classe media poteva benissimo vivere in citta' prestigiose e adesso e' impossibile senza rendite?
Che lo scollamente fra rendite e lavoro e' il male? Perche' che la mia prima casa triplichi il suo valore per me NON e' una cosa buona, dato che se la vendessi dovrei comprarne un'altra, anch'essa di valore triplicato se di livello e location simile. Diventa una cosa buona se ho 100 case e per me sono un asset finanziario.
Io me ne sono andato (per ragioni familiari) da Milano a fine 2021. In precedenza ci avevo vissuto per 18 lunghi anni, dal 2003 in poi, anche se la frequentavo già attivamente fin dal 1992 (primo concerto visto: gli U2 dello 'Zoo TV' al Forum d'Assago, il giorno prima dell'attentato a Falcone). Risultato? Dopo il primo anno in provincia in cui ho sentito poco o meno il distacco (onda lunga del Covid e di quei 18 mesi passati in casa), ora sono ampiamente conscio di aver fatto una delle cazzate più grandi di tutta la mia vita. A volte mi consolo dicendomi che non sono mai andato aldilà di un monolocale ed è dura formare una vera famiglia (con due gatte!) nello spazio di 30 mq, eppure la provincia in cui vivo è ormai al 90% lavoro pubblico (con ciò che ne consegue...), invidia sociale totalmente ingiustificata (roba da far fatturare gli psicologi), la solita politichetta clientelare, analfabetismo ecc. Romantica, affascinante e decisamente struggente la facciata dei Bruce Springsteen e degli Stephen King quando esprimono ammirazione per il loro New Jersey e Maine. Certo, col jet privato che ti porta a New York o a Boston in mezz'ora, sarei buono a farlo anch'io.
Secondo me non c'è il 'meglio', ma il meglio per ognuno di noi singolarmente. Se tu fai l'insegnante, detto grezzamente, la provincia stravince sulla città. Se fai il tiktoker di eventi mondani o il ristoratore meglio la città. Se fai il giornalista, musicale o no, meglio spararti... Io personalmente potrei e vorrei vivere a Pantelleria (dove comunque non ti regalano niente. soprattutto quando annusano la tua provenienza), alla Italo Cucci, ma sono trattenuto da tante catene a volte volontarie e altre no.
c'è provincia e provincia, per certi versi anche Ibiza è provincia, ma ad Ibiza sto da dio in un contesto molto diverso, a Padova ( o a Siracusa ) mi sparerei
Non è che tutti i milanesi vengano sfollati a malincuore a causa di queste dinamiche, tanti ci guadagnano. Parecchia gente vende, sfruttando la fase di euforia dei prezzi immobiliari, e si trasferisce nei comuni della cintura -- generando un innalzamento in queste zone, per reazione a catena
Se il posto dove stavano non gli piaceva, bene. Se no è una scelta complessa perchè se poi la provincia ti fa schifo, come ha scritto sopra Simone, a Milano non ci torni più, perchè vedo dura che questo sia un periodo di euforia dei prezzi. Non dico che saliranno per sempre ovviamente, ma 13 metri quadri in centro a londra li han venduti per 270k, 50 metri quadri a parigi belli ai giardini del lussemburgo valgono più di un milione di euro. Milano è ancora lontana, ed è molto più piccola.
Pensa che i miei hanno venduto nel pieno degli anni '80 perchè sostenevano che già allora la mitologica Milano da bere fosse diventata invivibile (mentre invece negli anni '60 era un gioiello, cit.).
Ogni generazione ha la sua golden age.
I nostri figli probabilmente rimpiangeranno la Milano degli anni 20
dipende sempre cosa ci fai con i soldi della vendita, se li metti in banca ad ammuffire hai venduto nel momento sbagliato
@nicola, adesso ti svelo un segreto: mi dice un uccellino che qua dentro c'è gente che può comprarsi il tuo buco in San Babila (no pun intended) e tenerlo vuoto a sfregio mentre allo stesso tempo è ben felice di lasciare una città che ha amato come una mamma ma oggi trova popolata da gente del cazzo, amministrata da gente del cazzo e, quel che è più grave, concepita per gente del cazzo. Metà della quale, per aggiungere un corollario regolarmente omesso dai cantori della #bellamilano, ci vive senza poterselo permettere - magari in un bel monolocale vista scambi ferroviari - e perciò fa una vita da pezzente. Quindi, con la retorica del "andare via da Milano è una sconfitta" anche basta.
@Direttore, oltre al libro dell'amica Lucia Tozzi le consiglio vivamente "Turisti a casa nostra" di un altro amico (Antonio Di Siena). E chi non lo legge è un Peluchetti.
E in ogni caso a me sembra che tutto quello che stia succedendo a Milano sia abbastanza indipendente dall'amministrazione, il processo di gentrificazione è un processo che esula dal turismo ed Airbnb, Londra, Parigi, New York Amsterdam si sono gentrificate molto prima che Airbnb esistesse e per ragioni molto diverse.
Il turismo può aver accelerato certi processi, ma in ogni caso quello che ha tirato su i prezzi sono gli investimenti esterni, il rientro dei crevlli e la flat tax: Milano era ancora molto economica, e lo è ancora, rispetto alle sopracitate città. Quindi io faccio fatica a capire cosa voi fareste al posto di sala per fermare questo processo, perchè a me non mi è chiaro cosa si possa fare.
Per essere più chiaro, se negli ultimi 15 anni i prezzi delle case a Roma sono calati è merito dell'amministrazione?
Ti sembra male.
Tutti quelli che io ho conosciuto che hanno lasciato milano non lo hanno fatto con felicità.
Io sinceramente me ne andrei domani, ma ho la fidanzata qua e quindi 4-5 mesi devo farli, poi andrei ad Abu Dhabi più che a Dubai
due parola sulla viabilità del cazzo imperante nel mondo dei perennemente intelligenti vogliamo dirla?
Insomma, la vogliamo smettere di scrivere articoli in cui ad ogni frase faccio la ola? Scherzi a parte, nelle zone in cui spesso soggiorno quando vengo a Milano a lavorare alcuni esercizi commerciali sono così palesemente in mano alla malavita che ci manca solo un'insegna o una targa delle Belle Arti, per non parlare dei frequentatori e del parallelo di provenienza. Io mi tengo stretto il mio paese di provincia affacciato sulla campagna, non rimpiango minimamente di aver mollato Bologna ormai 25 anni fa: era una cloaca in divenire all'epoca, ora la è del tutto. Magari potevo scegliere una zona non alluvionabile alle prime piogge, ma pazienza.
Ho un paio di amici che trent'anni fa hanno salutato Bologna per San Zvàn. Stanno festeggiando ancora adesso.
Direttore in forma con crescendo rossiniano.
Una Milano peggiorata, gente di basso livello, basta attaccare un qualsiasi discorso, città basata sul nulla, lo shoppimg è un valore? negozi che chiudono dopo un paio di mesi, specialmente di vestiario che pullulano come se dovessero vestire 20 milioni di persone. L'importante è fare aperitivo, altro valore del cazzo.
Il tutto con un sindaco ignobile che non ha il polso della situazione, ma va alla ricerca di fascista che minacciano la società .
Aggiungerei la situazione viabilità, distrutta con tre mandati piddini. demolita.
Abbiamo però valanghe di negri (maghrebini compresi) che rendo incerto il ritorno a casa ogni giorno
Mi sembrano dinamiche comuni a tutte le grandi città europee (vorrei dire del mondo, ma non ci allarghiamo).
Il fatto che richiami giovani dalle regioni vicine mi pare una cosa ovvia, per diversi motivi.
O sbaglio?
Il fatto è che sono dinamiche che esistono da ben prima di Airbnb o della amministrazione Sala. O a Roma non c'è turismo Airbnb? Perchè i prezzi calano a Roma? Merito dell'amministrazione? A New York da quanti anni si parla di gentrificazione, 45?
In un paese che invecchia e si spopola proprio questo succede, hai un polo che attrae tutto e tutto il resto perde di valore, e sarà sempre di più così.
Sicuramente sì, per questo invece di fare megaprogetti bisognerebbe imporre (tramite tasse, perché solo il 15% è di proprietà pubblica) di mettere sul mercato i 100.000 e passa appartamenti sfitti che ci sono a Milano. In generale la rendita immobiliare è un tumore per l'economia e per la psicologia delle persone, tutto ciò che va oltre la casa dove si abita distrugge valore
E come li metti sul mercato? Magari facendo leggi che tutelano meno l'inquilino? Perchè il problema è tutto li.
Eh, tramite tasse sul patrimonio... una cosa ben poco popolare, con qualsiasi governo.
So che io ho una prospettiva vagamente distorta, ma per come la vedo io molto pochi sono contenti di andarsene da Milano, un mio amico che ha vissuto per anni in Argonne è stato costretto a comprare a San Felice per potersi permettere un appartamente in cui magari fare un figlio. Insomma, gentrificazione pura e semplice, poi magari il figlio lo faranno nascere al San Raffaele così ha F205 nel codice fiscale.
Però noi arriviamo tardi a cose che sono già successe altrove, avete mai visto i prezzi delle case a Parigi? O a San Francisco? Insomma, vivere a Milano non è un diritto, ne un dovere, si vive benissimo altrove e ci si può autoconvincere di tutto ( una mia amica mi ha detto che se il suo fidanzato ex Bending Spoons non avesse comprato una casa da 2 milioni di euro a Palestro avrebbe preferito San Felice alla Bicocca, bei discorsi ), ma la realtà è che per tutti lasciare Milano di base è una sconfitta. Certo a Milano la sconfitta è più facile perchè Milano è più piccola di Parigi, e quindi quando ti chiedono se sei di "Milano Milano" e tu non lo sei ti senti sconfitto se prima lo eri.
Difficile dire cosa sia meglio o peggio, ci sono alcune cose per cui è imbattibile ( uscire a 48 anni a dire cazzate con sconosciuti in giro lo puoi fare quasi solo a Milano ), per il resto è una questione di ambizioni.
Insomma, nn si capisce quale dovrebbe essere il modello milano che vorebbe il direttore, una Monaco di Baviera dove al martedì sera alle 22 in strada sembra che ci sia il coprifuoco?
Ecco, l'hai detto, gentrificazione. Se lo riteniamo un fenomeno positivo non c'è discussione, questa è la direzione e in prospettiva la gentrificazione contro la microcriminalità può essere più efficace di un BOPE italiano (che peraltro vorrei fosse creato oggi pomeriggio). Quanto alla vita notturna non so, mi sembra che ci fossero tante opportunità anche quaranta anni fa. È solo una questione ideologica, di modello di città (io preferisco i lavoratori ai turisti), perché in concreto e nel 2026 senza avere ereditato io sto meglio a Milano che in qualsiasi altro posto
Io non ritengo la gentrificazione un fenomeno positivo, io lo ritengo inevitabile. Non è che a Londra o a Parigi la gentrificazione sia avvenuta per colpa di Airbnb, è avvenuta perchè a un certo punto i prezzi nelle zone centrali sono saliti troppo perchè troppa gente voleva andare a vivere a Londra e Parigi e comprare casa a Londra in zona 2 era un affare. Un mio amico ne ha comprate 4 in 20 anni e ora valgono svariati milioni di pound e non le ha mai affittate un giorno su Airbnb.
Lo stesso sta avvenendo a Milano per motivi diversi, il ritorno dei cervelli e l'emigrazione degli inglesi sono i motivi principali, ma anche il fatto che cmq ci sono nuovi ricchi ( i primi 300/400 dipendenti di Bending sono milionari per esempio, non sulla carta ma in cash, idem Scalapay e Satispay ) uniti al fatto che i prezzi a Milano, comparati a Londra e a Parigi, sono ancora bassi e Milano è quasi completamente costruita, lo stock abitativo non potrà salire più di tanto, la città rimarrà attraente sotto tutti i punti di vista ( si vive molto meglio a Milano che a Londra o Parigi ) e quindi comprare casa è un buon affare e i prezzi salgono.
Non sono fenomeni controllabili, anche il turismo come lo controlli? I prezzi di una stanza su Airbnb sono raddoppiati, la cedolare secca credo salirà e ormai c'è il numero identificativo obbligatorio, pensi che la gente smetterà di venire a milano? New York costa 5 volte tanto!
Direttore, non per fare la punta al cazzo, ma l'unica risposta che la gentrificazione finisce per dare alla microcriminalità sono le gated communities in tutte le loro molteplici declinazioni. O, a una scala più grande, i microstati di polizia come Dubai (di cui, infatti, il Pelu è un estimatore). Sul tema c'è uno storico di analisi e studi stratificato da decenni.
Quanto alla vita notturna, posso confermare. Era la fauna, forse, a essere diversa. Quanto invece a lei, naturale che preferisca i residenti ai turisti, contrariamente a Sindaco e Giunta. Porelli, bisogna capirli: i turisti mica rompono il cazzo chiedendo servizi, sviluppo urbano ordinato e sicurezza, i residenti si. Del resto, quella monumentale capra ignorante come la merda che abbiamo avuto come assessore all'urbanistica nella scorsa consigliatura affermava senza imbarazzo negli incontri pubblici che i residenti di lungo periodo sono - cito letteralmente - un problema per la città. Nicola, dal suo punto di vista, ha ragione. Per i residenti stabili, al contrario, è puro nichilismo urbano.
Sì, la mia idea sugli effetti a lungo termine delle gentrificazione si scontra con la realtà. Ma penso che rapportando tutto all'Italia il cambiamento in molti quartieri non sia un male... il mio chiodo fisso è che il tumore, anche politico (chi anche da sinistra mette in discussione la sacralità della casa?), sia la rendita immobiliare... che blocca la mobilità sociale, fra le altre cose, in maniera non tanto diversa dai latifondi
Se la gentrificazione risolvesse il problema della criminalità, a Parigi dovrebebro essere a posto, no? Invece la criminalità a parigi è 10 volte peggio che a Milano, dove sinceramente non la vedo come un problema, non avendo subito atti di microcriminalità in 48 anni, tranne un booster rubato sotto casa 30 anni fa perchè non lo avevo legato ( da quel momento solo motorini che nessuno vorrebbe rubare )
Io non so se ho una prospettiva distorta, non facendo la ola per la compagnia dell'app Immuni...
Quando ho acquistato casa ho considerato sia la citta' che la provincia, ho fatto offerte sia per ville che per appartamenti, sono finito in citta'. Ho vinto? Se avessi comprato la villa (trattativa saltata per 5mila euro...) sarei stato un perdente??? Ma de che?
A livello personale, se faccio la vita da teenager a 50 anni perche' tanto la mamma mi copre il sedere, forse posso anche capire il discorso. Milano avrà più eventi cool di monza, no?
guarda che io non sono un fan di Bending, anzi mi stan sul cazzo, ma poche società in italia han creato 300-400 milionari liquidi in 4-5 anni.
La diferenza tra la villa a Cesano e la casa a Milano è che in 15 anni il valore della casa a Milano probabilmente è raddoppiato, la villa a Cesano vale sempre uguale o poco di più.
Il discorso "sconfitta" lo faccio solo perchè conosco almeno 40-50 persone, della mia età o più giovani e che sono state gentrificate e non la hanno vissuta bene la cosa, anche se come ho detto si vive benissimo anche fuori Milano, le situazioni sono solo diverse.
Milano rispetto a Monza ha molti più ragazzi perchè è una città universitaria, tutto qua, quindi più eventi e più cose da fare. Poi non sono cose necessarie, si può vivere Piano city anche vivendo a Monza, lasci la macchina a sesto e sei in centro in 20 miunuti, nessuno è obbligato a stare a milano. Per dire, la gentrificazione ad Ibiza è molto diversa, perchè per molti ha voluto dire cambiare isola, che è molto diverso da "vivere fuori milano"
Visto che sembri essere pratico, cosa fa Bending Spoon che permette questi guadagni per chi ci lavora? Si direbbe che comprino in saldo app e servizi di Silicon Valley passati di moda e continuino a gestirli.
Che può essere un business, ci mancherebbe, ma non sembrerebbe il tipo di business che, come dici tu, crea centinaia di milionari in pochi anni. A naso, mi viene da pensare che abbiano monetizzato le loro quote azionarie vendendo bene in una fase di bolla, ma non ho alcun dato al riguardo
Fanno quello che dici te, che sia una bolla o meno lo vedremo, il 31 ottobre scorso hanno raccolto il seguente:
Bending Spoons, unicorno italiano con sede a Milano, ha annunciato di aver raccolto 710 milioni di dollari in capitale a una valutazione pre-monetaria di 11 miliardi di dollari.
Un mio amico aveva l'1% di bending come un'altra decina di persone, ora ovviamente è molto diluito ma la sua partecipazione vale sui 15/20 milioni di euro ed è decuplicata in 3 anni, perchè lui non ha venduto tutto. alle valutazioni attuali almeno i primi 300 sono milionari e l'azienda da liquidità alle quote. Le tasse sulla vendita di azioni in società non quotate sono bassissime, mi sembra il 12%
Tutti quelli che lavorano per bending hanno ricevuto delle quote, con un vesting a 4 anni, come in tutte le aziende americane e i primi anni di bending non sono stati liscissimi quindi alcune volte invece dello stipendio sono state date quote, a volte apple gli bloccava i conti.
All'inizio i soldi li facevano facendo app da zero e poi monetizzandole, nei primissimi periodi dell'app store, la loro app era quella degli sfondi, poi il boom lo hanno avuto con quella dei quiz a premi e poi da li hanno iniziato a comprare app e monetizzarle. Oggi come oggi sfruttano il diverso costo del lavoro tra italia e USA, visto che cmq in italia uno bravo piglia 80- di RAL e in america 400, prendono aziende che non stanno andando bene e cercano di tirarle su.
I conti sembrano a posto, sono in attivo, poi che valga veramente 11 miliardi di dollari non idea, di certo non siamo ai livelli della bolla delle dot com. E di certo loro sono molto ambiziosi, lo sono sempre stati, se no avrebbero venduto tempo fa. Cmq i fondatori in questo round hanno monetizzato, perchè vogliono quotare al Nasdaq e quindi devono monetizzare prima.