Bravo Stefano, mi complimento innanzitutto per il coraggio di scrivere di un tema così che nella società woke di oggi ti crea solo problemi. Su X ho chiesto il motivo per cui i ragazzi non bianchi dell'Under21 portati in Nazionale da Baldini siano soliti farsi fare una foto da soli e mi è arrivata la solita shotstorm di minus habens.
In Francia banalmente c'è un metodo di selezione del talento che privilegia la forza fisica abbinata alla tecnica e quindi a fare strada sono i ragazzi di colore. Se vai a vedere nelle under francesi i bianchi sono ormai zero.
Infatti il post non ha proprio senso. In una rappresentativa nazionale devono giocare i più forti di quella nazione. E basta. Se sono nati al nord o al sud, bianchi o neri, di questa o quella regione: conta zero. Non è giochi senza frontiere. Parlare di quote poi, boh, lo prendo come uno scherzo: Mbappe dovrebbe fare panchina per Giroud quarantenne perché lui è bianco? L'importante è che per la Francia giochino i francesi e per l'Italia gli italiani (e non gli scarti dell'Argentina).
Il problema delle nazionali non sono il numero di calciatori neri o bianchi, ma le campagne acquisti in giro per il mondo. Mbappe è nero ma è nato e cresciuto in Francia: è francese in tutto e per tutto e lo stesso vale per gli altri nazionali francesi. Uguale discorso per Balotelli e l'Italia. Le porcate sono Retegui e le altre operazioni di calciomercato: è sicuramente più autentica la Francia del Marocco.
Bah,discorso già fatto. Nel Marocco quasi tutti (diaz e qualche eccezione) ha giocato da sempre per la nazionale Marocchina
Chi decide per quale nazione uno vuole giocare? il calciatore o qualcun altro?
Se la discriminante è "avere il passaporto" (semplifico alla grande) mi pare normale che oggi ci siano giocatori che possono scegliere.
Poi l'importante è mettere dei limiti alle scelte : per dire...il caso musiala è abbastanza emblematico..inghilterra..germania...inghilterra...germania
Questo si che fa schifo
Poi se Emre Can decide di giocare per la germania e chalanoglu con la turchia..io non ci trovo niente di strano
Ottima sintesi..Il Marocco è una Francia B, null'altro. Per essere un vero Marocco dovevano aver imparato a giocare a calcio a Marrakesh o Casablanca.Invece sono prodotti della accademia francese, che se non fosse di qualità non li avrebbe valorizzati..Stessa cosa Capo Verde, Curacao, Algeria ecc..Tutti made in Europe al 90%..
Per me per la Germania, è nato li ed ha iniziato a giocare a calcio lì, in Italia si è spostato solo esclusivamente per motivi di carriera. Per me nemmeno per la Turchia dovrebbe giocare..Nascita e formazione unico driver per mantenere il senso delle nazionali.
Su questo sono d'accordo (anche il caso retegui l'avresti risolto...ho scoperto ora che ha fatto 5 presenze con l'under 20.)
io metterei anche la clausola che basta aver risposto ad una convocazione e automaticamente sei out per tutte le altre nazionali. (poi magari qualche eccezione la farei o l'avrei fatta...tipo...quei ragazzi ex jugoslavi le cui famiglie sono state costrette a fuggire all'epoca)
Poi per me ai grandi livelli non parliamo di buona parte,ma di minima parte
Nelle nazionali di seconda fascia invece posso essere anche d'accordo
Entrando nel tecnico, il calcio moderno si gioca con il 4-2-3-1 o il 4-3-3 ed entrambi i moduli richiedono le “ali velocissime” che sono quasi tutte (se non tutte) giocatori di colore, anche nella Spagna che ne ha solo due, ma sono proprio le ali veloci e guizzanti.
La Francia ne ha praticamente 7 che possono giocare sull’ala, l’Inghilterra ne ha un sacco, da Saka in giu’ e nemmeno li so tutti, il Belgi hanno Doku e Lukebakio, il Brasile ha Vinicius e Raphinha… l’Olanda ha Gakpo e Cryscencio Scungio.
L’Italia ha Raspadori e Politano che sono due nani lentissimi (“cu bass” come si dice a Milano) oltre che scarsi.
dai che ci arriviamo: se si facessero le nazionali basandosi sulla % di composizione etnica, francia, germania, inghilterra e olanda sarebbero a casa come l'italia.
imperi coloniali e commerciali assorbono risorse umane e finanziarie dalle colonie formali o sostanziali, ottimizzate dal globalismo
argentina e brasile sono continenti che hanno le loro favelas al posto delle colonie, e non soffrono troppo.
Sembrerebbe quasi che il mestiere del calciatore rientri fra le professioni che il bianco caucasico disprezza, al pari del magazziniere, del camionista o del lavoratore della terra. Mi piacerebbe sapere (confesso la mia ignoranza, non lo seguo) se nel rugby la componente coloured nelle nazionali di Inghilterra e Francia sia la medesima. Comunque tutto fa parte dell’evoluzione della specie. Gianni Brera quarant’anni sottolineava il mutamento di provenienza geografica dei calciatori di serie A nel dopoguerra. Erano spariti i piemontesi, calavano i lombardi, “tenevano” i veneti e crescevano in modo esponenziale i terùn. Lasciando stare il talento puro, vince sempre la fame.
Il discorso è lunghissimo, perché nessuno (nemmeno in Francia) arriva dal calcio di strada ma da modelli organizztaivi diversi: centri di formazione centralizzati (Francia). centri di formazione diffusi sul territorio (Germania), club (Spagna), un misto di tutto questo. L'elemento sociale è centrale, più dell'etnia: il calcio giovanile serio richiede un impegno che pochi genitori, anche piccolo borghesi, accetterebbero. Mio nipote di dieci anni senza essere Messi è impegnato quattro giorni alla settimana in una squadra normalissima, ma non conosco molti genitori nel 2026 che possano fare i tassisti a tempo quasi pieno. L'interclassismo di cui parlava Vialli, contrapponendolo al classimo inglese, esiste nel calcio sempre meno
La domanda è molto semplice: quali giocatori bianchi sarebbero stati ingiustamente lasciati a casa dal non abbronzatissimo Deschamps a favore dei neri convocati? Ecco, appunto.
L'unico caso che può far storcere il naso è quello di Olise, ma perché fondamentalmente non è francese, il colore non c'entra nulla (e la Francia non è certo la squadra a questi mondiali più spregiudicata in tal senso, anzi)
La cosa bella è che in passato Deschamps è stato anche accusato di razzismo (pro bianchi) nelle convocazioni. Per me fuori dai 26 non è rimasto fuori nessun bianco che sposti, visto che Griezmann si era auto-escluso dopo la vicenda della fascia... Per il discorso marketing-quote, più che per il loro rendimento, ci potevano stare Chevalier e Pavard... però come esclusione strana mi sembra peggio quella di Camavinga
In certe nazionali ci sembrano più "tollerabili" in quanto presenti da più tempo (Francia, Olanda, Inghilterra), mentre in altre no, anche se la % della Francia lascia numericamente perplessi (bianchi bravi lasciati a casa non mi pare). Ciò premesso, la Germania non mi rappresenta più niente, mentre la Spagna ne ha 1-2.
La Svezia ingiocabile per chi era cresciuto con gli Andersson e gli Ingesson e i Brolin..anche se in effetti c'erano i Dahlin e i Larsson che sembravano eccezioni..
Tra cinquant'anni i francesi non faranno fatica ad identificarsi completamente nella loro nazionale di Jungle idem probabilmente altre nazioni.
Ci sarebbe almeno nel calcio da mettere qualche regole, evitare che fratelli giochino in nazionali diverse, evitare che chi ha giocato nelle giovanili di una nazionale poi possa scegliere di giocare in un altra...
Mi chiedo però se in effetti i neri siano così più bravi nel giocare a calcio dei bianchi. La storia del giuoco direbbe altro.
Si tratta di semplice raccomandazione funzionale ad un bieco disegno per arrivare alla sostituzione etnica, anche se non si capisce se tu la consideri “naturale” o meno.
quindi francesi, olandesi, etc sono masochisti, avrebbero dei giocatori bianchi molto più forti, ma per colpa del deep state dei democratici Usa pedofili, di Soros, dell'ideologia gender e woke e del PD convocano giocatori neri
Se i calciatori neri sono più bravi di quelli binachi bisogna auto flagellarsi e mettere le quote bianche? Ma che idea è? Il colonialismo ha pagato nel passato e paga ancora, anche se ovviamente aggiunge complessità sociali.
Il calcio è uno dei pochi sport in cui si parte biologicamente e socialmente alla pari, per questo la composizione etnica della Francia non sta né in cielo né in terra, il colonialismo non c'entra. È come vedere tutti i golfisti bianchi e dedurne che i neri non sanno giocare a golf... Ma il calcio non è il golf
Vorrei aggiungere una cosa sul colonialismo: quanti sono i francesi e quanti sono i possibili francesi?Perchè ovviamente nei primi tre posti ci sono le prime tre potenze coloniali, che hanno colonizzato soprattuto l'africa: Francia, inghilterra e Olanda.
Anche nel caso di Francia, Inghilterra e Olanda è immigrazione, sia pure di derivazione colonialistica (si emigra più facilmente dove più o meno parli la lingua) oltre che economica. Nel 1976 la quota dei non bianchi in Inghilterra era stimata intorno al 4%, arrivata al 19% con il censimento del 2021 e a circa il 20 oggi. Sono pigro per una ricerca, ma direi che nel 1976 il Regno Unito avesse più colonie di oggi, oltre che un diverso rapporto con il Commonwealth
- socialmente: per un nero in francia è 1.000.000 di volte più facile fare successo nel calcio che fare successo nella società, di neri nei CDA delle grandi aziende non ne vedo. Mentre i bianchi hanno altre priorità
- biologicamente: qua le cose sono più bilanciate, ma a livello fisico i neri sono ovviamente messi meglio. Se poi riesci ad accomunare fisico e tecnica, ciao. Poi per carità, ci son messi e CR7.
Veramente degli ori italiani di Tokyo tutti erano italiani veri come atleti, nessun tarocco, nessuno di importazione, e in rapporto alla società italiana del 2021 la presenza di Jacobs e Desalu (un quarto di staffetta) ci stava tutta.
Quindi le quote sarebbero solo nel calcio e non nell'atletica?
Perchè in Italia ci sono circa il 3% di neri (stima per eccesso): facendo le proporzioni dovremmo lasciare a casa un po' di gente. Furlani, Iapichino, Crippa...
Mi mauriziomoschizzo, anche se amo l'atletica: a chi frega dell'atletica? Non puoi confrontare uno sport, sia pure il migliore di tutti (anche come ambiente), con un gioco che fa parte della cultura di un paese
Tra l’altro Borriello Insigne, Gentile, Pellé e Zaza sono più scuri di alcuni francesi…
Se questa è la Francia
Di Premiere Levy Strauss
W W il Senegal
Bravo Stefano, mi complimento innanzitutto per il coraggio di scrivere di un tema così che nella società woke di oggi ti crea solo problemi. Su X ho chiesto il motivo per cui i ragazzi non bianchi dell'Under21 portati in Nazionale da Baldini siano soliti farsi fare una foto da soli e mi è arrivata la solita shotstorm di minus habens.
In Francia banalmente c'è un metodo di selezione del talento che privilegia la forza fisica abbinata alla tecnica e quindi a fare strada sono i ragazzi di colore. Se vai a vedere nelle under francesi i bianchi sono ormai zero.
Contenti loro...
Infatti il post non ha proprio senso. In una rappresentativa nazionale devono giocare i più forti di quella nazione. E basta. Se sono nati al nord o al sud, bianchi o neri, di questa o quella regione: conta zero. Non è giochi senza frontiere. Parlare di quote poi, boh, lo prendo come uno scherzo: Mbappe dovrebbe fare panchina per Giroud quarantenne perché lui è bianco? L'importante è che per la Francia giochino i francesi e per l'Italia gli italiani (e non gli scarti dell'Argentina).
Il problema delle nazionali non sono il numero di calciatori neri o bianchi, ma le campagne acquisti in giro per il mondo. Mbappe è nero ma è nato e cresciuto in Francia: è francese in tutto e per tutto e lo stesso vale per gli altri nazionali francesi. Uguale discorso per Balotelli e l'Italia. Le porcate sono Retegui e le altre operazioni di calciomercato: è sicuramente più autentica la Francia del Marocco.
Bah,discorso già fatto. Nel Marocco quasi tutti (diaz e qualche eccezione) ha giocato da sempre per la nazionale Marocchina
Chi decide per quale nazione uno vuole giocare? il calciatore o qualcun altro?
Se la discriminante è "avere il passaporto" (semplifico alla grande) mi pare normale che oggi ci siano giocatori che possono scegliere.
Poi l'importante è mettere dei limiti alle scelte : per dire...il caso musiala è abbastanza emblematico..inghilterra..germania...inghilterra...germania
Questo si che fa schifo
Poi se Emre Can decide di giocare per la germania e chalanoglu con la turchia..io non ci trovo niente di strano
Ottima sintesi..Il Marocco è una Francia B, null'altro. Per essere un vero Marocco dovevano aver imparato a giocare a calcio a Marrakesh o Casablanca.Invece sono prodotti della accademia francese, che se non fosse di qualità non li avrebbe valorizzati..Stessa cosa Capo Verde, Curacao, Algeria ecc..Tutti made in Europe al 90%..
Yldiz è prodotto dell'accademia tedesca,ma poi si è completato in italia
Dove lo facciamo giocare?
Per me per la Germania, è nato li ed ha iniziato a giocare a calcio lì, in Italia si è spostato solo esclusivamente per motivi di carriera. Per me nemmeno per la Turchia dovrebbe giocare..Nascita e formazione unico driver per mantenere il senso delle nazionali.
in caso di nascita e formazione diversi che si fa?
Si tira a sorte?
Per vince la formazione.
Che cos'è formazione?
Messi era già formato oppure si è formato a Barcellona?
Ha senso parlare di formazione per Messi?
Una possibile soluzione ai "trasferimenti"
Una volta che giochi per una qualsiasi selezione giovanile devi continuare con quella, anche da senior.
Ovviamente non risolverebbe i casi Retegui, ma buona parte sì.
Su questo sono d'accordo (anche il caso retegui l'avresti risolto...ho scoperto ora che ha fatto 5 presenze con l'under 20.)
io metterei anche la clausola che basta aver risposto ad una convocazione e automaticamente sei out per tutte le altre nazionali. (poi magari qualche eccezione la farei o l'avrei fatta...tipo...quei ragazzi ex jugoslavi le cui famiglie sono state costrette a fuggire all'epoca)
Poi per me ai grandi livelli non parliamo di buona parte,ma di minima parte
Nelle nazionali di seconda fascia invece posso essere anche d'accordo
e anche la spagna senza yamal e nico williams diventa mediocre
ehhh ma abodi, malago', tavecchio, ecc come se le carte bollate di uno o l'altro cambiassero le cose
Entrando nel tecnico, il calcio moderno si gioca con il 4-2-3-1 o il 4-3-3 ed entrambi i moduli richiedono le “ali velocissime” che sono quasi tutte (se non tutte) giocatori di colore, anche nella Spagna che ne ha solo due, ma sono proprio le ali veloci e guizzanti.
La Francia ne ha praticamente 7 che possono giocare sull’ala, l’Inghilterra ne ha un sacco, da Saka in giu’ e nemmeno li so tutti, il Belgi hanno Doku e Lukebakio, il Brasile ha Vinicius e Raphinha… l’Olanda ha Gakpo e Cryscencio Scungio.
L’Italia ha Raspadori e Politano che sono due nani lentissimi (“cu bass” come si dice a Milano) oltre che scarsi.
Rega, siamo rimasti a casa dal mondiale per mano di Svezia, Macedonia del Nord (lol) e Bosnia.
Direi che la composizione etnica della nazionale è l'ultimo dei problemi.
Ho capito ma bisogna pur tirare le sei di sera, cazzo
Oggi non c'è manco una partita "potabile" mi sa
dai che ci arriviamo: se si facessero le nazionali basandosi sulla % di composizione etnica, francia, germania, inghilterra e olanda sarebbero a casa come l'italia.
imperi coloniali e commerciali assorbono risorse umane e finanziarie dalle colonie formali o sostanziali, ottimizzate dal globalismo
argentina e brasile sono continenti che hanno le loro favelas al posto delle colonie, e non soffrono troppo.
Sembrerebbe quasi che il mestiere del calciatore rientri fra le professioni che il bianco caucasico disprezza, al pari del magazziniere, del camionista o del lavoratore della terra. Mi piacerebbe sapere (confesso la mia ignoranza, non lo seguo) se nel rugby la componente coloured nelle nazionali di Inghilterra e Francia sia la medesima. Comunque tutto fa parte dell’evoluzione della specie. Gianni Brera quarant’anni sottolineava il mutamento di provenienza geografica dei calciatori di serie A nel dopoguerra. Erano spariti i piemontesi, calavano i lombardi, “tenevano” i veneti e crescevano in modo esponenziale i terùn. Lasciando stare il talento puro, vince sempre la fame.
Il discorso è lunghissimo, perché nessuno (nemmeno in Francia) arriva dal calcio di strada ma da modelli organizztaivi diversi: centri di formazione centralizzati (Francia). centri di formazione diffusi sul territorio (Germania), club (Spagna), un misto di tutto questo. L'elemento sociale è centrale, più dell'etnia: il calcio giovanile serio richiede un impegno che pochi genitori, anche piccolo borghesi, accetterebbero. Mio nipote di dieci anni senza essere Messi è impegnato quattro giorni alla settimana in una squadra normalissima, ma non conosco molti genitori nel 2026 che possano fare i tassisti a tempo quasi pieno. L'interclassismo di cui parlava Vialli, contrapponendolo al classimo inglese, esiste nel calcio sempre meno
non so quanti figli di medici o avvocati giochino a calcio, diciamolo
Kalergi, chi era costui..
La domanda è molto semplice: quali giocatori bianchi sarebbero stati ingiustamente lasciati a casa dal non abbronzatissimo Deschamps a favore dei neri convocati? Ecco, appunto.
L'unico caso che può far storcere il naso è quello di Olise, ma perché fondamentalmente non è francese, il colore non c'entra nulla (e la Francia non è certo la squadra a questi mondiali più spregiudicata in tal senso, anzi)
La cosa bella è che in passato Deschamps è stato anche accusato di razzismo (pro bianchi) nelle convocazioni. Per me fuori dai 26 non è rimasto fuori nessun bianco che sposti, visto che Griezmann si era auto-escluso dopo la vicenda della fascia... Per il discorso marketing-quote, più che per il loro rendimento, ci potevano stare Chevalier e Pavard... però come esclusione strana mi sembra peggio quella di Camavinga
In certe nazionali ci sembrano più "tollerabili" in quanto presenti da più tempo (Francia, Olanda, Inghilterra), mentre in altre no, anche se la % della Francia lascia numericamente perplessi (bianchi bravi lasciati a casa non mi pare). Ciò premesso, la Germania non mi rappresenta più niente, mentre la Spagna ne ha 1-2.
La Svezia ingiocabile per chi era cresciuto con gli Andersson e gli Ingesson e i Brolin..anche se in effetti c'erano i Dahlin e i Larsson che sembravano eccezioni..
Appunto, gli svedesi sono alti e biondi. Qua pare di essere in un film woke della Disney, con Elena di Troia che l'hanno presa al mercato a Dakar.
🤐🤐🤐 🇯🇵 🇳🇴
È in corso una naturale sostituzione etnica.
Tra cinquant'anni i francesi non faranno fatica ad identificarsi completamente nella loro nazionale di Jungle idem probabilmente altre nazioni.
Ci sarebbe almeno nel calcio da mettere qualche regole, evitare che fratelli giochino in nazionali diverse, evitare che chi ha giocato nelle giovanili di una nazionale poi possa scegliere di giocare in un altra...
Mi chiedo però se in effetti i neri siano così più bravi nel giocare a calcio dei bianchi. La storia del giuoco direbbe altro.
Quella sui fratelli..bah...se hanno il doppio passaporto perchè no?
Sul passaggio da una nazionale all'altra,seppur giovanile , sono d'accordo
Si tratta di semplice raccomandazione funzionale ad un bieco disegno per arrivare alla sostituzione etnica, anche se non si capisce se tu la consideri “naturale” o meno.
Se le negre fanno 5 figlie a testa e le bianche fanno gli aperitivi direi che è tutto naturale, nessun complotto
Ineccepibile
quindi francesi, olandesi, etc sono masochisti, avrebbero dei giocatori bianchi molto più forti, ma per colpa del deep state dei democratici Usa pedofili, di Soros, dell'ideologia gender e woke e del PD convocano giocatori neri
ma forse neppure nel basket, eppure...
come dicevo sotto, fibre bianche matter.
la soluzione più semplice, poi, sarebbe abolire le competizioni per nazionali.
Se i calciatori neri sono più bravi di quelli binachi bisogna auto flagellarsi e mettere le quote bianche? Ma che idea è? Il colonialismo ha pagato nel passato e paga ancora, anche se ovviamente aggiunge complessità sociali.
Il calcio è uno dei pochi sport in cui si parte biologicamente e socialmente alla pari, per questo la composizione etnica della Francia non sta né in cielo né in terra, il colonialismo non c'entra. È come vedere tutti i golfisti bianchi e dedurne che i neri non sanno giocare a golf... Ma il calcio non è il golf
Vorrei aggiungere una cosa sul colonialismo: quanti sono i francesi e quanti sono i possibili francesi?Perchè ovviamente nei primi tre posti ci sono le prime tre potenze coloniali, che hanno colonizzato soprattuto l'africa: Francia, inghilterra e Olanda.
La Svizzera invece è puramente immigrazione.
La Svizzera ti fa vedere quanto il fattore finanziario impatti. La nazionale di calcio piena di figli di immigrati, quella di hockey zero..
Banalmente il calcio lo giochi ovunque con una palla, l'hockey costa..
Anche nel caso di Francia, Inghilterra e Olanda è immigrazione, sia pure di derivazione colonialistica (si emigra più facilmente dove più o meno parli la lingua) oltre che economica. Nel 1976 la quota dei non bianchi in Inghilterra era stimata intorno al 4%, arrivata al 19% con il censimento del 2021 e a circa il 20 oggi. Sono pigro per una ricerca, ma direi che nel 1976 il Regno Unito avesse più colonie di oggi, oltre che un diverso rapporto con il Commonwealth
Non sono d'accordo:
- socialmente: per un nero in francia è 1.000.000 di volte più facile fare successo nel calcio che fare successo nella società, di neri nei CDA delle grandi aziende non ne vedo. Mentre i bianchi hanno altre priorità
- biologicamente: qua le cose sono più bilanciate, ma a livello fisico i neri sono ovviamente messi meglio. Se poi riesci ad accomunare fisico e tecnica, ciao. Poi per carità, ci son messi e CR7.
Per il golf la parte atletica è poco rilevante
Il tennis potrebbe essere un buon esempio. Credo che c'entrino gli elevati costi d'ingresso (come nel golf).
Ma infatti è una cazzata, giusto per animare la discussione il lunedí
Quando vincevamo le medaglie alle olimpiadi di Tokyo nell'atletica non c'era tutta sta voglia di quote bianche.
Al massimo di fibre bianche.
Veramente degli ori italiani di Tokyo tutti erano italiani veri come atleti, nessun tarocco, nessuno di importazione, e in rapporto alla società italiana del 2021 la presenza di Jacobs e Desalu (un quarto di staffetta) ci stava tutta.
“italiani veri” “nessun tarocco” “nessuno di importazione”
Olivari, se è in grado di farlo, cerchi di riprendersi
è un discorso che non c'entra niente con le quote, però.
L'hai fatto tu, però, questo esempio dell'atletica
Quindi le quote sarebbero solo nel calcio e non nell'atletica?
Perchè in Italia ci sono circa il 3% di neri (stima per eccesso): facendo le proporzioni dovremmo lasciare a casa un po' di gente. Furlani, Iapichino, Crippa...
Mi mauriziomoschizzo, anche se amo l'atletica: a chi frega dell'atletica? Non puoi confrontare uno sport, sia pure il migliore di tutti (anche come ambiente), con un gioco che fa parte della cultura di un paese