Sanremo come Thuram
Una prima serata di noia, il popolo web contro la Raducanu, l'affare di Milano Cortina e la grandezza di Ossola
Non sappiamo come l’Auditel conteggi quelli come noi, che dopo avere seguito Inter-Bodø/Glimt su Sky e scritto due cose abbiamo visto registrata la prima serata di Sanremo saltando tutti i siparietti fra i conduttori e gli ospiti, facendo eccezione soltanto per Kabir Bedi-Can Yaman, evitando anche gli ospiti musicali (quanti medley di Tiziano Ferro e Max Pezzali avremo visto? Ignorata la lezione del celebrato Baudo: chi vuole venire abbia le palle di farlo in gara) e concentrandoci sulle trenta canzoni. Abbiamo comunque finito a un’ora disumana, per lo meno per chi si sveglia alle 6:30 (anche prima, quando Soraya è affamata e inizia a graffiare qualsiasi cosa). Pur da cultori del Festival abbiamo trovato la prima serata noiosa, oltretutto dopo avere già le parti noiose. Podio personale tutto al femminile con Ditonellapiaga, Le bambole di pezza e Serena Brancale, ma quello dipende anche dai gusti. Deludenti i nomi più pop, da Patty Pravo a Fadez-Masini, inascoltabili i vari trapper/rapper della mutua, da suicidio gli aspiranti poeti alla Michele Bravi, senza poi entrare nel merito dei figli d’arte o dei raccomandati puri. Tornando all’Auditel, perché la prima serata è andata peggio dell’anno scorso, con lo stesso Carlo Conti a condurre? Nessuna vera polemica, a meno che qualcuno pensi che il caso Pucci appassioni l’Italia, poche canzoni spaccanti al primo ascolto, troppo poco trash perché il trash vero è, per dirla alla Labranca, inconsapevole e non telefonato come un Sal Da Vinci versione prediciottesimo. Serata piatta come Thuram.
Discussioni degne di miglior causa quelle sul megacontratto di Emma Raducanu con Uniqlo, marchio che prima del contratto con Djokovic in pochi avevano sentito nominare. Basta un giro sui social network per fare il pieno di gente che vive male. La colpa della Raducanu, oltre alla troppa bellezza (tutti fini intenditori di tennis, che si emozionano per i dettagli tecnici, come del resto per il pattinaggio di velocità), sarebbe quella di aver vinto un solo torneo nella sua vita, anche se questo torneo non era quello della spiaggia ma gli US Open 2021 partendo dalle qualificazioni.
Consiglio di lettura 1: l’articolo di Claudio Plazzotta su Italia Oggi riguardante gli incassi reali di Milano Cortina 2026. Sommando merchandising e hospitality agli incassi diretti (biglietti, diritti televisivi, sponsor) si arriva al miliardo e mezzo, a fronte di 6 di costi fra infrastrutture e tutto il resto. Un affare? Un disastro? Secondo noi un affare e non certo per l’importanza dello skeleton nella cultura popolare. La legacy non è qualche capannone costruito in culo ai lupi, il turimo, il brand, eccetera, ma il fatto di essere per sempre quelli che hanno organizzato le Olimpiadi, i Mondiali, eccetera.
Consiglio di lettura 2: l’intervista ad Aldo Ossola, realizzata da Mario Chiodetti per VareseNoi. Segnalzione di Paolo. Uno dei più grandi cervelli mai visti, Ossola, su un campo da pallacanestro, l’anima della più grande squadra italiana di sempre, senza discussioni: cosa diremmo di una squadra di calcio che fa dieci finali di Coppa Campioni consecutive? Certo oggi regole demenziali, sportive e di mercato, non consentirebbero a un Ossola di emergere. Rimane il nostro sport preferito, ma anche l’unico che rispetto ai nostri tempi è peggiorato.
stefano@indiscreto.net



Sulla pallacanestro sport peggiorato io concordo; anche se pare una posizione molto difficile da sostenere venendo subito tacciati di "passatismo" e col pensiero diciamo maggioritario che sostiene atleti di oggi che fanno quello che fanno a livello tecnico nettamente superiori a quelli del passato. Concetto che ho riportato male ma credo si capisca il senso; ed è una tesi che sostengono anche commentatori di oggi tra Sky/Amazon e non solo youtuber diciamo.
Personalmente mi sono rivisto recentemente la semifinale di Eurolega del 2002 Virtus Bologna vs Benetton Treviso partita molto godibile; intensa e veloce con interpreti che questa LBA di oggi si sogna (da una parte JARIC/RIGADEAU/GINOBILI/R.GRIFFITH/SMODIS dall'altra EDNEY/C.BELL/NACHBAR/GARBAJOSA/MARCONATO solo per citarne alcune e scontro in panchina MESSINA vs D'ANTONI).
P.S.: Direttore ha scommesso sul vincitore di Sanremo per caso?
“Consiglio di lettura 2: l’intervista ad Aldo Ossola, realizzata da Mario Chiodetti per VareseNoi. Segnalzione di Paolo. Uno dei più grandi cervelli mai visti, Ossola, su un campo da pallacanestro, l’anima della più grande squadra italiana di sempre, senza discussioni”
Ossola, quando il talento si concentra in famiglia.
I fratelli maggiori si sono distinti nel calcio: il primogenito attaccante del grande Torino, il secondo giocatore in A con Varese e Roma.
A detta di chi l’ha visto era proprio il secondo quello con maggiore talento cestistico e calcistico, ma non aveva la testa (e anche il fisico rispetto ad Aldo) degli altri.
Chi ha voluto trovargli dei difetti lo ha accusato di non tirare (quasi) mai.
Lo ammetteva lui stesso, spiegandolo con il fatto che, considerati i compagni che aveva, non serviva.
Ma aggiungeva anche una motivazione tecnica: durante un raduno della nazionale Giancarlo Primo gli corresse la meccanica del tiro e da quel momento perse la sicurezza innata e (quasi) smise di tirare.
CT con cui non nacque un grande feeling e nazionale a cui rinunciò senza rimpianti, privandoci di una coppia Ossola-Marzorati di livello assoluto.
Tra le note di colore, l’aver partecipato a un campionato delle minors a 65 anni…
Mi permetto anche io di segnalare una lettura per chi fosse interessato al tema:
“GLI OSSOLA: FRANCO, LUIGI E ALDO”
di Franco Giannantoni, Franco Ossola Jr. e Flavio Vanetti
Macchione Editore.
PS Ovviamente, come nella migliore tradizione di Indiscreto, lo segnalo (non lo consiglio) senza averlo letto