Peggio di Lillehammer
Minaccia: questo non è l’ultimo post che scriviamo su Olimpiadi che ci hanno conquistato al di là della prospettiva in cui vanno messi i singoli sport, perché emergere fra miliardi di praticanti rimane diverso che farlo fra quattro gatti di tre nazioni, e la statistica dice che è più facile diventare campione olimpico di skeleton che terzino del Catanzaro. Comunque sia, è dalla prima settimana che veniamo martellati da discorsi sul medagliere italiano e dal confronto con Lillehammer ‘94, quindi partiamo da qui.
Prima considerazione, ovvia e quindi più forte delle altre: A Lillehammer furono assegnate 183 medaglie (61 erano gli eventi), a Milano Cortina sono state 349 (alcune condivise, per 116 eventi). Continuiamo il compitino quindi dicendo che le 20 medaglie di Lillehammer valevano un po’ di più delle 30 di adesso: 20 diviso 183 fa 0,1, 30 diviso 349 fa 0,08. Grandissimo bilancio, quello 2026, ma non migliore di quello di Lillehammer. Vogliamo confrontare gli ori da leggenda? Staffetta del fondo maschile (un quasi Mondiale 1982, in proporzione) più gigante della Compagnoni più doppietta della Di Centa battono secondo noi la doppia impresa della Brignone e la Vittozzi nell’inseguimento.
Seconda considerazione: l'assenza della Russia ha regalato spazio a tanti, anche se viste le specialità l’Italia non ne ha di fatto beneficiato. A Lillehammer i russi furono primi nel medagliere, con 11 ori, 8 argenti e 4 bronzi, dominando nello sci di fondo grazie soprattutto alla Yegorova e nel pattinaggio (come dimenticare Gordeeva-Grinkov?) di figura, addirittura vinsero contro ogni tradizione anche un argento nel Super-G femminile. E quattro anni fa a Pechino i russi, pur con una spedizione dimezzata (chi partecipò lo fece come atleta neutrale), vinsero 32 medaglie…
Terza considerazione: in un’edizione in cui si è parlato pochissimo di doping, in senso stretto soltanto per il caso Passler, senza entrare nel merito della sciolina sudcoreana o del penisgate nel salto, il grande doping della squadra azzurra sono stati i soldi. Nessuno come i nostri atleti somma ai soldi delle federazioni, tipici dei paesi più ricchi dalla Norvegia in giù, quelli dei corpi militari: nell’Italia il 70%, ma quasi il 100 togliendo gli hockeysti, battendo il circa 55% della Francia e della Svizzera. La differenza con altri sprechi italiani è che nello sport di élite i soldi sono stati spesi bene, con un cambio di passo nell’era Malagò, investendo in stile Germania Est-Cina sulle discipline-medaglificio.
stefano@indiscreto.net



Continuo a pensare che uno dei motivi del calo di interesse del pubblico nei confronti delle olimpiadi sia proprio questo gigantismo invernale ed estivo, dove 3/4 degli eventi potrebbero essere cancellati senza che nessuno ne senta la mancanza, tenendo solo ciò che ha senso tenere ( sci di fondo, sci da discesa, hockey, pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità, salto con gli sci, short track ) e semmai tagliando le cose insensate ( praticamente tutto il resto ), in modo da rendere anche piu`facile l'organizzazione, già solo eliminando Bob e Slittino risolvi un sacco di problemi logistici.
Un altro commento che mi sentirei di fare è che dello sci alpinismo se ne può fare tranquillamente a meno