Il presunto Unicorno italiano saluta l'Olimpia per fare un anno di transizione al Mega Basket, prima dello sbarco in America. Che senso ha avuto lavorare su di lui?
La sola cosa centrata da Luca Baraldi ,ex AD di Virtus, quando disse che le Società dovevano ottemperare agli obblighi sulla gestione delle squadre giovanili e nulla di piu.
Non era più il tempo delle foresterie,mitiche quelle di,Olimpia e di Virtus ,gestione Coniugi Porelli. Era inutile spendere quei soldi per allevare eccellenze per altri.
L'unico modo per i club per proteggersi ed incassare quanto meno un buy-out è quello di proporre al giocatore ai 18 un contratto professionistico quadriennale fissando il BO come fatto da Varese con ASSUI se non erro.
Ovviamente il prospetto della situazione potrebbe rifiutarsi ben sapendo che con lo svincolo per le giovanili possibile ogni anno può benissimo lasciare il proprio club a 18 anni (come Suigo) od a 19 anni che sarebbe la fine naturale del percorso giovanile in Italia.
Con 363 college di Division I, e molti di Division II pronti a pagare (basta vedere il numero dei cambi di casacca, siamo arrivati a 4 anni in 4 posti, senza contare l'uso ormai creativo della red shirt) alla fine bisognerà offrire contratti pluriennali a gente quasi indecente... realisticamente penso che in futuro i giocatori saranno formati su base locale, magari regionale, dalle federazioni, un po' alla francese, con accoirdi globali con la NCAA in modo da portare verso l'alto la logica del premio di formazione. Però i settori giovanili dei grandi club sono morti, al netto del mecenatismo di Armani e pochi altri
Io mi domando anche il giocatore promettente ma non super diciamo che magari va in un college medio dove riesce cmq ad avere 100k dal NIL ogni anno ma che una volta finito il percorso universitario trova offerte solo da una B Elite a 2k al mese con che voglia può accettare dopo aver visto cifre di tutt'altro tenore?
Se io fossi un giocatore promettente ma non super punterei ad un college con un profilo accademico medio-alto.
Incasserei il NIL, non pagherei l’università (a partire da 50k annui almeno tra corsi, vitto e alloggio) e se dovessi svoltare col basket bene, altrimenti rimarrei in US per mettere a frutto professionalmente quanto studiato.
Mi rendo conto però che questo è un discorso da vecchio e non da 18enne
Sì ma perché finora si andava a reclutare in numeri minori solo giocatori di un certo calibro diciamo. Adesso che anche un college di basso livello di Div1 può pagare tramite NIL si aprano mano a mano opportunità per profili non così forti ma che andranno cmq a prendersi anche solo un 50k che prima di farlo giocando in Italia ne sarebbe passato di tempo.
La sola cosa centrata da Luca Baraldi ,ex AD di Virtus, quando disse che le Società dovevano ottemperare agli obblighi sulla gestione delle squadre giovanili e nulla di piu.
Non era più il tempo delle foresterie,mitiche quelle di,Olimpia e di Virtus ,gestione Coniugi Porelli. Era inutile spendere quei soldi per allevare eccellenze per altri.
Non esistono escamotages di sorta.
L'unico modo per i club per proteggersi ed incassare quanto meno un buy-out è quello di proporre al giocatore ai 18 un contratto professionistico quadriennale fissando il BO come fatto da Varese con ASSUI se non erro.
Ovviamente il prospetto della situazione potrebbe rifiutarsi ben sapendo che con lo svincolo per le giovanili possibile ogni anno può benissimo lasciare il proprio club a 18 anni (come Suigo) od a 19 anni che sarebbe la fine naturale del percorso giovanile in Italia.
Con 363 college di Division I, e molti di Division II pronti a pagare (basta vedere il numero dei cambi di casacca, siamo arrivati a 4 anni in 4 posti, senza contare l'uso ormai creativo della red shirt) alla fine bisognerà offrire contratti pluriennali a gente quasi indecente... realisticamente penso che in futuro i giocatori saranno formati su base locale, magari regionale, dalle federazioni, un po' alla francese, con accoirdi globali con la NCAA in modo da portare verso l'alto la logica del premio di formazione. Però i settori giovanili dei grandi club sono morti, al netto del mecenatismo di Armani e pochi altri
Io mi domando anche il giocatore promettente ma non super diciamo che magari va in un college medio dove riesce cmq ad avere 100k dal NIL ogni anno ma che una volta finito il percorso universitario trova offerte solo da una B Elite a 2k al mese con che voglia può accettare dopo aver visto cifre di tutt'altro tenore?
Se io fossi un giocatore promettente ma non super punterei ad un college con un profilo accademico medio-alto.
Incasserei il NIL, non pagherei l’università (a partire da 50k annui almeno tra corsi, vitto e alloggio) e se dovessi svoltare col basket bene, altrimenti rimarrei in US per mettere a frutto professionalmente quanto studiato.
Mi rendo conto però che questo è un discorso da vecchio e non da 18enne
Totalmente d'accordo e qualche giocatore lo farà ;)
Tutti quelli passati dall'NCAA peró hanno avuto una chance in A1, a vari livelli.
Dovrebbero cercare di regolamentare la cosa a livello europeo, magari facendo accordi col NIL.
Cosí é impossibile andare avanti.
Sì ma perché finora si andava a reclutare in numeri minori solo giocatori di un certo calibro diciamo. Adesso che anche un college di basso livello di Div1 può pagare tramite NIL si aprano mano a mano opportunità per profili non così forti ma che andranno cmq a prendersi anche solo un 50k che prima di farlo giocando in Italia ne sarebbe passato di tempo.