La vicenda della Coppa d’Africa assegnata al Marocco due mesi dopo la finale persa a Rabat contro il Senegal è incredibile anche per gli standard africani e non perché l’appello abbia cambiato l’esito del primo ricorso dei marocchini: questo può capitare, anzi potrebbe anche essere il segno di una giustizia sportiva che funziona. E in punta di diritto la decisione è giusta (non si può abbandonare il campo senza il permesso dell’arbitro, neppure per un minuto), chi è neutrale la può accettare.
Questa storia è incredibile perché la federazione che co-organizzerà il Mondiale 2030 e aspira ad ospitarne la finale ha fatto svolgere la finale dell’ultima Coppa d’Africa in un clima di intimidazione pazzesco a qualsiasi livello, ai danni ovviamente del Senegal, con tanti episodi fra cui quello destinato ad entrare nella storia del calcio, sia pure dalla parte sbagliata, e cioè i raccatapalle marocchini che davano fastidio a Mendy cercando insieme ad alcuni giocatori (fra i quali Hakimi) di rubargli l’asciugamano voodoo. Poi Brahim Diaz avrebbe sbagliato (apposta? A noi pare di no) il rigore nel recupero mandando la partita ai supplementari, con il gol oggi diventato inutile di Pape Gueye. Comunque tre ore bellissime, altro che i 7-2 di Champions League.
Inaccettabile contestare le decisioni dell’arbitro (fra questa anche il gol annullato al Senegal poco prima del rigore) abbandonando il campo in massa, ma inaccettabile anche ospitare una grande manifestazione in questo modo intimidatorio, tenendo il pubblico al limite dell’invasione di campo. In ogni caso una partita epica, sotto la pioggia, vinta dal Senegal in maniera appunto epica, da uomini veri, sempre ricordando la macchia dell’abbandono del campo per un quarto d’ora che poi ha portato alla sconfitta a tavolino.
Tutto questo è lo spunto per una riflessione che va al di là del calcio, che ci è venuta confrontandoci con amici nella stessa nostra situazione: due mesi fa nessun interesse per così dire di club in questa partita, ma di fronte a Sportitalia tifo soltanto di pelle, di simpatia. Veniamo al punto: perché la maggioranza di noi tifava per il Senegal? Nel corso della partita, visto l’ambiente creato dai padroni di casa, è venuto naturale a tutti, ma prima? Forse c’è qualcosa che va al di là del calcio, che ha fatto scattare qualcosa di profondo, qualcosa che ha a che fare con i nostri pregiudizi, anche quelli anti-italiani perché una delle due etnie si può facilmente confondere con la nostra.
Senza giri di parole: se nel 2026 un gruppo di neri per strada è indifferente anche a noi che abbiamo visto il primo nero dal vivo, fuori da un campo da basket, a 14 anni, un gruppo di maghrebini fa scattare segnali di altro tipo. A torto o a ragione, non è questo il punto della scelta fra neri e maghrebini. Pensiamo quindi che il nostro tifo per il Senegal nascesse anche da questo, non soltanto dall’ammirazione per Mané e Jackson, che ovviamente non è che siano buoni al confronto dei cattivi Hakimi e El Aynaoui. Tutto è pregiudizio e poi il tifo è per sua natura irrazionale. Ha comunque meccanismi che parlano di noi e che ci parlano, come il calcio. Neri o maghrebini? Non diamo una terza opzione, tipo il meteorite, perché nella partita ci sono due squadre.



Io ho votato Senegal, perchè di senegalesi, come di maghrebini, ne conosco un botto e sono generalmente più simpatici dei magrebini, anche qeulli che spacciano.
Poi il discorso come sempre è complesso, nel senso che noi attiriamo i peggio maghrebini, mentre ad esempio di solito gli Egiziani che vengono da noi sono in genere migliori. Ma sia i laureati maghrebini che quelli egiziani, se possono, vanno altrove e non in italia, dove rimane solo la feccia.
Poi come dissi a un maghrebino sveglio a Ibiza, uno che aveva 22 anni e che lavora ed è serio e conosce bene l'italia perchè ci ha lavorato: se gli italiani e i loro figli sono un branco di smidollati, giusto che le seconde generazioni prendano il sorpavvento e facciano quello che vogliono, l'aggressività conta.
Quando eravamo piccoli noi, non è che non c'erano i teppisti e i violenti, non è che piazza selinunte prima fosse un oasi di pace così come la stazione centrale, semplicementi i teppisti erano bianchi. Se manco quello siamo più in grado di fare, a casa nostra, giusto che altri vincano.
Tu vuoi mettermi seriamente nei guai… Manca comunque l’opzione meteorite. Di fronte a scene come quella della finale, e a notizie come quella dei cani randagi Marocco 2030, sarebbe l’opzione migliore.