di Alberto Rapuzzi - Il difficile finale di vita fra ospedali e Rsa, con la sanità pubblica ai confini di quella business. Anche se il problema è il non essere mai preparati, a prescindere dall'età...
ahhh la sanita' pubblica....vogliamo parlare dei medici della mutua? Del fatto che si debba passare da loro per le ricette mediche e non servano piu' a nient'altro?
Il mio medico di base lavora tramite app: decidi tu che farmaco vuoi e in che quantità, poi c'è questa perla totale:
Gentile paziente,
si informa che PER CHI RICHIEDE CERTIFICATI DI MALATTIA! INIZIARE LA RICHIESTA CON LA SCRITTA MALATTIA O CERTIFICATO DI MALATTIA IN STAMPATO MAIUSCOLO, RISCHIO CHE SFUGGA IL MESSAGGIO E NON VENGA FATTA IN TEMPO UTILE LA MALATTIA
Praticamente gli dico io quanti giorni voglio stare a casa e per che motivo.
dispiaciuto per la tua esperienza, in casa mia abbiamo seguito le usanze patriarcali. mia nonna, il generalissimo, l'abbiamo ospitata in casa fino alla morte. mia mamma era casalinga e quando tornavamo da scuola noi tre figli, si dava sempre una mano.
con la fine delle famiglie numerose, cd patriarcali anche se il termine è improprio perchè questa impalcatura è finita nel 1900, con l'avanzare della società moderna fino alle famiglie monocellulari, il fenomeno è esploso.
Ovviamente non è un caso, as usual, ma programmazione.
sul covid salto proprio la discussione perché meritano solo la fine di ceaesescu
Situazione che sto in parte vivendo con la sorella di mio papà, ma il problema di fondo è la piramide demografica. Prima c'erano i nonni con X figli e 2X nipoti, magari abitavano tutti insieme (corte, cascina, villa, casa, ...) e quindi se li smazzavano in "società", non tanto come soldi, ma come tempo da dedicarci.
Adesso mediamente sono più i vecchi dei figli e numericamente come fa uno a dedicarsi a loro?
Quando vado in RSA, il 90% si addormentano al tavolino, fissano la parete e non sanno manco dove sono. Che senso ha, soprattutto per loro, prolungare la vita dagli 80 ai 90 anni in questo stato pietoso?
“compiendo così azioni a rischio non necessarie, per dimostrare a sé stessi chissà cosa”
Non vogliono dimostrare nulla. Vogliono solo togliersi la sensazione di pesare sugli altri, cosa che non accettano.
Mi dispiace per tua madre.
Non ho ancora trovato una soluzione ma di una cosa sono sicuro. Ad una certa, non vorrò essere un problema (anche se per loro non lo sarò) per chi mi vuole bene.
Di base se non hai le risorse sei obbligato a rivolgerti al pubblico con le relative tempistiche; se le hai o hai una buona assicurazione sanitaria puoi andare nel privato ma i migliori trattamenti li hai quando hai delle conoscenze e vai nel pubblico da “monitorato”. Nessuna struttura privata è attrezzata come una pubblica.
Per fare un esempio restando nel milanese - legato alla nascita e non alla morte - se si sceglie il privato (esempio Madonnina) ma sorgono dei problemi ti devono portare (con conseguente perdita di tempo prezioso) nel pubblico (Mangiagalli)
la maternità e le malattie gravi sono le due uniche cose che ha senso fare nel pubblico ( spero tu sappia che il san raffaele ha la sala parto dentro il comune di milano in modo che tu possa scrivere "Milano" e non "Segrate" come posto di nascita del bambino ) anche se le diagnosi vanno sempre fatte nel privato.
Io vengo da una famiglia di medici, ed hai ragione che nel pubblico tutto è perfetto se hai conoscenze, alla fin fine il 95% dei medici privati lavora nel pubblico, ma ormai nessun medico amico può farti saltare le liste di attesa.può solo garantire che in sala operatoria ci sarà lui e che nessuno specializzando ti mette le mani addosso.
L'assicurazione sanitaria è per distacco il miglior investiento che uno possa fare.
Nessuno vuole essere un problema a tempo debito, mia madre mi ha detto che nel caso la possiamo mandare in RSA, però se una RSA costa 3k al mese, prendo una badante che mi costa meno, visto che le posso dare l'alloggio nella villetta che ha mia madre, in città studi. con quello che prende di pensione mia madre non ci sono problemi, e credo che morire in casa propria sia la cosa migliore. certo, entrambe le mie nonne, in casa propria sono morte a 97 anni, probabilmente in RSA sarebbero andate molto prima.
Abbiamo più o meno la stessa esperienza perché anche io ho diversi medici in famiglia.
Difficile saltare del tutto la lista ma anche sulle tempistiche si trovano soluzioni.
A mio parere badanti più attente rispetto al personale RSA ma con una preparazione mediamente inferiore (se non sono almeno OSS) e senza struttura adeguata.
Il senso di quello che volevo dire è che non voglio finire né in una RSA né con una badante. Per ora non ho trovato soluzioni adeguate alla questione ma ho ancora un po’ di tempo, a meno che un fatto traumatico la risolva prima.
PS Sulla maternità continuo a pensare che il reparto solventi (Santa Caterina) della Mangiagalli sia la soluzione migliore. Assistenza privata in struttura pubblica.
San Raffaele sempre avanti nel marketing, sia mai che non compaia F205 nel codice fiscale…
Aspetta aspetta: il parto nel privato non ha proprio senso, serve struttura grande con terapia intensiva neonatale e un esercito di medici per ogni evenienza. Al di la' che un parto senza complicazioni in clinica privata costa almeno 20mila euro ed e' un caso in cui le tempistiche sono per forza le stesse del pubblico.
Discorso diverso prima della nascita. Serve ginecologo privato da 200 euro a botta (a torino, quindi saremo sui 250 a milano?) che visiti almeno una volta al mese, indichi gli esami da fare, prepari terapie giuste per evitare tutti i vari problemini possibili a mamma e bambino.
Oltre al test genetico che costa 1000 euro ed e' molto piu' attendbile e meno rischioso dei test di screening che si fanno nel pubblico per scoprire eventuali sindromi
Sul parto non sono d'accordo, un investimento giusto visto che lo si fa 1-2 volte nella vita è quello di associare la comodità del reparto solventi e di professionisti privati (noi ai tempi solo l'ostetrica) alla gestione delle emergenze di una grande struttura pubblica. Alla Mangiagalli ne siamo usciti vivi con un meno 5.000, visto che qualche complicazione c'è stata e il soggiorno si è prolungato
Non ho capito in cosa non sei d'accordo, il mangiagalli e' pubblico. Ci credo che e' sempre meglio avere le coccole e l'assistenza di professionisti dedicati!
Il mio discorso era che i costi non si riducono solo alla degenza, arrivi a 3/5mila euro gia' prima del parto.
Questo è sicuro, con il meccanismo psicologico del genere 'Non sto a risparmiare su questioni di vita o di morte' che porta a dire di sì ad ogni proposta per non sembrare (a te stesso) un barbone... però, e mi capita poche volte di dirlo, soldi spesi bene
Mangiagalli è pubblico ma al suo interno puoi usufruire del trattamento “come da privato” appunto nel reparto solventi chiamato Santa Caterina.
Io ho già dato (tra i 15 e i 20 anni fa) e il costo totale dipende sia dal numero di professionisti che si vuole avere privatamente sia dalla lunghezza del soggiorno. Al tempo mi era venuta una media di 15k a figlio
PS Direttore, la credevo senza eredi diretti…o almeno così aveva fatto sempre intuire su Indiscreto.
Qui su Substack è già la seconda volta che accenna ad una discendenza…
“Aspetta aspetta: il parto nel privato non ha proprio senso, serve struttura grande con terapia intensiva neonatale e un esercito di medici per ogni evenienza”
È esattamente la mia tesi.
Mangiagalli (pubblica) è una struttura come la descrivi tu; l’eccellenza per il parto a Milano (e credo in Italia). Se uno ne ha la possibilità (mezzi finanziari o assicurazione privata) può optare al suo interno per il reparto solventi (Santa Caterina) dove hai tutte le comodità e le attenzioni del privato in aggiunta. Ti puoi scegliere anche l’equipe (ginecologo, anestesista, neonatologo, ostetrica) anche se in caso di parto naturale (quando arriva arriva…) non è sicuro che la scelta possa essere rispettata in toto, dipende molto dai rapporti che hai coi professionisti scelti e dalla loro volontà (es. un ginecologo che conosco non fa vacanze in prossimità della data termine delle sue clienti private)
Ci va anche "culo", la prima gravidanza di mia moglie lei stava benissimo ma hanno indotto il parto a 41 settimane, quindi fu considerata "gravidanza non fisiologica", ovvero a rischio, e ha avuto una camera singola con bagno privato e condizionatore. Questo al sant'anna, l'ospedale con piu' parti in italia, dove di solito ci sono camere da 4 persone dato il volume di gestanti.
Sant’Anna primo e Mangiagalli secondo posto in Italia per numero di parti.
Il “culo” nella vita è fondamentale ma non è garantito. La minimizzazione della probabilità della sfortuna invece può essere programmata. Poi se deve succedere, succede.
non posso che sottoscrivere, essendoci appena passato. Mia mamma, oltre a vari problemi fisici che hanno richiesta la presenza di badanti (quindi a un costo che non tutti si posso permettere), ha cominciato ad averne di testa, fino a non riuscire più a tenerla a casa. In momenti come questi sei solo: qualsiasi persona a cui ti rivolgi - medici privati, ospedali e quant'altro - ti dicono che dovresti prendere tu una decisione senza darti un consiglio, e ti fanno pure sentire un po' in colpa. E quando è stato indispensabile ricoverarla (anche qui a caro prezzo) in una RSA, i tempi di attesa previsti erano minimo di 8 mesi, il che voleva dire che sarei finito ricoverato io che ormai avevo l'esaurimento nervoso. Alla fine un'amica, o meglio un vero angelo, mi ha trovato un posto a 50 km da casa e solo perché aveva delle conoscenze: andavo a trovarla due-tre volte alla settimana con lei che mi chiedeva quando sarebbe tornata a casa, ma ovviamente aveva perfettamente capito. Infatti se n'è andata in un paio di mesi: soffriva di cuore, ci ha pensato lui. L'unica cosa che posso dire è che nei due anni prima di tutto questo, visto che soffriva di mielodisplasia, ho trovato un dottore al Niguarda che alla seconda visita privata mi ha detto che l'avrebbe spostata sotto il Servizio Sanitario, e i due medici che l'anno curata (con visite ogni mese che si aggiungevano ad altre visite) sono stati molto professionali. In sintesi: il problema non è stato cercare di vivere, ma morire con dignità. Purtroppo, soprattutto dopo il Covid, ovvero da quando gli anziani sono giudicati meritevoli di cure sbrigative (in mancanza di medici, meglio salvare i giovani), questo è diventato un terno al lotto. Mentre le Università di Medicina restano a numero chiuso
non concordo molto il fatto che col Covid si sia data la priorità ai giovani, anzi, tutto il covid è stata una incredibile campagna per proteggere i vecchi a spese dei giovani, partendo dalle chiusure delle scuole ad aberrazioni indegne come i 90enni tenuti per 120 giorni in terapia intensiva, che dopo 120 giorni in terapia intensiva a 90 anni esci che sei un vegetale, in altri paesi sopra gli 80 anni in terapia intensiva non ti mettevano e fine, cosa molto più giusta.
In generale la mia sensazione è che sul fine vita ci sia un grandissimo business per cui conviene a tutti che le persone stiano in vita molto più del necessario, perchè alla fine più prestazioni eroghi, più soldi prendi: fare la cpr a un 90 enne per me è un crimine contro il buon senso (e a volte nelle RSA li rianimano ben più di una volta), come lo è farla a uno che magari è stato 6 minuti in arresto cardiaco, lo resusciti ed è un vegetale a vita.
sul fatto che il problema sia morire con dignità, concordo al 100%, ma è una cosa che va pianificata per bene e per tempo, come ho scritto sotto mia madre ha detto che non ha problemi ad andare in RSA, e sa benissimo che io non mi occuperò di lei se non in maniera organizzativa ( mio fratello magari farà diversamente ma è poco affidabile ), nel senso di trovarle la badante, far tornare i conti, farla entrare in RSA in caso di necessità, però lei ha già lasciato scritto che non vuole essere rianimata e che se è lucida e senza speranza va in svizzera. Certo come dici te il problema è quando salta la testa, io personalmente firmerei per poter accedere all'eutanasia in quel caso, ma capisco sia un campo minato sotto molti fronti
Purtroppo, ed è anche il tuo caso, si impara tutto solo nel momento del bisogno, anzi dopo... la medicina è uno dei tanti campi in cui si è chiamati a prendere decisioni tecnicissime senza avere di solito una competenza che vada oltre Google... tutto con il senso di colpa di cui parli, quando un giorno ti sembra di fare accanimento terapeutico e il giorno dopo di essere Pietro Maso... ringrazio la fortuna di non avere (ancora) dovuto prendere decisioni
mi spiace per la tua storia che puzza di malasanità italiana, io sono figlio di medici e ne ho sentite di ogni. pensare che c'è gente che dice "ma noi abbiamo la sanità gratis..."
racconto una cosa che ho già raccontato e che per me è l'emblema della malasanità italiana: il nonno della mia ragazza, 90 anni e in perfetta salute, nel 2020 supera senza problemi i primi mesi del covid. ad agosto 2020 l'ospedale che lo controlla gli raccomanda una operazione a una vena "per evitare problemi in futuro". quando la mia ragazza me lo dice le dico che è una follia e che lo stanno operando solo perché devono operare qualcuno, se no perdono soldi nei rimborsi. viene operato e a causa di complicazioni post operatorie torna a casa non auto sufficiente: un bel modo di evitare problemi futuri. poi riparte il covid e dovendo andare in ospedale per i controlli, alla fine prende il covid di muore a novembre 2020. I parenti non hanno potuto andare al funerale perché non si potevano "rischiare assembramenti", il padre della mia ragazza stava, giustamente, per mettere le mani addosso al sindaco di Bovisio Masciago.
questa è la sanità pubblica, statene alla larga il più possibile
Il 'tuo' caso è sì malasanità, quello di Alberto mi sembra normale incuria e superficialità da italiani, che fanno passare il tempo sperando che le cose si aggiustino da soli. La cosa devastante non è la malattia e nemmeno la morte, tutte cose da mettere in conto, ma l'incertezza totale che c'è negli ospedali. Conosco ogni piastrella del Sacco e dello IEO, quindi posti in certi casi di eccellenza, e ho anche io notato che al malato fa peggio la vaghezza rispetto a una cattiva notizia. Nonostante tutto, anche avendo i soldi, per un intervento importante andrei nel pubblico mentre per una verruca o un tappo di cerume no
" C'era chi per non rischiare l'operazione proponeva il gesso per tutta la gamba, da tenere 45 giorni con una limitazione totale e altri medici invece proponevano l'inserimento di placche in titanio con la possibilità di tempi più brevi per la eventuale riabilitazione.
Alla fine ha deciso tutto il medico di turno che senza ascoltare gli altri ha optato per l'operazione chirurgica."
Questa è malasanità. Io la avrei portata a Humanitas o al San Raffaele e la avrei fatta visitare da uno competente. Come alla mia ragazza dissi che far operare il nonno era una follia e che per me dovevano opporsi, ho purtroppo avuto ragione. Poi l'infezione ospedaliera, la RSA, la fiedjussione, non sono cose da paese civile. Tu le chiami incuria ma è malasanità pura e semplice.
Nel pubblico ci si può far curare le cose serie, i tumori, le malattie rare, una volta fatta fare la diagnosi a un privato esperto puoi tranquillamente farti curare nel pubblico. e poi la gravidanza, quella è una eccellenza. Tutto il resto, evitare il più possibile.
ahhh la sanita' pubblica....vogliamo parlare dei medici della mutua? Del fatto che si debba passare da loro per le ricette mediche e non servano piu' a nient'altro?
Il mio medico di base lavora tramite app: decidi tu che farmaco vuoi e in che quantità, poi c'è questa perla totale:
Gentile paziente,
si informa che PER CHI RICHIEDE CERTIFICATI DI MALATTIA! INIZIARE LA RICHIESTA CON LA SCRITTA MALATTIA O CERTIFICATO DI MALATTIA IN STAMPATO MAIUSCOLO, RISCHIO CHE SFUGGA IL MESSAGGIO E NON VENGA FATTA IN TEMPO UTILE LA MALATTIA
Praticamente gli dico io quanti giorni voglio stare a casa e per che motivo.
dispiaciuto per la tua esperienza, in casa mia abbiamo seguito le usanze patriarcali. mia nonna, il generalissimo, l'abbiamo ospitata in casa fino alla morte. mia mamma era casalinga e quando tornavamo da scuola noi tre figli, si dava sempre una mano.
con la fine delle famiglie numerose, cd patriarcali anche se il termine è improprio perchè questa impalcatura è finita nel 1900, con l'avanzare della società moderna fino alle famiglie monocellulari, il fenomeno è esploso.
Ovviamente non è un caso, as usual, ma programmazione.
sul covid salto proprio la discussione perché meritano solo la fine di ceaesescu
Situazione che sto in parte vivendo con la sorella di mio papà, ma il problema di fondo è la piramide demografica. Prima c'erano i nonni con X figli e 2X nipoti, magari abitavano tutti insieme (corte, cascina, villa, casa, ...) e quindi se li smazzavano in "società", non tanto come soldi, ma come tempo da dedicarci.
Adesso mediamente sono più i vecchi dei figli e numericamente come fa uno a dedicarsi a loro?
Quando vado in RSA, il 90% si addormentano al tavolino, fissano la parete e non sanno manco dove sono. Che senso ha, soprattutto per loro, prolungare la vita dagli 80 ai 90 anni in questo stato pietoso?
“compiendo così azioni a rischio non necessarie, per dimostrare a sé stessi chissà cosa”
Non vogliono dimostrare nulla. Vogliono solo togliersi la sensazione di pesare sugli altri, cosa che non accettano.
Mi dispiace per tua madre.
Non ho ancora trovato una soluzione ma di una cosa sono sicuro. Ad una certa, non vorrò essere un problema (anche se per loro non lo sarò) per chi mi vuole bene.
Di base se non hai le risorse sei obbligato a rivolgerti al pubblico con le relative tempistiche; se le hai o hai una buona assicurazione sanitaria puoi andare nel privato ma i migliori trattamenti li hai quando hai delle conoscenze e vai nel pubblico da “monitorato”. Nessuna struttura privata è attrezzata come una pubblica.
Per fare un esempio restando nel milanese - legato alla nascita e non alla morte - se si sceglie il privato (esempio Madonnina) ma sorgono dei problemi ti devono portare (con conseguente perdita di tempo prezioso) nel pubblico (Mangiagalli)
la maternità e le malattie gravi sono le due uniche cose che ha senso fare nel pubblico ( spero tu sappia che il san raffaele ha la sala parto dentro il comune di milano in modo che tu possa scrivere "Milano" e non "Segrate" come posto di nascita del bambino ) anche se le diagnosi vanno sempre fatte nel privato.
Io vengo da una famiglia di medici, ed hai ragione che nel pubblico tutto è perfetto se hai conoscenze, alla fin fine il 95% dei medici privati lavora nel pubblico, ma ormai nessun medico amico può farti saltare le liste di attesa.può solo garantire che in sala operatoria ci sarà lui e che nessuno specializzando ti mette le mani addosso.
L'assicurazione sanitaria è per distacco il miglior investiento che uno possa fare.
Nessuno vuole essere un problema a tempo debito, mia madre mi ha detto che nel caso la possiamo mandare in RSA, però se una RSA costa 3k al mese, prendo una badante che mi costa meno, visto che le posso dare l'alloggio nella villetta che ha mia madre, in città studi. con quello che prende di pensione mia madre non ci sono problemi, e credo che morire in casa propria sia la cosa migliore. certo, entrambe le mie nonne, in casa propria sono morte a 97 anni, probabilmente in RSA sarebbero andate molto prima.
Abbiamo più o meno la stessa esperienza perché anche io ho diversi medici in famiglia.
Difficile saltare del tutto la lista ma anche sulle tempistiche si trovano soluzioni.
A mio parere badanti più attente rispetto al personale RSA ma con una preparazione mediamente inferiore (se non sono almeno OSS) e senza struttura adeguata.
Il senso di quello che volevo dire è che non voglio finire né in una RSA né con una badante. Per ora non ho trovato soluzioni adeguate alla questione ma ho ancora un po’ di tempo, a meno che un fatto traumatico la risolva prima.
PS Sulla maternità continuo a pensare che il reparto solventi (Santa Caterina) della Mangiagalli sia la soluzione migliore. Assistenza privata in struttura pubblica.
San Raffaele sempre avanti nel marketing, sia mai che non compaia F205 nel codice fiscale…
Aspetta aspetta: il parto nel privato non ha proprio senso, serve struttura grande con terapia intensiva neonatale e un esercito di medici per ogni evenienza. Al di la' che un parto senza complicazioni in clinica privata costa almeno 20mila euro ed e' un caso in cui le tempistiche sono per forza le stesse del pubblico.
Discorso diverso prima della nascita. Serve ginecologo privato da 200 euro a botta (a torino, quindi saremo sui 250 a milano?) che visiti almeno una volta al mese, indichi gli esami da fare, prepari terapie giuste per evitare tutti i vari problemini possibili a mamma e bambino.
Oltre al test genetico che costa 1000 euro ed e' molto piu' attendbile e meno rischioso dei test di screening che si fanno nel pubblico per scoprire eventuali sindromi
Sul parto non sono d'accordo, un investimento giusto visto che lo si fa 1-2 volte nella vita è quello di associare la comodità del reparto solventi e di professionisti privati (noi ai tempi solo l'ostetrica) alla gestione delle emergenze di una grande struttura pubblica. Alla Mangiagalli ne siamo usciti vivi con un meno 5.000, visto che qualche complicazione c'è stata e il soggiorno si è prolungato
Non ho capito in cosa non sei d'accordo, il mangiagalli e' pubblico. Ci credo che e' sempre meglio avere le coccole e l'assistenza di professionisti dedicati!
Il mio discorso era che i costi non si riducono solo alla degenza, arrivi a 3/5mila euro gia' prima del parto.
Questo è sicuro, con il meccanismo psicologico del genere 'Non sto a risparmiare su questioni di vita o di morte' che porta a dire di sì ad ogni proposta per non sembrare (a te stesso) un barbone... però, e mi capita poche volte di dirlo, soldi spesi bene
Mangiagalli è pubblico ma al suo interno puoi usufruire del trattamento “come da privato” appunto nel reparto solventi chiamato Santa Caterina.
Io ho già dato (tra i 15 e i 20 anni fa) e il costo totale dipende sia dal numero di professionisti che si vuole avere privatamente sia dalla lunghezza del soggiorno. Al tempo mi era venuta una media di 15k a figlio
PS Direttore, la credevo senza eredi diretti…o almeno così aveva fatto sempre intuire su Indiscreto.
Qui su Substack è già la seconda volta che accenna ad una discendenza…
“Aspetta aspetta: il parto nel privato non ha proprio senso, serve struttura grande con terapia intensiva neonatale e un esercito di medici per ogni evenienza”
È esattamente la mia tesi.
Mangiagalli (pubblica) è una struttura come la descrivi tu; l’eccellenza per il parto a Milano (e credo in Italia). Se uno ne ha la possibilità (mezzi finanziari o assicurazione privata) può optare al suo interno per il reparto solventi (Santa Caterina) dove hai tutte le comodità e le attenzioni del privato in aggiunta. Ti puoi scegliere anche l’equipe (ginecologo, anestesista, neonatologo, ostetrica) anche se in caso di parto naturale (quando arriva arriva…) non è sicuro che la scelta possa essere rispettata in toto, dipende molto dai rapporti che hai coi professionisti scelti e dalla loro volontà (es. un ginecologo che conosco non fa vacanze in prossimità della data termine delle sue clienti private)
Ci va anche "culo", la prima gravidanza di mia moglie lei stava benissimo ma hanno indotto il parto a 41 settimane, quindi fu considerata "gravidanza non fisiologica", ovvero a rischio, e ha avuto una camera singola con bagno privato e condizionatore. Questo al sant'anna, l'ospedale con piu' parti in italia, dove di solito ci sono camere da 4 persone dato il volume di gestanti.
Sant’Anna primo e Mangiagalli secondo posto in Italia per numero di parti.
Il “culo” nella vita è fondamentale ma non è garantito. La minimizzazione della probabilità della sfortuna invece può essere programmata. Poi se deve succedere, succede.
non posso che sottoscrivere, essendoci appena passato. Mia mamma, oltre a vari problemi fisici che hanno richiesta la presenza di badanti (quindi a un costo che non tutti si posso permettere), ha cominciato ad averne di testa, fino a non riuscire più a tenerla a casa. In momenti come questi sei solo: qualsiasi persona a cui ti rivolgi - medici privati, ospedali e quant'altro - ti dicono che dovresti prendere tu una decisione senza darti un consiglio, e ti fanno pure sentire un po' in colpa. E quando è stato indispensabile ricoverarla (anche qui a caro prezzo) in una RSA, i tempi di attesa previsti erano minimo di 8 mesi, il che voleva dire che sarei finito ricoverato io che ormai avevo l'esaurimento nervoso. Alla fine un'amica, o meglio un vero angelo, mi ha trovato un posto a 50 km da casa e solo perché aveva delle conoscenze: andavo a trovarla due-tre volte alla settimana con lei che mi chiedeva quando sarebbe tornata a casa, ma ovviamente aveva perfettamente capito. Infatti se n'è andata in un paio di mesi: soffriva di cuore, ci ha pensato lui. L'unica cosa che posso dire è che nei due anni prima di tutto questo, visto che soffriva di mielodisplasia, ho trovato un dottore al Niguarda che alla seconda visita privata mi ha detto che l'avrebbe spostata sotto il Servizio Sanitario, e i due medici che l'anno curata (con visite ogni mese che si aggiungevano ad altre visite) sono stati molto professionali. In sintesi: il problema non è stato cercare di vivere, ma morire con dignità. Purtroppo, soprattutto dopo il Covid, ovvero da quando gli anziani sono giudicati meritevoli di cure sbrigative (in mancanza di medici, meglio salvare i giovani), questo è diventato un terno al lotto. Mentre le Università di Medicina restano a numero chiuso
non concordo molto il fatto che col Covid si sia data la priorità ai giovani, anzi, tutto il covid è stata una incredibile campagna per proteggere i vecchi a spese dei giovani, partendo dalle chiusure delle scuole ad aberrazioni indegne come i 90enni tenuti per 120 giorni in terapia intensiva, che dopo 120 giorni in terapia intensiva a 90 anni esci che sei un vegetale, in altri paesi sopra gli 80 anni in terapia intensiva non ti mettevano e fine, cosa molto più giusta.
In generale la mia sensazione è che sul fine vita ci sia un grandissimo business per cui conviene a tutti che le persone stiano in vita molto più del necessario, perchè alla fine più prestazioni eroghi, più soldi prendi: fare la cpr a un 90 enne per me è un crimine contro il buon senso (e a volte nelle RSA li rianimano ben più di una volta), come lo è farla a uno che magari è stato 6 minuti in arresto cardiaco, lo resusciti ed è un vegetale a vita.
sul fatto che il problema sia morire con dignità, concordo al 100%, ma è una cosa che va pianificata per bene e per tempo, come ho scritto sotto mia madre ha detto che non ha problemi ad andare in RSA, e sa benissimo che io non mi occuperò di lei se non in maniera organizzativa ( mio fratello magari farà diversamente ma è poco affidabile ), nel senso di trovarle la badante, far tornare i conti, farla entrare in RSA in caso di necessità, però lei ha già lasciato scritto che non vuole essere rianimata e che se è lucida e senza speranza va in svizzera. Certo come dici te il problema è quando salta la testa, io personalmente firmerei per poter accedere all'eutanasia in quel caso, ma capisco sia un campo minato sotto molti fronti
Purtroppo, ed è anche il tuo caso, si impara tutto solo nel momento del bisogno, anzi dopo... la medicina è uno dei tanti campi in cui si è chiamati a prendere decisioni tecnicissime senza avere di solito una competenza che vada oltre Google... tutto con il senso di colpa di cui parli, quando un giorno ti sembra di fare accanimento terapeutico e il giorno dopo di essere Pietro Maso... ringrazio la fortuna di non avere (ancora) dovuto prendere decisioni
mi dispiace molto, capisco pefettamente la tua frustrazione e tristezza.
mi spiace per la tua storia che puzza di malasanità italiana, io sono figlio di medici e ne ho sentite di ogni. pensare che c'è gente che dice "ma noi abbiamo la sanità gratis..."
racconto una cosa che ho già raccontato e che per me è l'emblema della malasanità italiana: il nonno della mia ragazza, 90 anni e in perfetta salute, nel 2020 supera senza problemi i primi mesi del covid. ad agosto 2020 l'ospedale che lo controlla gli raccomanda una operazione a una vena "per evitare problemi in futuro". quando la mia ragazza me lo dice le dico che è una follia e che lo stanno operando solo perché devono operare qualcuno, se no perdono soldi nei rimborsi. viene operato e a causa di complicazioni post operatorie torna a casa non auto sufficiente: un bel modo di evitare problemi futuri. poi riparte il covid e dovendo andare in ospedale per i controlli, alla fine prende il covid di muore a novembre 2020. I parenti non hanno potuto andare al funerale perché non si potevano "rischiare assembramenti", il padre della mia ragazza stava, giustamente, per mettere le mani addosso al sindaco di Bovisio Masciago.
questa è la sanità pubblica, statene alla larga il più possibile
Il 'tuo' caso è sì malasanità, quello di Alberto mi sembra normale incuria e superficialità da italiani, che fanno passare il tempo sperando che le cose si aggiustino da soli. La cosa devastante non è la malattia e nemmeno la morte, tutte cose da mettere in conto, ma l'incertezza totale che c'è negli ospedali. Conosco ogni piastrella del Sacco e dello IEO, quindi posti in certi casi di eccellenza, e ho anche io notato che al malato fa peggio la vaghezza rispetto a una cattiva notizia. Nonostante tutto, anche avendo i soldi, per un intervento importante andrei nel pubblico mentre per una verruca o un tappo di cerume no
" C'era chi per non rischiare l'operazione proponeva il gesso per tutta la gamba, da tenere 45 giorni con una limitazione totale e altri medici invece proponevano l'inserimento di placche in titanio con la possibilità di tempi più brevi per la eventuale riabilitazione.
Alla fine ha deciso tutto il medico di turno che senza ascoltare gli altri ha optato per l'operazione chirurgica."
Questa è malasanità. Io la avrei portata a Humanitas o al San Raffaele e la avrei fatta visitare da uno competente. Come alla mia ragazza dissi che far operare il nonno era una follia e che per me dovevano opporsi, ho purtroppo avuto ragione. Poi l'infezione ospedaliera, la RSA, la fiedjussione, non sono cose da paese civile. Tu le chiami incuria ma è malasanità pura e semplice.
Nel pubblico ci si può far curare le cose serie, i tumori, le malattie rare, una volta fatta fare la diagnosi a un privato esperto puoi tranquillamente farti curare nel pubblico. e poi la gravidanza, quella è una eccellenza. Tutto il resto, evitare il più possibile.