Mondiale anche senza Italia
L'annuncio di 35 partite su 104 in chiaro sulla RAI conferma la grandezza dell'unico evento calcistico guardabile senza tifo...
La notizia del Mondiale 2026 in chiaro sulla RAI, nel senso di 35 partite scelte fra le 104 totali, con il resto quasi certamente su DAZN, merita secondo noi un commento. E anche se non lo merita lo facciamo lo stesso, ovviamente. Perché per Russia 2018 Mediaset ufficializzò l’acquisto dei diritti a dicembre 2017, quando già c’era la certezza che l’Italia non avrebbe partecipato, mentre gli accordi della RAI per l’edizione 2022 furono presi nell’aprile 2021, prima del vittorioso Europeo di Mancini ma soprattutto dopo un buon inizio di qualificazione mondiale, 3 vittorie nelle prime 3 partite: insomma, nessuno pensava che si sarebbe fallita la qualificazione per la seconda volta di fila.
La situazione del 2018 va comunque asteriscata, perché Mediaset aveva presentato la sua prima offerta (circa 80 milioni) alla FIFA a settembre 2017, quando ancora l’Italia di Ventura non si era fatta buttare fuori dalla Svezia, ma la RAI nei mesi successivi avrebbe avuto comunque la possibilità di rilanciare e non lo fece, pensando che agli italiani di un Mondiale senza Italia sarebbe fregato zero. Ma così non fu e così non sarebbe stato per Qatar 2022, pagato dalla RAI più del doppio di quanto Mediaset avesse pagato per l’edizione precedente, in entrambi i casi per il totale delle partite. L’accordo appena annunciato è quindi diverso: fossero vero le cifre che circolano, si sarebbe pagato per 35 partite quanto 4 anni fa era stato pagato per 64. Diciamo che, cifre a parte, la situazione è molto simile a quella del 2006, 2010 e 2014, con la RAI a trasmettere in chiaro 25 partite e le altre 39 invece in esclusiva su Sky.
Tutta questa faticosa premessa non è per distribuire patenti di bravura ai dirigenti dell’una o dell’altra azienda, come fanno i tanti account social di ‘esperti’ in base alle simpatie e alle regalìe (basta vedere come viene commentato Sanremo: un partito guarda lo share, l’altro i numeri assoluti), a volte anche in base all’orientamento sessuale (o all’essere troppo straight), ma per dire che il Mondiale per nazionali pur avendo nel 2026 un valore tecnico e storico modesto rimane un evento di massa ineguagliabile, che segna le vite anche di chi non lo guarda. E che può essere apprezzato senza tifo, caso unico nel calcio.
stefano@indiscreto.net



“E che può essere apprezzato senza tifo, caso unico nel calcio”
Quasi unico a mio parere.
La Champions nella fase ad eliminazione diretta è forse ancora più apprezzabile pur in assenza della propria squadra (e in questo caso anche delle strisciate rivali)
Il bello del mondiale era perché eravamo giovani, in TV e sui giornali tutto girava intorno a quello, gli inglesi erano inglesi, i francesi francesi e i tedeschi tedeschi, si arrivava a conoscere giocatori che manco sapevi esistessero ( makanaky Camerun 90, una visione), il calcio non era ogni giorno ovunque o guardavi quello o eri fuori da tutto.