Mistero Gianluca Gazzoli
Il conduttore e youtuber è stato nominato strategic media advisor della LBA, idea di Bargnani per conquistare un pubblico nuovo...
Perché Gianluca Gazzoli ha così tanto successo? Da anni se lo chiedono gli invidiosi suoi colleghi conduttori televisivi, radiofonici, podcaster, youtuber, eccetera, e anche noi spettatori. Che più modestamente abbiamo un’altra domanda, quasi kennedyana: cosa può fare per la pallacanestro italiana Gianluca Gazzoli? Ce lo siamo chiesti ieri, leggendo che il trentasettenne di Passa dal BSMT e di tante altre trasmissioni, ma onestamente noi lo conosciamo più che altro per il BSMT, è stato nominato Strategic Media Advisor della LBA, insomma la Lega Basket.
Copincolliamo dal comunicato: “Una collaborazione che rafforza l’impegno della Lega nel percorso di evoluzione della sua comunicazione dei nuovi linguaggi. L’arrivo di Gazzoli rappresenta un ulteriore ed importante impulso per raccontare il basket in modo sempre più efficace, contemporaneo e vicino alle persone, valorizzandone storie, community e cultura, attraverso una strategia di comunicazione evoluta e riconoscibile”. Il problema della Serie A sarebbe quindi quello dei ‘nuovi linguaggi’, non che il prodotto da promuovere interessi soltanto ai tifosi duri e puri delle 16, pardon 15, squadre.
In ogni caso un tentativo lodevole di uscire dalla parrocchietta e di parlare a un pubblico nuovo, che conosce Gazzoli (e ancora di più lo conoscerà, visto che condurrà Sanremo Giovani) ma non ha idea, anche se magari segue un po’ il basket, nemmeno di chi sia il capocannoniere della Serie A. In questo momento Christian Vital, che potrebbe camminare per ore in qualsiasi città d’Italia, forse anche a Tortona, senza essere riconosciuto.
L’idea Gazzoli è di Andrea Bargnani, adesso LBA Executive Advisor, in pratica consigliere di Gherardini, che qualche mese fa da noi intervistato aveva detto proprio che la pallacanestro italiana deve guardare anche a un pubblico nuovo, con la Lega a creare opportunità commerciali e di sponsorizzazione. Ciò che era la Lega degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, viene da dire.
Comunque non sfuggiamo alla nostra prima domanda, quella sul successo di Gazzoli. Che dipende sì dai grandi ospiti, che peraltro hanno anche altri (basta pagarli o che abbiano qualcosa in promozione), ma anche da un modo di porsi tranquillo, educato e sanamente superficiale, da biografia letta velocemente di Wikipedia. Il passaggio al rango di genio potrebbe avvenire solo convincendo una persona non interessata al basket, non di Treviso né di Cremona, a guardare Nutribullet-Vanoli.
stefano@indiscreto.net



So di esprimere un punto di vista da uomo del secolo scorso, ma dal mio punto di vista - pratico/funzionale, s'intende, dei contenuti non si inizia nemmeno a parlare - il limite dell'operazione è esattamente la "sana superficialità". Ovvero, non aggiungere nulla che abbia anche solo un vago sapore di rilevanza. Una roba che, anche - forse soprattutto - su un pubblico con una soglia di attenzione da pesce rosso, promette di avere impatto zero. Del resto è proprio BSMT a comprovarlo, come dice esplicitamente l'articolo: funziona quando l'ospite è forte di suo. Che se devi fare il reggimicrofono va anche bene. Se devi metterci del tuo, un po' meno.
Non seguo il basket e non so nulla dei suoi problemi, ma questa è la classica operazione italiana da gif di Mr. Burns con cappello e t-shirt. Non serve essere un esperto per prevedere che non porterà da nessuna parte.