In onore del grande Mario Adorf, da poco scomparso, abbiamo rivisto ieri notte per l’ennesima volta Milano calibro 9, uno di quei pochi film di culto capaci davvero di reggere il tempo oltre il sentito dire e le pillole social che danno vita eterna a opere che complete erano e rimangono inguardabili.
Di quell'epoca a me piaceva molto "Brutti, sporchi e cattivi" e oviamente indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. e quanto era sporco il duomo? Sala qualcosa di buono ha fatto
Barbara Bouchet tantissima roba, avevano un aplomb che non le rendeva mai trucide e sciacquette. Il 1972 anno dell'austerity, che rendeva il clima più plumbeo del solito. Anche in toscana dove vivevo all'epoca
Hai ragione, settembre 1973, governo rumor. I prodromi iniziarono prima con aumento richiesta petrolifera, poi la guerra dello yom Kippur fece deflagrare il tutto. Ricordo l’aria plumbea di quei giorni
Io ricordo che mi facevano parecchio incavolare quei servizi del telegiornale su come fossero belle le città finalmente senza macchine e "a misura d'uomo" invariabilmente inquadrando la carrozzella che girava per Roma
Film che avrò scoperto solo 6-7 anni fa, colpevolmente. Favoloso, per i motivi che elenchi, assolutamente non ultimo la Bouchet, che riesce a non essere volgare nonostante il ruolo interpretato.
Comprendo bene le parole 'un’Italia nella vita di tutti i giorni davvero da non rimpiangere' ma io la rimpiango. Persino nella modestia dei bus, degli abiti, nella nebbiolina. Sarà appunto che all'epoca alle bollette e alla spesa pensava qualcun altro...
Non lo so, davvero mi sembrava tutto grigio anche se poi essendo giù in pista l'ho vissuto a colori. Grigio e freddo, oppure troppo caldo. Poi darei qualsiasi cosa per tornare in prima elementare e stare a casa il giorno dell'anniversario dei Patti Lateranensi (c'era anche questa festività...), oppure per cambiare canale, da telecomando umano, quando compariva il triangolino bianco...
Io ricordo un caldo tremendo in estate, con serrande tirate giù (teoria di mio padre) per tenere fuori il caldo. Ma sopravvivevo anche senza nemmeno sapere cosa fosse l'aria condizionata. Concordo sul tornare in prima elementare e quel che segue. A me poi esaltavano i 15 agosto davvero deserti in città, anche se ero più spesso dai nonni in Piemonte, per tutta l'estate.
Può essere. Ma ho talmente paura di cadere nel romanticismo che ho preferito buttarla sul cinico e concreto. Diciamo - senza scendere troppo in particolari - che il panorama girando per strada era lievemente più rassicurante.
L’unica vera differenza tra allora ed oggi è che oggi siamo vecchi e ci da fastidio tutto. Tra i 6-10 anni qualsiasi generazione ha una visione meno cinica del mondo. La libertà percepita era maggiore (qualcuno ha detto i giochi in cortile?), le relazioni sociali più dirette.
Io ero un po' anomalo, praticamente uscivo dal cortile solo per andare a scuola, a messa e a vedere sport. Mai avuto gruppo di amici e mai uscito la sera nemmeno da adolescente o tardo-adolescente. Tra i 6 e i 10 anni certamente si vede tutto diverso, per me però la cosa è durata fino ai 18-19, e forse non è del tutto normale.
Di quell'epoca a me piaceva molto "Brutti, sporchi e cattivi" e oviamente indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. e quanto era sporco il duomo? Sala qualcosa di buono ha fatto
Per motivi che non sapremmo spiegare però quell’epoca, e non soltanto da noi, produceva grande letteratura, grande musica, grande cinema.
Ecco, anche senza trovare i motivi, basterebbe questo a giustificare il fatto che allora si stava molto meglio che adesso.
La microcriminalità fa parte del mondo reale,
Ma non diciamo stupidate. Erano anni orrendi, solo che eravamo troppo piccoli per rendercene conto. Ci sembrava fosse normale.
Mi spiace tu li abbia vissuti male quegli anni. Rispetto i tuoi sentimenti, per te sono stati anni orribili, per molti altri orribili sono questi.
Sono orribili questi, ma quelli erano peggio. Io non li ho vissuti male, avevo 10 anni nel 72..
Io ne avevo 1.
In compenso ricorderemo tutti il 1982 come il miglior anno della nostra vita, almeno calcisticamente, insieme al 1989.
Barbara Bouchet tantissima roba, avevano un aplomb che non le rendeva mai trucide e sciacquette. Il 1972 anno dell'austerity, che rendeva il clima più plumbeo del solito. Anche in toscana dove vivevo all'epoca
Per la cronaca l'austerity cominciò nell'autunno 73.
Chissà se la storia si ripeterà..
Hai ragione, settembre 1973, governo rumor. I prodromi iniziarono prima con aumento richiesta petrolifera, poi la guerra dello yom Kippur fece deflagrare il tutto. Ricordo l’aria plumbea di quei giorni
Io ricordo che mi facevano parecchio incavolare quei servizi del telegiornale su come fossero belle le città finalmente senza macchine e "a misura d'uomo" invariabilmente inquadrando la carrozzella che girava per Roma
Film che avrò scoperto solo 6-7 anni fa, colpevolmente. Favoloso, per i motivi che elenchi, assolutamente non ultimo la Bouchet, che riesce a non essere volgare nonostante il ruolo interpretato.
Comprendo bene le parole 'un’Italia nella vita di tutti i giorni davvero da non rimpiangere' ma io la rimpiango. Persino nella modestia dei bus, degli abiti, nella nebbiolina. Sarà appunto che all'epoca alle bollette e alla spesa pensava qualcun altro...
Non lo so, davvero mi sembrava tutto grigio anche se poi essendo giù in pista l'ho vissuto a colori. Grigio e freddo, oppure troppo caldo. Poi darei qualsiasi cosa per tornare in prima elementare e stare a casa il giorno dell'anniversario dei Patti Lateranensi (c'era anche questa festività...), oppure per cambiare canale, da telecomando umano, quando compariva il triangolino bianco...
Io ricordo un caldo tremendo in estate, con serrande tirate giù (teoria di mio padre) per tenere fuori il caldo. Ma sopravvivevo anche senza nemmeno sapere cosa fosse l'aria condizionata. Concordo sul tornare in prima elementare e quel che segue. A me poi esaltavano i 15 agosto davvero deserti in città, anche se ero più spesso dai nonni in Piemonte, per tutta l'estate.
Non è solo per quello, Roberto.
Può essere. Ma ho talmente paura di cadere nel romanticismo che ho preferito buttarla sul cinico e concreto. Diciamo - senza scendere troppo in particolari - che il panorama girando per strada era lievemente più rassicurante.
L’unica vera differenza tra allora ed oggi è che oggi siamo vecchi e ci da fastidio tutto. Tra i 6-10 anni qualsiasi generazione ha una visione meno cinica del mondo. La libertà percepita era maggiore (qualcuno ha detto i giochi in cortile?), le relazioni sociali più dirette.
Io ero un po' anomalo, praticamente uscivo dal cortile solo per andare a scuola, a messa e a vedere sport. Mai avuto gruppo di amici e mai uscito la sera nemmeno da adolescente o tardo-adolescente. Tra i 6 e i 10 anni certamente si vede tutto diverso, per me però la cosa è durata fino ai 18-19, e forse non è del tutto normale.