L'Inter rimpiangerà Inzaghi
Una scelta dell'allenatore, presa a prescindere dal PSG ma comunicata solo ora. Una scelta comunque non ostacolata da Marotta...
Simone Inzaghi non è più l’allenatore dell’Inter e le modalità, ma anche le parole, con cui lo ha comunicato a Marotta e Ausilio fanno capire che la decisione era stata presa a prescindere dal risultato della finale di Champions. Una scelta strana, per chi vive vicino a Inzaghi, visto che l’Al Hilal metterà a posto tutte le future generazioni di Inzaghi ma a 49 anni potrebbe essere la tomba delle sue ambizioni da allenatore. Una scelta strana per chi alla Lazio e all’Inter ha lavorato benissimo, giudicato da caproni che non si rendono conto che chi ha il bazooka ha qualche possibilità in più di chi usa arco e frecce (arco e frecce consumati, oltretutto). Una scelta strana per chi aveva fatto scattare con San Siro un’empatia mai raggiunta da allenatori più vincenti e magari anche più bravi.
Una scelta, lo diciamo subito, sbagliata. Una vera e propria cazzata, al di là dell’Inter dove un ciclo era comunque finito e al di là dei soldi che in parte avrebbe potuto recuperare dal primo fallimento in Premier League. Di Inzaghi all’Inter rimangono quattro stagioni splendide, con il miglior gioco mostrato dal club nerazzurro nella sua storia moderna, quella che possiamo giudicare al di là del mito. Un calcio migliore rispetto a quello di Inter che hanno vinto e speso molto di più, cioè quelle di Herrera, Mancini e Mourinho, contro avversarie italiane meno attrezzate rispetto a quelle con cui Inzaghi si è dovuto confrontare in Italia (campionato affrontato con 14 giocatori veri) e soprattutto in Europa.
Queste cose Marotta le sa meglio di noi, quindi la scelta di offrigli miniprolungamenti invece di contratti più lunghi fa parte di una certa sua sfiducia che stava montando e che i suoi portavoce avevano correttamente riportato. Simone Inzaghi non è stato cacciato dall’Inter, che però lo ha messo nelle condizioni di andarsene: lo rimpiangerà. Non si esclude il ritorno.



Marotta doveva fare tre cose:
1) Prendere una punta deambulante a Gennaio, quando era evidente gia' dopo la Supercoppa che non c'era nulla dietro a Thuram e Lautaro, ma proprio nulla
2) Difendere Inzaghi quando i media parlavano di Triplete e gli arbitri iniziavano ad prendere decisioni mafiose, invece di lasciarlo solo a prendersi le figure di merda (e le espulsioni in campo)
3) Preso atto che si stava andando avanti in tutto come da programma, chiedere a Inzaghi di usare le riserve in Coppa Italia e Supercoppa, senza spremere i titolari.
Inzaghi, a differenza di quanto avrebbe fatto Conte, non si e' ribellato a questo e giustamente adesso se ne va, visto che la squadra non puo' piu' dargli nulla.
La situazione mi ricorda quella di Pioli l'anno scorso: fece oggettivamente una buona stagione, ma dopo sei derby persi di fila non poteva rimanere, pur se tutti sapevano che chi lo avrebbe sostituito avrebbe fatto peggio di lui. Con la colpa ulteriore del Milan che poteva prendere Conte e Allegri, ma ha preferito prendere Mago Fonseca, mentre adesso Marotta questa possibilita' non ce l'ha.
Non sono conoscitore dell'Inter da poter firmare il Pantheon dei suoi Mister.
Inzaghi, tolto il titolo del Napoli con Spalletti,ha vinto un solo scudo dei tre s disposizione.Nei due che ha perso, Bologna è stata sempre uno snodo importante e, purtroppo per lui,le sue responsabilità sono state palesi.