La morte di Igor Protti era stata purtroppo annunciata per tempo: il 5 luglio dell’anno scorso aveva infatti rivelato di avere da un mese un tumore al colon, poi l’intervento chirurgico e otto cicli di chemioterapia non lo hanno salvato ma gli hanno almeno dato un tempo supplementare, consentendogli di partecipare al matrimonio della figlia.
Dispiace molto, per quelli come me, fratelli dello stesso male (come famiglia), quando ne muore uno è sempre in dolore forte. Diciamo che poteva avere un minimo di buona sorte, senza quella, un dettaglio minimo a volte basta, chissà dove sarebbe arrivato. Un abbraccio Igor
"Ho conosciuto Igor Protti alla fine degli anni '90, quando venne a giocare nella Reggiana, ceduto dalla Lazio nel mercato di riparazione perché superato nelle gerarchie da altri giocatori. Il ritorno in B non sembrava un problema per lui. All'epoca mi occupavo di trovare casa ai giocatori della squadra di calcio della mia città e presi un appuntamento per mostrargli alcune soluzioni. Il suo contratto proveniente da una squadra top della serie A gli permetteva qualunque proposta abitativa di alto livello. Si presentò con una Jaguar molto impegnativa e disse che preferiva andassimo alle visite con la sua auto invece che con la mia utilitaria. Compresi la richiesta e passammo insieme un paio d'ore. Stavo su una macchina di lusso guidata da un giocatore che guadagnava più di un miliardo di lire a stagione ed entrai in modalità "agente diligente". Mi raccontò che a Roma viveva in affitto in una villa all'Olgiata e che i soldi non erano un problema. Gli risposi che Reggio Emilia aveva la metà degli abitanti di un quartiere di Roma e che reperire sul mercato della locazione una villa lussuosa era complicato a prescindere dal prezzo. La conversazione divenne piacevole, Igor era gentile e divertente, raccontò qualche aneddoto sul calcio stellare italiano dell'epoca. Non avevo alcuna idea delle sue simpatie politiche e mentre chiacchieravamo disse una frase completamente inaspettata: "ho accettato di venire alla Reggiana anche perché Reggio Emilia ha un'anima politica e sociale vicina alla mia". Rimasi senza parole. Ero su una macchina che costava almeno dieci volte il mio reddito annuale guidata da un calciatore miliardario che cercava casa e questo signore era interessato al fatto che stavamo passando in via Che Guevara. Dopo un quarto d'ora non parlavamo più di calcio e di case ma di politica, storia del movimento operaio, valori di riferimento, famiglie umili di provenienza, cose così. Divenne, in sostanza, un pomeriggio "tra compagni" abbastanza surreale. Ne trassi l'idea di un uomo che non aveva barattato la ricchezza e il successo sportivo con gli ideali della sua gioventù. Alla fine la casa non gliela trovai, ma quel giorno resta uno dei momenti più belli della mia piccola carriera professionale. Addio Igor, grazie per le chiacchiere, per i gol e per tutto il resto. "
Democrazia Proletaria in salsa Toscana e io ho conosciuto il figlio del fondatore di Lotta Continua. Non riesce ad abitare in case fuori dalla Area C
Giustissimo parlare di vita e non di morte. Ma mi chiedo, uno che non avrà guadagnato come cr7 ma in un’onesta carriera da professionista sicuramente abbastanza da non dover subire le liste infinite del sistema sanitario nazionale, non poteva fare un colonscopia a 50 anni? Sarebbe ancora qui
Nel video della partita che vidi dal vivo segna anche Ingesson, un altro amatissimo a Bari che ha fatto la stessa brutta fine di Protti. Di quella partita, vista praticamente a bordo campo, ricordo l'impressione da alieno che fece Roberto Carlos (la cazzata più grossa da allenatore di Hodgson): nei 45 minuti che giocò sulla fascia dove ero io altrettanto impressionanti le cosce di cui era dotato (come le sue gambe ricordo solo quelle di Sebino Nela). Qui a Bari siamo tutti a lutto e mezz'ora fa degli amici mi hanno chiesto se domani voglio andare con loro a Livorno per il funerale dello Zar. Ciao Igor, fai buon viaggio.
Anche io sono convinto che il calcio sia gestito da cialtroni, poi però penso che basterebbero Barilla, Del Vecchio, Ferrero e altri 2-3 miliardari (ficcaci qualche sceicco) e la Serie A tornerebbe in 5 minuti la NBA del calcio. Tirando in piedi degli squadroni, i diritti TV e tutti i ricavi ridecollerebbero?
Ferrero e Del Vecchio fatturano oltre 20 mld €, quindi consolidare anche ipotetiche 100 mln all'anno di perdite all'anno (cosa che a regime non accadrebbe) non sarebbe una tragedia. Basta volerlo.
Di perdita, ricavi - costi. Se dovessero "ripianare" 100 mln all'anno, non gli sposta niente. Comunque, non devono ripianare perché nel bilancio consolidato i 100 mln di perdita della squadra di calcio adrebbero a ridurre l'EBIDTA del consolidato e fine. Non sono 2 lire, ma per uno che ha voglia e che ha un fattura oltre i 20 mld manco si accorge.
Ferrero ha EBIDTA di 3,2 mld, cambierebbe poco se la gestione di una squadra lo porta a 3,1.
Il Bayern, il Real, il City, ... vanno in perdita a fine anno?
Per me, ci sarebbero da sopportare perdite nei primi anni, poi la baracca starebbe in piedi.
Il più classico degli attaccanti "di categoria" con gli Hubner, i Luiso, gli schwoch, gli artistico..giocatori che non esistono più perché al loro posto di norma oggi c'è un africano inchiavabile ma esotico
sul perché Protti non sia mai stato in una grande, banalmente ce n'erano troppi buoni, all'elenco fatto aggiungerei gente che stava all'estero come Zola, Vialli e Di Canio più altri come Bierhoff e Montella che stavano nelle piccole, l'anno prima nello stesso Bari pure Tovalieri fece 17 gol
non darei troppa colpa alla gestione del calcio per come le cose sono andate poi, non è che Corioni comprava il numero 10 del Real perché il calcio italiano era gestito bene (da Matarrese e company), lo faceva perché in Italia giravano talmente tanti soldi che pure vendendo cessi (nel senso di articoli sanitari) potevi diventare talmente ricco da andare a fare la spesa a Madrid, il declino del paese ha tirato giù il calcio e non so come questo avrebbe potuto evitarlo, al di là dei tanti errori fatti
Il punto è che le macerie le hanno lasciate gli oggi mitizzati (anche da noi) Moratti e Berlusconi, che si erano trovati serviti un calcio italiano con una qualità media molto alta e un resto del mondo con le pezze sul culo, dove potevi prendere chi volevi. In questo senso davvero NBA del calcio, poi il gioco (pur migliore rispetto ai Settanta e agli Ottanta) era merda per tifosi, molto peggio di oggi
Le macerie direi che le lasciarono soprattutto i finti soldi di Tanzi e Cragnotti..con l'aggravante che, con la compiacenza delle banche, mandarono in rovina anche italiani cui il calco fotteva il giusto
Aggiungerei anche che Maradona non poteva essere acquistato, la banca avvallò lo stesso per farlo arrivare al Napoli. Come le banche spagnole con real e Barcellona, prima dei guardiani UEFA
Giocatore a suo modo epocale, capace davvero di issarsi sulle spalle la squadra e portarla oltre l'asticella. Dispiace: sport e vita non l'hanno trattato bene. Che la terra ti sia lieve Igor.
Dispiace molto, per quelli come me, fratelli dello stesso male (come famiglia), quando ne muore uno è sempre in dolore forte. Diciamo che poteva avere un minimo di buona sorte, senza quella, un dettaglio minimo a volte basta, chissà dove sarebbe arrivato. Un abbraccio Igor
"Ho conosciuto Igor Protti alla fine degli anni '90, quando venne a giocare nella Reggiana, ceduto dalla Lazio nel mercato di riparazione perché superato nelle gerarchie da altri giocatori. Il ritorno in B non sembrava un problema per lui. All'epoca mi occupavo di trovare casa ai giocatori della squadra di calcio della mia città e presi un appuntamento per mostrargli alcune soluzioni. Il suo contratto proveniente da una squadra top della serie A gli permetteva qualunque proposta abitativa di alto livello. Si presentò con una Jaguar molto impegnativa e disse che preferiva andassimo alle visite con la sua auto invece che con la mia utilitaria. Compresi la richiesta e passammo insieme un paio d'ore. Stavo su una macchina di lusso guidata da un giocatore che guadagnava più di un miliardo di lire a stagione ed entrai in modalità "agente diligente". Mi raccontò che a Roma viveva in affitto in una villa all'Olgiata e che i soldi non erano un problema. Gli risposi che Reggio Emilia aveva la metà degli abitanti di un quartiere di Roma e che reperire sul mercato della locazione una villa lussuosa era complicato a prescindere dal prezzo. La conversazione divenne piacevole, Igor era gentile e divertente, raccontò qualche aneddoto sul calcio stellare italiano dell'epoca. Non avevo alcuna idea delle sue simpatie politiche e mentre chiacchieravamo disse una frase completamente inaspettata: "ho accettato di venire alla Reggiana anche perché Reggio Emilia ha un'anima politica e sociale vicina alla mia". Rimasi senza parole. Ero su una macchina che costava almeno dieci volte il mio reddito annuale guidata da un calciatore miliardario che cercava casa e questo signore era interessato al fatto che stavamo passando in via Che Guevara. Dopo un quarto d'ora non parlavamo più di calcio e di case ma di politica, storia del movimento operaio, valori di riferimento, famiglie umili di provenienza, cose così. Divenne, in sostanza, un pomeriggio "tra compagni" abbastanza surreale. Ne trassi l'idea di un uomo che non aveva barattato la ricchezza e il successo sportivo con gli ideali della sua gioventù. Alla fine la casa non gliela trovai, ma quel giorno resta uno dei momenti più belli della mia piccola carriera professionale. Addio Igor, grazie per le chiacchiere, per i gol e per tutto il resto. "
Democrazia Proletaria in salsa Toscana e io ho conosciuto il figlio del fondatore di Lotta Continua. Non riesce ad abitare in case fuori dalla Area C
Non una novità, Zapatero docet
se l'avesse saputo Moratti...
Giustissimo parlare di vita e non di morte. Ma mi chiedo, uno che non avrà guadagnato come cr7 ma in un’onesta carriera da professionista sicuramente abbastanza da non dover subire le liste infinite del sistema sanitario nazionale, non poteva fare un colonscopia a 50 anni? Sarebbe ancora qui
SONO ATEO MA CREDO IN PROTTI
(vecchia scritta sul muro dell'Armando Picchi)
Nel video della partita che vidi dal vivo segna anche Ingesson, un altro amatissimo a Bari che ha fatto la stessa brutta fine di Protti. Di quella partita, vista praticamente a bordo campo, ricordo l'impressione da alieno che fece Roberto Carlos (la cazzata più grossa da allenatore di Hodgson): nei 45 minuti che giocò sulla fascia dove ero io altrettanto impressionanti le cosce di cui era dotato (come le sue gambe ricordo solo quelle di Sebino Nela). Qui a Bari siamo tutti a lutto e mezz'ora fa degli amici mi hanno chiesto se domani voglio andare con loro a Livorno per il funerale dello Zar. Ciao Igor, fai buon viaggio.
Anche io sono convinto che il calcio sia gestito da cialtroni, poi però penso che basterebbero Barilla, Del Vecchio, Ferrero e altri 2-3 miliardari (ficcaci qualche sceicco) e la Serie A tornerebbe in 5 minuti la NBA del calcio. Tirando in piedi degli squadroni, i diritti TV e tutti i ricavi ridecollerebbero?
nah... come fai a competere con gli Emiri del City o del PSG? Gente che ha a disposizione (letteralmente) tutti i petroldollari del mondo?
Fanno bene a stare lontano dal calcio, altrimenti la Barilla, la Ferrero ecc fallirebbero in 5'...
Ferrero e Del Vecchio fatturano oltre 20 mld €, quindi consolidare anche ipotetiche 100 mln all'anno di perdite all'anno (cosa che a regime non accadrebbe) non sarebbe una tragedia. Basta volerlo.
con 100M oggi ci compri i cessi che non spostano una sega...
Di perdita, ricavi - costi. Se dovessero "ripianare" 100 mln all'anno, non gli sposta niente. Comunque, non devono ripianare perché nel bilancio consolidato i 100 mln di perdita della squadra di calcio adrebbero a ridurre l'EBIDTA del consolidato e fine. Non sono 2 lire, ma per uno che ha voglia e che ha un fattura oltre i 20 mld manco si accorge.
Ferrero ha EBIDTA di 3,2 mld, cambierebbe poco se la gestione di una squadra lo porta a 3,1.
Il Bayern, il Real, il City, ... vanno in perdita a fine anno?
Per me, ci sarebbero da sopportare perdite nei primi anni, poi la baracca starebbe in piedi.
Ferrero che, non a caso, ha sempre voluto rimanere lontanissimo dal mondo del calcio.
Il più classico degli attaccanti "di categoria" con gli Hubner, i Luiso, gli schwoch, gli artistico..giocatori che non esistono più perché al loro posto di norma oggi c'è un africano inchiavabile ma esotico
sul perché Protti non sia mai stato in una grande, banalmente ce n'erano troppi buoni, all'elenco fatto aggiungerei gente che stava all'estero come Zola, Vialli e Di Canio più altri come Bierhoff e Montella che stavano nelle piccole, l'anno prima nello stesso Bari pure Tovalieri fece 17 gol
non darei troppa colpa alla gestione del calcio per come le cose sono andate poi, non è che Corioni comprava il numero 10 del Real perché il calcio italiano era gestito bene (da Matarrese e company), lo faceva perché in Italia giravano talmente tanti soldi che pure vendendo cessi (nel senso di articoli sanitari) potevi diventare talmente ricco da andare a fare la spesa a Madrid, il declino del paese ha tirato giù il calcio e non so come questo avrebbe potuto evitarlo, al di là dei tanti errori fatti
cosa producono i proprietari di squadre di premier league? solo soldi
declino o no adesso ci sono proprietà che si stampano i soldi o con le banche di stato o con la finanza, non potresti comunque competere
Come scritto sotto, quei soldi potevano essere spesi meglio.
Ci siamo limitati a fare le aste per i giocatori.
Il declino sarebbe arrivato, ma magari non in modo così fragoroso. Basterebbe guardare ai nostri vicini.
Protti ha fatto scelte i cui ha privilegiato il contesto rispetto alla visibilità
Inter Branca, Ganz, Zamorano, Kanu
Per me meglio quelli di oggi
eppure questi arrivarono terzi nella serie A dell'epoca e in finale di Uefa persa solo ai rigori
Infatti Protti fu a un niente dal firmare con l'Inter, ma non era abbastanza cool per Moratti
Come detto più volte, all'epoca eravamo davvero l'NBA del calcio.
Ma, da buoni italiani, non si è mai pensato di costruire qualcosa di duraturo (pensiamo solo alle infrastrutture, ad esempio).
Spendere, spandere e accumulare debiti.
È mancata la "vision", direbbero quelli bravi.
Appena sono finiti i vari Tanzi, Cragnotti, Moratti e Berlusconi, sono rimaste solo le macerie.
Oggi godiamoci il terzo mondo calcistico, ringraziando chi c'era prima.
Il punto è che le macerie le hanno lasciate gli oggi mitizzati (anche da noi) Moratti e Berlusconi, che si erano trovati serviti un calcio italiano con una qualità media molto alta e un resto del mondo con le pezze sul culo, dove potevi prendere chi volevi. In questo senso davvero NBA del calcio, poi il gioco (pur migliore rispetto ai Settanta e agli Ottanta) era merda per tifosi, molto peggio di oggi
Le macerie direi che le lasciarono soprattutto i finti soldi di Tanzi e Cragnotti..con l'aggravante che, con la compiacenza delle banche, mandarono in rovina anche italiani cui il calco fotteva il giusto
Aggiungerei anche che Maradona non poteva essere acquistato, la banca avvallò lo stesso per farlo arrivare al Napoli. Come le banche spagnole con real e Barcellona, prima dei guardiani UEFA
tutto vero, Direttore.
poi da tifosi rimpiangiamo i tempi in cui non sapevamo manco dell'esistenza dei bilanci.
Giocatore a suo modo epocale, capace davvero di issarsi sulle spalle la squadra e portarla oltre l'asticella. Dispiace: sport e vita non l'hanno trattato bene. Che la terra ti sia lieve Igor.