La Gazzetta di Marotta
Due articoli imbarazzanti hanno salutato le dimissioni di Simone Inzaghi dall'Inter...
Molti lettori definiscono ‘Gazzetta di Marotta’ la Gazzetta dello Sport, come se il quotidiano di Cairo nella sua parte calcistica riflettesse il pensiero di Marotta già ai tempi della Juventus e ancora di più oggi che è presidente dell’Inter. Non siamo proprio d’accordo, visto che lo schema è uguale per tutti: i dirigenti non sbagliano mai, fino a quando sono in carica (vedere Giuntoli, da mago del mercato a niente), mentre gli incapaci sono sempre gli allenatori. Anche quelli come Simone Inzaghi, che all’ultimo conteggio risultava il tecnico più pagato d’Italia grazie a un contratto propostogli da… Marotta. Di sicuro i dirigenti e i loro proprietari mettono ai giornalisti una pressione notevole, con un grande numero di tasti da poter schiacciare, maggior ragione quando si trovano davanti persone sottopagate o che lavorano per hobby.
Ma veniamo all’attualità, incarnatasi in due articoli imbarazzanti letti oggi sulla Gazzetta a dimissioni di Inzaghi già avvenute. Nel primo, ‘L’Inter di Inzaghi fra grandi sprechi e un’umiliazione’, a firma Sebastiano Vernazza, in spregio all’aritmetica (negli ultimi 4 anni l’Inter ha speso sul mercato molto meno di tutta la concorrenza, anche dell’Atalanta) ma anche all’evidenza, si citano soltanto insuccessi, definendo ‘bello e fortunato’ il percorso verso la finale di Champions con il Manchester City (‘Comunque persa’) e si dimentica che prima della finale di Monaco l’Inter dello sprecone Inzaghi ha battuto Bayern Monaco e Barcellona, pur superiori in tutto. In altre parole, scarso Berrettini che è arrivato in finale a Wimbledon facendosi battere da Djokovic: meglio Pescosolido o Starace che in carriera si sono evitati questa delusione.
Il secondo articolo notevole è quello del direttore Stefano Barigelli, che scrive “Alla fine ha dato più l’Inter a Inzaghi che Inzaghi all’Inter”, citando poi una presunta offerta di prolungamento di Marotta fatta dopo la sconfitta con il PSG. Ma come, non voleva impegnarsi a lungo termine con Inzaghi quando l’Inter andava bene (motivo primario della tensione di Inzaghi, che si è sentito sfiduciato, annunsando l’aria fra i media embedded) e adesso, dopo una finale di Champions preparata da cani, sogna il progetto Inzaghi? La morale è sempre quella: gli unici che in questo mondo capiscono vagamente qualcosa di calcio, cioè gli allenatori, sono anche gli unici che vengono trattati da incapaci, avidi, traditori.



Ma soprattutto, chi la caga più la Gazzetta? Io non la guardo più, nemmeno il sito, dal famoso sfogo di Moratti nel 2011. E più in generale i giornale, sia essi sportivi o no? Un giornalista bravo, se vuole, si fa il suo canale e informa/disinforma molto di più che attraverso la carta stampata. Ecco, la Gazzetta è ormai il piccione viaggiatore di messaggini in codice fra addetti ai lavori in tempi in cui c'è la fibra ottica e tutti leggono le notizie sul cellulare.
Ben detto e ben scritto