La barzelletta di Stellantis
L'incredibile vicenda degli operai marocchini che vanno a Kragujevac, in Serbia, per produrre una macchina italo-francese...
Da qualche giorno ci stiamo appassionando a una vicenda che in Serbia sta facendo discutere moltissimo, quasi totalmente ignorata in Italia (finora abbiamo letto qualcosa solo su MF) nonostante riguardi la FIAT e la Panda, cioè una delle più grandi aziende e uno dei prodotti di maggior successo della nostra storia. Anche se in pratica non esistono più né la FIAT, confluita in Stellantis, né la Panda spartana come era stata concepita in origine da De Benedetti e Giugiaro.
Per farla brevissima: il nuovo CEO Antonio Filosa sta proseguendo sulla linea di Tavares: zero idee e produzioni a basso costo di manodopera. Lo dimostra la situazione nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia, dove si produce la nuova Fiat Grande Panda elettrica e ibrida. In pratica Stellantis, che qui aveva portato parte della produzione proprio per pagare meno gli operai locali rispetto a quelli italiani, ha trovato troppo costosi anche quelli serbi, o li vuole pagare poco (è la stessa cosa), e quindi ne sta importando dal Marocco.
A Kragujevac la produzione della Grande Panda fatica a raggiungere l’obiettivo di 500 veicoli al giorno e la colpa è stata data dall’azienda alla carenza di manodopera locale: i lavoratori serbi di quella fabbrica percepiscono, convertendo dal dinaro, circa 600 euro lordi al mese (500 per i neoassunti), una cifra imbarazzante per l’Italia ma bassa anche in Serbia, poco interessante anche per i tanti disoccupati. Tutti fornerianamente choosy?
Aumentare di poco gli stipendi? Troppo facile. Il colpo di genio di Stellantis è stato l’importazione di 100 operai marocchini, aggiungendo al loro stipendio di 300 euro, già di Stellantis, più altri 700 di indennità di trasferta e circa 350 per vitto e alloggio. Totale: più o meno 1.350 al mese. Il nostro vecchio salumiere di via Gulli, sempre con la matita sull’orecchio destro, avrebbe fatto una domanda al CEO: perché non dare 1.350 euro a un serbo ed evitare la deportazione, peraltro accettata dagli operai marocchini, che evidentemente con i 300 euro di Stellantis al loro paese fanno la fame?
Le persone trattate come oggetti dai nuovi-vecchi negrieri, ma non essendo colpa di Putin, del cambiamento climatico e dei dazi (magari ce ne fossero di più, viene da dire) la vicenda è tenuta bassa e comunque viene spersonalizzata. In fondo la pubblicità della Panda farebbe comodo anche a noi. Ovviamente non c’è niente di illegale, il trucco è sempre questo, infatti l’operazione vertrà ripetuta con l’importazione (in Serbia) di lavoratori da Algeria e Nepal. Ma troviamo sbagliato proprio il calcolo. Italiani, francesi, serbi, marocchini, eccetera, sembrano quelle barzellette di una volta. Adesso è realtà.



Lo schifo assoluto. E se nemmeno i serbi, con le loro maniere talvolta spicce, riescono a farsi sentire, la situazione è davvero grave.
La Fiat? non è italiana da un pezzo, dagli Agnelli-Elkann, non puoi aspettarti altro. Il serbo costa troppo? avanti con il marocchino!, poi toccherà al prossimo.
Questi evasori fiscali protetti da tutto l'arco costituzionale, dovrebbero essere presi a pedate dagli operai di Mirafiori(aperta tre giorni al mese) e Melfi tanto per cominciare. Risalendo la penisola potrebbero fermarsi in ogni paese d'Italia per chiedere scusa, per aver preso per i fondelli gli italiani, ucciso l'Alfa Romeo, e perpetrato ogni nefandezza possibile.
Ma d'altronde business first!