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Apr 1Modificato

Il fallimento di questi quindici anni di calcio in Italia ha un nome e un cognome, ovvero Maurizio Viscidi, prima ancora dei CT e dei Presidenti Federali.

L'unica persona rimasta sempre al proprio posto, nonostante gli enormi danni fatti a livello giovanile e di Settore Tecnico. Una persona che per anni ha parlato e scritto di possessi palla e giochi di posizione e poi si è andata lamentando che in Italia non si allenasse più la tecnica, gli 1vs1 e ci fosse troppa tattica.

Un adepto di Sacchi, che sta lì da anni a rovinare giovani e tecnici che vengono formati nei vari corsi regionali e non. Una persona che si bea dei risultati che abbiamo a livello giovanile, quando gli altri i giovani li fanno già giocare in nazionale maggiore. E della baggianata sul calcio di strada? Come se all'estero giocassero tutti in mezzo alla strada. Di cosa parliamo? Il calcio, purtroppo, sta diventando uno sport fortemente elitario, dove paghi per partecipare e giocare. Sia nelle scuole calcio, sia nei centri individuali, dove ex calciatori dalle dubbie qualità insegnano la famosa "tecnica", quando il loro scopo reale non è la formazione del giovane, ma il guadagno.

Stanno formando generazioni di giovani a cui viene insegnato fin da piccoli che il risultato non conta, che nei Pulcini e negli Esordienti bisogna divertirsi e robe simili. Ma il risulato conta eccome nella formazione del carattere dei giovani, conta iniziare a giocare a 11 già dall'ultimo anno di Esordienti e non a 9 per un biennio dove si perde solamente tempo. Quest'anno addirittura nel FairPlay Elite (ultimo anno Esordienti) si rigioca addirittura a 7 come nei Pulcini, quando l'obiettivo sarebbe andare verso il calcio a 11. Follia più totale.

Poi vabbé, avevamo un tecnico che al netto della Macedonia (e dei due errori di Jorginho con la Svizzera) aveva tracciato una strada, puntando sui ragazzi e sul ritorno della maglia azzurra al centro di tutto. Lo abbiamo fatto scappare via, voltandogli le spalle in primis nello spogliatoio e in secundis in Federazione (staff smantellato dall'oggi al domani in estate). Mancini avrà mille difetti, ha fatto certamente degli errori, ma di calcio ne sa e ne capisce e nel suo periodo azzurro ha cercato sempre di lanciare giovani, di dar spazio a tutti in Nazionale, anche senza essere campioni affermati, aveva una visione.

Con Spalletti e poi con Gattuso (scelte del signor Buffon) ecco che si è sconfessato tutto il lavoro fatto nel quadriennio precedente, rimettendo la Nazionale in mano a persone poco avezze a certi palcoscenici, con la nomea di vincenti solo per il Mondiale 2006.

Meditate gente, meditate...

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Il Presidente Nazionale di Assoutenti, Gabriele Melluso, aggiunge: “Non vediamo più bambini per strada a giocare a pallone, nelle piazze o fuori dagli stadi. È un cambiamento che colpisce nel profondo l’identità del nostro Paese. Noi siamo cresciuti con un pallone bucato, con le partite improvvisate e anche con qualche vetro rotto: da lì nascevano passione, talento e spirito di squadra”.

Certo, Direttore, che pensare di saperne di più del presidente della Assoutenti è grave... 😂

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