Tennis o atletica? Potrebbe essere uno dei nostri bei Di qua o di là di una volta fra due sport che amiamo ma che, sempre per citare Maurizio Mosca, “non fanno discutere” (lui peraltro lo diceva anche della pallacanestro, qui sbagliando). Sta facendo invece molto discutere nella Milano non da bere una situazione che si sta verificando un po’ in tutta Italia, e cioè il tennis con i suoi tristissimi sottoprodotti, padel e pickleball, che legittimamente nei circoli privati prende lo spazio di calcio a cinque e altri sport e che meno legittimamente in quelli pubblici sta buttando fuori gli altri sport.
Per farla breve: stamattina eravamo al nostro amato XXV Aprile, centro sportivo pubblico inaugurato nel 1964 e dove indegnamente abbiamo praticato atletica e tennis (ai nostri tempi i campi erano quattro), a un interessante dibattito con vari esponenti politici e molti ex campioni come Mauro Zuliani e Claudia Giordani che lì, ai piedi della montagnetta, hanno costruito insieme a tanti altri (Cova, Panetta, Didoni, Perricelli, eccetera, fino ad arrivare alla Brignone) i loro successi nell’atletica e in altre discipline.
Materia del contendere i due progetti concorrenti per la gestione futura dell’impianto, a suo tempo regalato dal CONI al Comune di Milano e negli ultimi 11 anni gestito dal CUS Milano, con la scuola tennis in mano alla Golarsa Academy appunto di Laura Golarsa, la cui sede principale è da un’altra parte. Ma non c’è dubbio che XXV Aprile significhi atletica leggera, pur non essendo più il campo omologabile nemmeno per una manifestazione provinciale per una serie di clamorose mancanze di Milanosport. Dettaglio non da poco: la gestione comunale viaggiava su un disavanzo di 200.000 euro l’anno, mentre quella attuale ai milanesi non costa niente. Altra notazione: a Milano, capoluogo della regione con più iscritti FIDAL, non c’è una sola pista di atletica omologata.
Il punto della questione non è finanziario, ma il fatto che nell’amministrazione Sala stia prevalendo una linea modaiola che vede nel tennis lo sport su cui puntare e quindi l’orientamento verso il XVV Aprile alla Golarsa, il cui progetto prevede la costruzione di altri campi da tennis (secondo una versione estrema ben quattro in mezzo alla pista di atletica), oltre che di padel e pickleball, più clubhouse, ristorante, eccetera. Insomma, un bel circolo privato ma al posto di un centro sportivo pubblico, cercando intercettare lo spirito del tempo e l’onda lunga del torneo ATP di Milano che partirà nel giugno 2028 in luogo da definire ma probabilmente su erba. Non a caso si dice che i famosi quattro campi in mezzo alla pista di atletica saranno in erba: nel caso speriamo siano inaugurati da una riedizione di Evert-Golarsa, ai tempi in cui ci esaltavamo per un quarto di finale Slam.
E quindi? Al netto dei discorsi in punta di diritto su bandi pubblici e destinazione d’uso, la questione non è buoni contro cattivi. Noi personalmente siamo a favore del XXV Aprile centrato sull’atletica, ma se l’idea è rendere il tennis uno sport davvero popolare questa riconversione ci sta. Assurdo però che avvenga ai danni dell’atletica, con la corsa che sta avendo un boom di praticanti in tutte le classi sociali. Praticanti che però non sono big spender, né grandi telespettatori.
stefano@indiscreto.net



"nell’amministrazione Sala stia prevalendo una linea modaiola".. Che novità, più che un sindaco un capovillaggio intento a organizzare giochi aperitivo... Una città con la racchetta in mano, ai metrosexual quella da padel, ai presunti sportivi quella da tennis e alle risorse quella da ping pong visti gli innumerevoli tavoli presenti nelle piazze tattiche per la gioia degli abitanti dei piani più bassi... Quando ci penso Mi sogno un uscita in grande stile dello stadio meazza, illuminato a giorno sotto la pioggia, i riflettori freddi, il filo spinato, i dobermann e la giunta popular e i suoi accoliti a mani giunte dietro la nuca in mutande (sporche) che avanzano muti verso i recinti...
"la gestione comunale viaggiava su un disavanzo di 200.000 euro l’anno, mentre quella attuale ai milanesi non costa niente."
Non ho idea di quale sia il budget del comune di milano e quindi quanto questo incida,ma io uscirei anche dalla logica puramente economica
Una struttura pubblica può anche essere in perdita economicamente (poi ovviamente va verificata la gestione) ma deve anche essere valutato il guadagno sociale nel fornire un servizio,in questo caso sportivo, ai cittadini
Non ho idea della situazione a Milano,che magari è davvero l'eccezione che conferma la regola, ma non mi pare che in italia ci sia un problema di carenza di campi da tennis (sul padel direi che siamo già oltre la saturazione e ben venga questa cosa,almeno ci si assesta sulle reali numeriche,il pickleball non esiste)