42 Commenti
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Avatar di Leonto

Letto ora l’articolo dell’ottimo Gianluca

Il non detto è che con le ragazze è difficile fare soldi, anche per i maneggioni, perché di base i genitori sono meno fanatici e meno disposti a subire ricatti e continue richieste di contributi.

E un po’ diversa la faccenda perché è vero che ogni società prof ha capito che con la giocatrice non fai soldi (però a livello di indotto la ragazza di oggi che sarà una mamma domani ha la collezione delle maglie della società per cui fa il tifo quindi occhio a dare degli stupidì a chi ci investe) e posso assicurare che gli invasati esistono e alla grande anche lì (che poi non è che molti di loro siano invasati , semplicemente immersi in contesti prestigiosi magari perdono un po l’equilibrio )

La diversità è che per la ragazza il calcio non è scontato , prima bisogna convincere a casa a portarti , poi bisogna avere il culo di una zona coperta a distanza ragionevole da una società femminile , fatto quello il genitore che appoggia la figlia diventa martire perché solo per gli allenamenti deve star lì ad aspettare (i pulmini rarissimamente ci sono ) che la pargola si alleni

Emergono diverse tipologie dei suddetti genitori

-gli atletici che nel frattempo si cambiano e vanno a fare footing

- le organizzatrici che nel frattempo vanno a far la spesa settimanale

-chi va al bar (pericolosissimi 😀)

Ecco in tutti questi noto un profondissimo affetto che le figlie riconoscono (non subito magari ) a loro

In sintesi , è un mondo che lotta per la sopravvivenza , le dinamiche sono abbastanza diverse

Avatar di HibernianFC1875

ne avrei da raccontare ma preferisco notare un dato: le Società (per esperienza di prima mano a livello basic, eh, gente che arriva sesta ma spera nel ripescaggio dei regionali per girar la Lombardia a ciapà bott e gol) coinvolgono sempre più i genitori, li mungono, e in cambio questi diventano degli stakeholders col potere di aprir bocca, madri (Iddio ce ne scampi) comprese, alla fine sembra più un momento social per borghesotti annoiati che organizzano grigliate e mettono like alla bella mamma del portiere o il giovin papà del mediano, che un'attività ludica a beneficio esclusivo dei figli, con l'allenatore di turno, a sua volta un povero disgraziato con l'ego di Mourinho, solo che adesso per allenare i ragazzini non c'è nemmeno più bisogno del patentino base

Avatar di Lindan Badminton

Io vedo sempre più mamme ultrà e papa procuratori con la pretesa di metter bocca in ogni scelta dell'allenatore, visto che pagano

Avatar di HibernianFC1875

la crescita del figliuolo in un file excel

Avatar di Massimo Sburanellah

Sottoscrivo tutto.

Il tutto alimentato da un sistema di invasamento generalizzato con risultati e classifiche aggiornati in tempo reale ad ogni livello sul sito tuttocampo.it, almanacchi con foto dei ragazzi ogni anno sempre più costosi, e ragazzetti in campo che danno il peggio di se imitando i grandi della serie a in simulazioni e sceneggiate da circo.

Dagli spalti poi insulti costanti all'arbitro, spesso un ragazzino finito lí per raggranellare due spicci, accusato sempre di favorire la Salcazzese contro la Vergatese sul membro, non si sa bene per quale motivo.

Avatar di HibernianFC1875

l'invasamento è una delle conseguenze più fastidiose, con padri che sparlano dell'allenatore e le corse sotto la curva (ride, ndr) dei campioni in erba a ogni vittoria, la domanda è: ma col ragazzino fuori dai piedi, perché la domenica mattina non andate a farvi un giro in collina con la consorte?

Avatar di Massimo Sburanellah

Senza voler fare della spiccia sociologia e sicuramente influenzato dalla mia esperienza, direi che il rapporto genitori/figli è tragicamente cambiato nel corso degli ultimi decenni..ho giocato a calcio quindici anni, mio padre sarà venuto tre volte a vedermi....

Avatar di HibernianFC1875

salvo i tornei estivi dove portava fuori la signora a mangiare la salamella e a ciciarare con le altre sciure, il mio è venuto una volta, mi ha aspettato fuori e ha sentenziato "T'sè un bòn no", poi sono quando sono comunque salito leggermente di livello, il commento era sempre: "pensa a studià"

e non era uno che se ne fregava del pallone, grazie al solo cognome il provino io non l'avevo neanche fatto, per dire la reputazione a livello locale

sempre per stare sulla sociologia spicciola, secondo me molti daddys trovano nel pallone una comoda scorciatoia per mettere in pratica le cazzate che hanno letto sui libri per genitori tipo "passate del tempo di qualità coi figli" finendo per farsi fondamentalmente i cazzi dei suddetti, che è una faccenda un po' diversa

Avatar di MATRIX 2.0

il mio, quando veniva, diceva sempre: "veloce a fare la doccia che andiamo"

dopo una vittoria, una sconfitta, una bella partita o una partitaccia.

grande motivatore :)

Avatar di HibernianFC1875

adesso la mamma chioccia va direttamente in spogliatoio ad asciugare i capelli al virgulto col phon che poi sennò si ammala

Avatar di Milentino

io sono ancor più drastico : trovano nel pallone la speranza di avere il figlio campione che riscatti ,e mantenga,tutta la famiglia.

Molti miei ex compagni di squadra delle giovanili avevano i genitori che li seguivano (io non faccio testo,mio padre era dirigente nella squadra in cui giocavo) ma eravamo fortunati ed erano persone intelligenti

Ci è capitato un paio di anni uno il cui padre era un cretino e la differenza l'abbiamo vista

Avatar di Nicola Peluchetti

Racconto quello che ho vissuto io 40 anni fa. andavo alla LEonardo da Vinci. La Leonardo organizzava per ragazzini delle elementari delle "lezioni di calcio" su base volontaria nel campetto in valvassori peroni, quello della chiesa.

Contro ogni volere di mia madre, che vedeva la carriera sportiva poco meglio che una mia possibile omosessualità ( giocavo a mini basket all'epoca, bravo ma basso ) partecipai al campionato interno della leonardo.

Dal campionato interno della Leonardo venivano scelti quelli per le due rappresentative ( negli anni 80 si facevano ancora figli ) della scuola, che poi partecipavano ai campionati comunali / di zona, difficile dirlo ora. Io venni selezionato per la squadra due ( ricordo due giocatori, un fenomeno in attacco che si chiamava Ualid, figlio di marocchini, e il nostro scarsisssimo, soprattutto fuori dai pali, portiere, Tartaglino ). Tutto ci veniva fornito dalla scuola, allenatori, maglie, spogliatoi, campo (ok forse era un accordo con i frati ).

Vinto il nostro campionato provinciale, sconfiggendo in semifinale la Leonardo 1 con un mio gol di tacco su calcio d'angolo ( non scherzo, lo ricordo ancora ora ) e uno del marocchino, vincemmo il nostro campionato.

Finito il campionato furono selezionati i giocatori per la "nazionale leonardo" unificata, che doveva giocare un torneo contro squadre più blasonate tipo l' enotria e la scarioni. Se ben ricordo ne prendemmo 3 e 6 senza toccar palla, con io che mi chiedevo questi perchè fossero così più forti di noi.

Col senno di poi, quelle partite e quei tornei erano i posti in cui i mitici "osservatori" controllavano di non aver perso nessuno, ai tornei della Leonardo ricordo scene dei genitori, non paganti, assiepati che definire imbarazzanti è poco.

Era un mondo migliore o peggiore? Non ho idea, mia madre ha avuto meno scrupoli a pagarmi la dorga quand facevo il DJ che rischiare di farmi iscrivere alla scuola calcio, dove sicuramente non sarei andato da nessuna parte, ma era lo sport in cui ero largamente più portato, quindi forse alla fine il problema non è il periodo ma il contesto.

Non è che il nuovo baggio sarebbe uscito dalla Leonardo, ma è stata una esperienza fantastica

Avatar di Stefano Olivari

Eticamente migliore perché nessun a nessun presunto grande talento calcistico veniva impedito di esprimersi, nella sostanza uguale perché tutti i fuoriclasse di oggi vengono dalle scuole calcio e non da una fantomatica 'strada'. L'ostilità delle famiglie la capirei di più oggi, per certi meccanismi dei provini e perché i Pulcini di una squadra di merda (che non cito per non creare problemi a un bambino di 10 anni) fanno 3/4 allenamenti alle settimana e 1/2 partite.

Avatar di Nicola Peluchetti

ma infatti le scuole calcio organizzavano i tornei con le "scuole", per vedere se avevano perso qualcuno. Mio fratello cmq giocava allo Sch****er, esclusi i problemi coi pedofili, era tutto gratis. Non che i problemi fossero solo li, il pedofilo era uno che veniva nella mia scuola....però le maglie e il resto erano gratis.

Avatar di Lindan Badminton

Mio figlio, under 11, gioca in una squadra che fa parte del Centro di Formazione Inter. Significa 950 euro di iscrizione, kit Nike (molto bello) compreso. Torneo a Barcellona con tutte le categorie di base, altri 915 euro. Ingressi dai 5 ai 7 euro. Insomma una spesa non da poco, però il centro è molto bello, la società organizzata e mio figlio seguito. E' talmente migliorato che l'anno prossimo giocherà nell'Inter e mi hanno assicurato che non spenderò un soldo (compresi 4/5 tornei all'estero) se non l'ingresso per vedere le partite

Ma ho un altro figlio che gioca al CSI, con 200 euro all'anno ha tutto, kit e ingressi gratuiti per le partite

Almeno, a Milano è così, l'iscrizione è più o meno costosa (dipende dal blasone), i biglietti per le partite costano un po' di più o un po' di meno, a discrezione della società ospitante

Avatar di cranssursierre

“l'anno prossimo giocherà nell'Inter”

Budrieri cosa ne pensa?

Avatar di Lindan Badminton

Che non è da Inter, ma da Milan 😉

Avatar di cranssursierre

“Che non è da Inter, ma da Milan”

Gli auguro la carriera di Franco Baresi allora…

Avatar di Milentino

Mi permetto di dire che se tuo figlio andrà all'inter non è per merito dei miglioramenti fatti in un centro di formazione

Semplicemente tuo figlio ha doti naturali e predisposizione tali per cui è stato notato

I centri di formazione (altri li chiamano academy ma la formula è la stessa) sono un bellissimo modo per spillare soldi : per tuo figlio che va all'inter (e ripeto se ci va è perchè è bravo lui) ce ne sono molti altri che continueranno a tirare fuori mille euro sperando in qualcosa che mai arriverà.

Se poi il genitore è scemo riverserà sul figlio la frustrazione del non essere arrivato

Bombarderei i centri di formazione ; tanto i bravi emergerebbero lo stesso

Avatar di Lindan Badminton

Sì mio figlio è bravo, ha talento e spero per lui che trovi le giuste motivazioni. Però quest’anno è cresciuto molto. Diciamo che sono emerse ancor di più le sue qualità. Era seguito anche l’anno scorso in una squadra meno forte, ma il salto di qualità l’ha fatto quest’anno. Poi magari sarebbe andato all’Inter lo stesso, chissà

Il suo centro di formazione non mi dispiace, certo è costoso

Ma la piaga sono i genitori, convinti che il figlio sia un fenomeno e che se non emerge la colpa è del mister… condizionano i figli i quali giocano frustati perché pieni di chiacchiere dei genitori

Avatar di Milentino

Ovviamente non conosco tuo figlio e non dubito che sia cresciuto di più quest'anno anche per il solo fatto che allenandosi con bambini più forti,come dici, avrà trovato più stimoli a migliorare.

Se tuo figlio ha delle qualità sarebbe stato notato anche giocando nella squadra precedente : il bravo osservatore non si basa su quanto è cresciuto un bambino,ma su quanto potrà crescere.

Poi probabilmente mancano i bravi osservatori e quindi ci si ferma al quanto è cresciuto

Ma qui entriamo in un altro tipo di problema: estremizzando e generalizzando è un po' il tema di quando dico che magari sarà anche vero che oggi nascono meno talenti,ma quei pochi che nascono forse faremmo fatica a riconoscerli

Avatar di Milentino

Esperienza personale ,quindi limitata : non ho mai visto esenzioni di quote per bambini che forse ce la faranno.Ma non mi stupisce che accada

Ho visto esenzioni di quote per bambini che non potevano pagare (uno è Latte Lath...che poi andò all'atalanta)

Fare sport costa : ai nostri tempi per vari motivi (sovvenzioni più o meno ufficiali,sponsorizzazioni più o meno ufficiali,puro volontariato di allenatori,meno necessità di materiale ufficiale) non si pagava nulla.

Ora sarebbe impossibile

Certo,ci sarebbe da chiedersi cosa fa la scuola per l'attività fisica dei ragazzi. Attività che è fondamentale ma che per retaggi culturali viene vista come il male assoluto

Avatar di Geppetto

Le società facevano un pò più di nero, e noi eravamo meno pretenziosi. Per dire, il kit di iscrizione di mio figlio che gioca a basket prevede tre magliette per gli allenamenti, i calzoncini, la tuta e il borsone. Tutta roba che io in otto anni di basket non ho mai visto (giusto il borsone, durato per l'appunto otto anni, ed un paio di magliette arrivate a random). Ricordo che in trasferta si facevano tre macchinate, l'allenatore e due genitori a rotazione. Adesso ci si sposta con minimo otto auto, mamme fratelli e a volte anche nonni al seguito. Sulla scuola sfondi una porta aperta: la maestra di italiano che fa educazione fisica alle primarie non ha senso.

Avatar di Barkleyz87

Quando al mio secondo anno di basket ci venne data la sovra-maglia oltre ai pantaloncini e canotta da partita per me fu qualcosa di incredibile era roba da professionisti....mi sentivo un giocatore ;)....Tre maglie di allenamento mai viste. La quota la pagavamo tutti e che sappia; per quanto concerne il basket; anche adesso funziona così. Certo quelli molto bravi che giocano nelle giovanili Olimpia Milano o similari mai hanno pagato allora come ora.

Avatar di cranssursierre

Ai miei tempi non si pagava nulla e già dal campionato propaganda fornivano borsone, pantaloncini, prima maglia, sopramaglia di colore opposto (che faceva da seconda maglia in caso di necessità), 2 paia di tubolari e scarpe (grazie all’accordo di sponsorizzazione della prima squadra).

A fine anno a parte tubolari, scarpe e borsone andava restituito tutto

Avatar di Barkleyz87

Vero anche borsone ci fornivano; restituivamo la canotta ed il pantaloncino a fine stagione. Borsone e sopramaglia si tenevano.

Avatar di cranssursierre

Maglia, sopramaglia e pantaloncini li lasciavano solo se cambiava lo sponsor…

Avatar di Milentino

C'era decisamente più nero e c'erano meno costi (per le società) : per dire,noi eravamo la squadra dell'oratorio e spese per luce acqua e gas praticamente zero.Nei paesi molto spesso l'amministrazione comunale finanziava i piccoli (e a volte i grandi)

Avatar di Nicola Peluchetti

e quindi, per una volta senza polemica o senza provocazione, per te era meglio prima o meglio ora? nel senso, partendo dal (mio) presupposto che nel mondo del calcio solo quelli forti ce la fanno (il vero equivalente di Bronny James fu il figlio di Gheddafi, ma erano altri tempi, e Gaucci aveva i suoi interessi), anche se si chiamano Maldini o Conceicao (che hanno il vantaggio di essere incoraggiati a fare sport invece di essere incoraggiati a fare lo IULM per specializzarsi in marketing), il sistema odierno pone qualche reale barriera o quello prima cmq era più aperto a tutti?

Avatar di Milentino

Non c'è un meglio o un peggio

Sono cose diverse,situazioni diverse

Per fare degli esempi,nella pallavolo,nel nuoto,nel tennis (sport elitario e costoso se ce n'è uno) la situazione diversa non ha impedito che si facessero le cose bene e emergessero talenti

Poi vabbè,vi siete fissati coi "figli di.." e va bene

Ma non c'entra un cazzo

Avatar di Nicola Peluchetti

"figli di..." lo ho citato solo perchè tanti lo tirano in mezzo, ma per una volta concordo con te che non c'entra un cazzo nel discorso

Avatar di Geppetto

Avendo due figli in età scolare posso confermare tutto. Si paga l'iscrizione, che varia a seconda della categoria della società. In alcuni casi si paga extra il materiale. Si pagano le trasferte (nel senso che i genitori si sobbarcano migliaia di km l'anno), si pagano i pranzi durante quei tornei infiniti che si disputano a campionato concluso. Poi va da sé che si preferisce che i propri figli facciano sport piuttosto che altro e pertanto si mette mano al portafoglio senza porsi troppe domande. Ma soprattutto da genitori il tempo che passiamo con loro in questa fase resta tempo speso bene e che un giorno rimpiangeremo.

Avatar di Massimo Sburanellah

Ecco i tornei di fine stagione sono un inferno...salamelle rancide e birra annacquata per sovvenzionare le società...settimana scorsa degli infami qui del varesotto hanno pure fatto pagare l'ingresso 3 euro a persona...per dei bambini della primaria...

Avatar di Massimo Sburanellah

Giocare a calcio non è obbligatorio, se uno lo fa senza l'ambizione che il figlio diventi il nuovo Messi con duecento euro all'anno te la cavi.

Quelle che ambiscono al professionismo fanno pagare pure i palloni...

La vera rottura di palle è l'impegno richiesto ai genitori senza i quali tante società non andrebbero da nessuna parte.

Avatar di Cydella

Ai miei tempi (come se fosse l'altro ieri, ma sono passati 40 anni), non si pagava niente. Come già detto, sono passati 40 anni, quindi 2 ere geologihe, come quando (non) parlo della scuola attuale, di cui non so niente.

Avatar di Massimo Sburanellah

L'anomalia era la gratuità assoluta prima, non il fatto che oggi si paghi.

Avatar di cranssursierre

Dipende…

Una volta non decidevi di giocare in una squadra. Se ti selezionavano lo facevi, altrimenti giocavi all’oratorio, nei parchi o nei prati con gli amici.

Oggi anche uno “meno abile” se vuole giocare nell’Inter o Milan può farlo (ovviamente non nell’Inter o nel Milan ma in una qualsiasi squadra a loro legata che in qualche modo ne porta il nome, tipo accademia, scuola calcio affiliata e cose simili di cui non mi intendo) per cui è normale che lo facciano pagare.

Quello che trovo meno normale è che, almeno in contesti cittadini come Milano, non ci siano campetti per il gioco libero e se un ragazzino vuole farlo deve (quasi) per forza farlo in una squadra.

Anche la maggior parte degli oratori (per quello che ne so) ormai ha squadre (per accedere alle quali si paga una cifra modesta) appartenenti a diverse categorie di età per cui il campo è spesso impegnato per gli allenamenti.

Avatar di Massimo Sburanellah

Nella mia zona sono scomparse un sacco di realtà storiche oratoriane dove si potevano fare le cose un po' "alla buona" e con la presenza indispensabile di volontari più o meno capaci ad allenare i ragazzi.

Penso che un po' per la crisi demografica un po' per la maggior attenzione/ invasamento dei genitori, un po' perché comunque c'è sempre meno gente che fa le cose gratis (a fronte poi d sempre maggiori responsabilità e rischi) il calcio ad un "basso livello" (il classico CSI )è sempre meno praticato dai bambini.

Avatar di WalterB8

Nel paesello dove abitavo il campetto dell’oratorio c’è ancora e io mi presterei gratis a far giocare i ragazzini ma solo all’idea delle potenziali rotture di palle dei genitori mi passa la poesia

Avatar di Lindan Badminton

Per esperienza personale, nella squadra CDF Inter, se non sei più che abile non ti prendono. Poi ci sono società che fanno la squadra A, B, C se non addirittura D. Li probabilmente basta pagare

Quando ero piccolo io giocavo a calcio, anche 10 ore al giorno, nel piazzale dello sport davanti all’omonimo palazzetto. Se volevi fare il figo andavi al parco di trenno. Insomma non mi sembra molto diverso da oggi, a parte che il palazzetto non ce più ma ce un parco (dove nessuno gioca a calcio)

Avatar di cranssursierre

“Per esperienza personale, nella squadra CDF Inter se non sei più che abile non ti prendono”

Non volevo sminuire l’abilità di chi vi fa parte.

Avrei dovuto spiegarmi meglio, ci riprovo sperando di riuscirci.

Una volta essere “più che abili” non significava automaticamente poter giocare nella squadra che si sceglieva. Perché fra tutti i “più che abili” il club faceva una selezione dei migliori. Almeno in teoria.

Inoltre il mio commento non voleva in alcun modo legarsi al tuo (anzi un grande in bocca al lupo a tuo figlio) ma a situazioni vissute in cui ho sentito dire a genitori tronfi “mio figlio gioca nell’Inter” come se fosse già destinato alla Champions quando in realtà faceva parte di qualche squadra della galassia Inter

Avatar di Lindan Badminton

ho sentito dire a genitori tronfi “mio figlio gioca nell’Inter” come se fosse già destinato alla Champions quando in realtà faceva parte di qualche squadra della galassia Inter

Ne ho sentiti anche io, pazzesco

Grazie per l’in bocca al lupo, ma giocare nell’Inter a 11 anni non significa quasi niente per il futuro. Io spero solo che ai goda l’esperienza, perché per 3 anni (che gli hanno garantito) farà cose che in pochi hanno la fortuna di fare

Da ChatGPT:

arrivare in Serie A resta estremamente difficile anche per chi è nei migliori settori giovanili.

Indicativamente:

* tra tutti i bambini che giocano a calcio organizzato, meno dell’1% diventa professionista;

* arrivare specificamente in Serie A è ancora più raro: alcune stime parlano di circa 1 ragazzo ogni 4.000–6.000 tesserati giovanili

Insomma, che si diverta, che si impegni e che continui a sognare