Il nonno ghanese di Musetti
i grandi risultati dei tennisti italiani, da Sinner alla Paolini, hanno attirato l'attenzione dei tuttologi...
Ieri mentre seguivamo il quarto di finale del Roland Garros fra Musetti e Tiafoe riflettevamo, parola grossa, sui mostri creati dallo straordinario momento del tennis italiano. In pratica i vari Sinner, Paolini, eccetera, sono diventati il pretesto per educare le masse da parte di un giornalista collettivo che tanto collettivo non è visto che ha nomi e cognomi.
Come quello di Carlo Verdelli, uno dei più famosi giornalisti italiani, fra la varie cose ex direttore della Gazzetta dello Sport e Repubblica, che due settimane fa è stato sommerso di critiche per un tweet in cui si esaltava per le origini non italiane della Paolini, fresca trionfatrice a Roma, spingendosi a dire che il padre Ugo Paolini fosse ghanese (ad Accra è pieno di Ugo Paolini). Ma chiunque segua minimamente il tennis sa che ghanese è il nonno materno della Paolini (polacca invece la nonna), che da quando è diventata famosa viene tirata in mezzo a questi discorsi e risponde che la multiculturalità l’ha arricchita (cosa dovrebbe dire, che l’ha impoverita?), però senza mettersi a fare pistolotti o a sostenere che per una aspirante tennista o per una donna in generale sia meglio crescere in Ghana che a Bagni di Lucca.
Veniamo al punto: troviamo folle, come tanti stanno facendo e qualcuno (pochi) anche in buona fede, che si vogliano trovare caratteristiche positive nelle origini africane, con una sorta di antirazzismo razzista, o se preferite razzismo antirazzista. Perché il sostenere l’esistenza di una superiorità etnica, anche su sciocchezze come le fibre muscolari bianche o rosse, implica che da un’altra parte ci sia o ci possa essere un’inferiorità. Eppure Musetti ha finito la partita in crescendo, mentre Tiafoe, americano con genitori della Sierra Leone, l’ha finita in calando. Verdelli dovrebbe dedurne la superiorità della razza carrarina e della monocultura rispetto ai due mondi rappresentati da Tiafoe. Per fortuna nello sport, e in modo particolare nel tennis, vince chi quel giorno è stato più bravo.



Sempre bellissimi i tuoi articoli.
Ma quindi non scriverai più sul blog?
sconcerti "ahhh gli afrocaraibici!!"