Il fallimento mondiale dell’Uruguay sotto ogni profilo, gioco, risultati, ambiente, ha senza dubbio il volto di Marcelo Bielsa. Ma soprattutto quello dei bielsisti e degli antibielsisti, partiti che si combattono nel nome di un buon allenatore, che ha fatto bene in alcuni contesti (Newell’s, Velez, il Cile, l’Athletic Bilbao, il Leeds all’inizio), male in altri, l’Argentina 2002 su tutti, con esoneri e fughe lampo (clamorosa quella dalla Lazio, che di fatto inventò Simone Inzaghi allenatore) dalle varie interpretazioni, dal troppo fedele ai suoi principi al troppo dogmatico. Di sicuro il tipo di persona che concepisce l’esistenza soltanto di fan e di nemici, ed infatti è seguita soltanto da fan e nemici.
ma quella dei centrali che si allargano col mediano che si abbassa non era la salida lavolpiana? ma a parte questo, l'impressione che dà Bielsa è quello di essere come minimo un lunatico, il che tradotto per la periferia Ovest vorrebbe dire una notevole testa di cazzo
Se i trofei vinti fossero il criterio principale se non unico per valutare un allenatore, basterebbe Wikipedia. Se pensiamo il calcio come fenomeno popolare - nel senso anche solo numerico del termine - il parere dei tifosi delle squadre dove ha allenato assume un peso importante.
Marsiglia, Cile, Leeds, Bilbao, anche a distanza di tempo. Certo, quando devi ricostruire è forse più facile, ma c’è modo e modo. Il legame di Bielsa con la gente dei luoghi dove allena è un valore in sè, anche se non riempie bacheche. Questo a poco a che fare con il mitizzare Bielsa o chi per lui, ma molto con un’idea di sport.
In pratica uno Zeman, non inteso come schema o gioco, ben voluto ovunque, che in aggiunta è stato anche miracolato dall'occasione della vita con l'Argentina 2002: fuori ai gironi con una rosa che oggi vincerebbe i mondiali con in panchina Gattuso.
Io credo che per valutare un allenatore, specie se navigato, ci siano diversi elementi tra i quali ovviamente anche i successi e i fallimenti ottenuti.
Si possono ritenere questi una condizione sufficiente per una valutazione complessiva oppure non vederli nemmeno come condizione necessaria, per quanto di grande peso.
Io ritengo che contino molto anche altri aspetti persino nel milionario calcio di vertice. De gustibus ovviamente, sempre di calcio si sta parlando.
Io penso che alla fine si giri sempre attorno al peso che si dà al risultato ottenuto. Chiaro che si gioca sempre per vincere e lo fa pure Bielsa, tutto sta a vedere che importanza si dà a tutto il resto, ivi compreso il come.
Sono approcci differenti e ci sta tutto o quasi.
A me ha fatto relativamentee specie vedere che un minuto dopo l'eliminazione è partita la gara a chi va più contro il presunto mito, in uno sport che vive di miti per definizione. Netta sensazione che certi narratori facciano più danni che altro.
l'allenatore e' una figura con cui ci si puo' immedesimare e idealizzare piu' facilmente. Di sicuro ci vediamo piu' a fare una bella tavolata di 7 piatti piu' grappino col GOAT ancelotti, o bielsa che ci spiega come salvare il mondo con la patrimoniale per i super ricchi, che con CR7 attento al dosaggio di vitamina K o a Bellingham che scrolla il telefono interessato ai followers su instagram
i ragazzini e gli adulti impazziscono per football manager, perche' cummanna' e' megl che fottr e sicuramente anche di giocare a calcio
poi ecco, tante chiacchiere ma uno che schiera quel portiere che era gia' ritirato se le cerca
Di lui mi ricordo un bellissimo coitus interruptus con l’Athletic Bilbao, purtroppo per lui in finale di EL si trovò l’Atletico Madrid di Simeone e Falcao al top… 4 pere e coppa a Madrid 🥲
Ho appreso che Bielsa allenasse l'Uruguay solamente al momento dell'eliminazione. Ormai allena da 50 anni e direi che un bilancio lo si può fare: un normalissimo allenatore, al quale hanno costruito (o si è costruito?) attorno una narrativa acchiappa gonzi, in stile Buffa.
Qual è il profilo di squadra ideale per lui? Boh. Comunque, l'Argentina del 2002 il suo capolavoro: da prenderlo a calci in culo per quello che ha sprecato.
Le sue qualità sono state i suoi limiti: impossibile fare carriera (anche) nel calcio senza insozzarsi le mani. Un sognatore. Un idealista. Un hobre vertical sul serio. Non ha inventato niente, ma certe sue squadre sono state davvero una gioia per gli occhi. Avercene...
Con il Cile ha giocato bene, con Argentina (con cui comunque qualcosa ha vinto) e Uruguay schifosamente male, nei club tranne che con quelli da cui è scappato (e sono tanti) la carriera è stata buona... direi livello Italiano, a cui aggiungere storytelling parabuffiano... però è vero che nessuno tatticamente è come lui, nemmeno i suoi presunti discepoli...
Con il Cile possiamo dire volendo che gettò le basi della generazione dorata bi-campione del Sudamerica. Alla fine chi raccolse i risultati fu il suo discepolo più osservante.
Con l'Argentina male male, visto anche il talento a disposizione in quegli anni.
ma quella dei centrali che si allargano col mediano che si abbassa non era la salida lavolpiana? ma a parte questo, l'impressione che dà Bielsa è quello di essere come minimo un lunatico, il che tradotto per la periferia Ovest vorrebbe dire una notevole testa di cazzo
Se i trofei vinti fossero il criterio principale se non unico per valutare un allenatore, basterebbe Wikipedia. Se pensiamo il calcio come fenomeno popolare - nel senso anche solo numerico del termine - il parere dei tifosi delle squadre dove ha allenato assume un peso importante.
Marsiglia, Cile, Leeds, Bilbao, anche a distanza di tempo. Certo, quando devi ricostruire è forse più facile, ma c’è modo e modo. Il legame di Bielsa con la gente dei luoghi dove allena è un valore in sè, anche se non riempie bacheche. Questo a poco a che fare con il mitizzare Bielsa o chi per lui, ma molto con un’idea di sport.
In pratica uno Zeman, non inteso come schema o gioco, ben voluto ovunque, che in aggiunta è stato anche miracolato dall'occasione della vita con l'Argentina 2002: fuori ai gironi con una rosa che oggi vincerebbe i mondiali con in panchina Gattuso.
La si può leggere anche così, certo.
Io credo che per valutare un allenatore, specie se navigato, ci siano diversi elementi tra i quali ovviamente anche i successi e i fallimenti ottenuti.
Si possono ritenere questi una condizione sufficiente per una valutazione complessiva oppure non vederli nemmeno come condizione necessaria, per quanto di grande peso.
Io ritengo che contino molto anche altri aspetti persino nel milionario calcio di vertice. De gustibus ovviamente, sempre di calcio si sta parlando.
Sicuramente un personaggio di spessore, uno che ha il carisma innato.
Ma non credo abbia costruito un gran legame con la gente in Uruguay, dopo un girone da 2 punti contro Capo Verde e Arabia.
Oggi che ha 70 anni preferirei uscirci a cena ad ascoltare aneddoti piuttosto che averlo sulla panchina della mia squadra.
(direi la stessa cosa di Mou, ad esempio: personaggio diversissimo che ma ugualmente ha costruito il proprio 'brand')
Respect. José prima
Io penso che alla fine si giri sempre attorno al peso che si dà al risultato ottenuto. Chiaro che si gioca sempre per vincere e lo fa pure Bielsa, tutto sta a vedere che importanza si dà a tutto il resto, ivi compreso il come.
Sono approcci differenti e ci sta tutto o quasi.
A me ha fatto relativamentee specie vedere che un minuto dopo l'eliminazione è partita la gara a chi va più contro il presunto mito, in uno sport che vive di miti per definizione. Netta sensazione che certi narratori facciano più danni che altro.
Verissimo.
Va anche detto che lo sport senza narrazione non esiste, o meglio, perde di significato.
Purtroppo viviamo in un'epoca di eccessi.
l'allenatore e' una figura con cui ci si puo' immedesimare e idealizzare piu' facilmente. Di sicuro ci vediamo piu' a fare una bella tavolata di 7 piatti piu' grappino col GOAT ancelotti, o bielsa che ci spiega come salvare il mondo con la patrimoniale per i super ricchi, che con CR7 attento al dosaggio di vitamina K o a Bellingham che scrolla il telefono interessato ai followers su instagram
i ragazzini e gli adulti impazziscono per football manager, perche' cummanna' e' megl che fottr e sicuramente anche di giocare a calcio
poi ecco, tante chiacchiere ma uno che schiera quel portiere che era gia' ritirato se le cerca
Non l'ho mai studiato, comunque ormai è indubbio che Bielsa è bolso
Di lui mi ricordo un bellissimo coitus interruptus con l’Athletic Bilbao, purtroppo per lui in finale di EL si trovò l’Atletico Madrid di Simeone e Falcao al top… 4 pere e coppa a Madrid 🥲
"Non ho niente contro Bielsa, è il suo fan club che mi preoccupa"
Ho appreso che Bielsa allenasse l'Uruguay solamente al momento dell'eliminazione. Ormai allena da 50 anni e direi che un bilancio lo si può fare: un normalissimo allenatore, al quale hanno costruito (o si è costruito?) attorno una narrativa acchiappa gonzi, in stile Buffa.
Qual è il profilo di squadra ideale per lui? Boh. Comunque, l'Argentina del 2002 il suo capolavoro: da prenderlo a calci in culo per quello che ha sprecato.
Le sue qualità sono state i suoi limiti: impossibile fare carriera (anche) nel calcio senza insozzarsi le mani. Un sognatore. Un idealista. Un hobre vertical sul serio. Non ha inventato niente, ma certe sue squadre sono state davvero una gioia per gli occhi. Avercene...
Quindi Bielsa non è da Inter
Da Inter di Moratti sì
Bah
A me pare tanto market(t)ing e storytelling attorno al suo personaggio.
Bielsa sicuramente è uno bravo a vendersi, ma non mi pare che il suo Uruguay giocasse un calcio diverso o riconoscibile dagli altri.
Che poi alla fine il tecnico di una nazionale tatticamente non inventa niente, è grossomodo un distributore di magliette.
Con il Cile ha giocato bene, con Argentina (con cui comunque qualcosa ha vinto) e Uruguay schifosamente male, nei club tranne che con quelli da cui è scappato (e sono tanti) la carriera è stata buona... direi livello Italiano, a cui aggiungere storytelling parabuffiano... però è vero che nessuno tatticamente è come lui, nemmeno i suoi presunti discepoli...
Con il Cile possiamo dire volendo che gettò le basi della generazione dorata bi-campione del Sudamerica. Alla fine chi raccolse i risultati fu il suo discepolo più osservante.
Con l'Argentina male male, visto anche il talento a disposizione in quegli anni.