Il Capodanno più bello
Auguri e appuntamento al 7 gennaio 2026 con un buonissimo proposito...
Salutiamo il 2025 e insieme agli auguri diamo appuntamento al 2026 soltanto sull’Indiscreto versione Substack, con ripartenza fissata a mercoledì 7 gennaio non per imprecisabili ‘motivi tecnici’ o ‘pause di riflessione’ ma soltanto perché prima saremo in vacanza. La linea sarà una sola: scriveremo, bene o male dipende dai nostri limiti, soltanto di cose che conosciamo, sentiamo, viviamo, leggiamo, sogniamo. Comunque di cose che sentiamo l’urgenza di raccontare, senza guardare i trend di Google. Questo non significa che trascuremo l’attualità, anzi. Però siamo particolarmente caldi sui libri scritti live, in una maniera che trent’anni fa si sarebbe definita multimediale, fra link, video, video AI e fumetti.
Il vecchio Indiscreto, quello che in varie forme esiste dal 2000, non è ovviamente morto, anche se da stanotte dovrebbe essere offline (non dipende comunque da noi). Tutto è stato salvato, con l’obbiettivo di riproporne il meglio o comunque ciò che è meno datato pur appartenendo a un’epoca precisa. Gli articoli di Erminio Ottone, per dire, appartengono ad anni in cui qualche lettore andava alle elementari, ma hanno conservato una freschezza incredibile visto che rappresentano comportamenti e caratteri eterni, così come le interviste di Paolo Morati e tanti altri contributi di qualità come quelli di Oscar Eleni, Simone Sacco, Roberto Gotta, Andrea Ferrari e Alberto Rapuzzi, solo ricordando articoli degli ultimi mesi e non tutti quelli di 25 anni di storia.
Nel 2026 come al solito oscilleremo fra lo sport e il resto del mondo, secondo l’ispirazione ma sempre cercando di evitare la seriosità. La definizione di ‘esperto in cazzate’ che addolorava Tommaso Labranca, uno dei più grandi intellettuali italiani di sempre (zona Flaiano-Arbasino), per noi che viviamo nel seminterrato sarebbe una medaglia.
Il nostro augurio per il 2026, serioso ma anche serio, è quello di non sprecare il tempo rispondendo alle aspettative di altri e lo diciamo soprattutto a noi stessi. Per questo il Capodanno che ricordiamo con maggiore divertimento e piacere è quello del 1990, quando decidemmo di guidare a caso, da soli, in giro per Milano dalle dieci di sera all’alba, ascoltando a ripetizione la cassetta di Crossroads. Salutando così gli anni Ottanta con una posa da intellettuali frustrati, senza peraltro trovare in Tracy Chapman verità che avremmo potuto trovare anche in Tracy Spencer. La morale? Il messaggio? Facciamo ciò che ci pare, anche se è stupidissimo, evitando di far male agli altri ma anche sbattendocene del giudizio degli altri. All That You Have Is Your Soul. Auguri.
stefano@indiscreto.net



A Casa Freddo siamo sentimentali, e abbiamo fatto uno screenshot della home page del primo, vero e unico Indiscreto, quello arancione. Per chi l'ha visto e per chi non c'era (cit.).
Il Re è morto, lunga vita al Re.
E Buon Anno a tutti.
Una volta guardavo un programma che poteva essere Azzurro 88 e quando annunciarono Tracy Chapman speravo di vedere Tracy Spencer (che ricordavo essere una figa clamorosa) e rimasi molto deluso dopo aver capito che mi ero confuso.
Anche io non sono un fan del Capodanno ma vorrei rivivere mille volte quei primi sei mesi del 1990, con la lenta marcia di avvicinamento al mese piu' bello della nostra vita, poi interrotto dal giorno piu' brutto senza discussioni, cioe' il 3 luglio 1990. Mi ricordavo infinite partite di Subbuteo da solo ad auto-farmi la telecronaca sia di sfide dei mondiali passati (sapevo le formazioni dall'Almanacco Panini, perche' non c'era youtube) sia delle partite imminenti, leggendo gli inserti settimanali del Guerin Sportivo che in quelle settimane - vado a memoria ma sicuramente il Direttore potra' confermare - faceva uscire dei fascicoli con lo speciale sui Mondiali del 1934, in attesa di fine Febbraio quando iniziarono a presentare ogni settimana due squadre che avrebbero partecipato ai Mondiali, inserti che ho imparato a memoria e che ricordo ancora oggi perfettamente.