Nessuno al mondo e nemmeno su Indiscreto sente il bisogno di un nostro coccodrillo su Guesch Patti, per sempre la cantante di Étienne anche se la sua biografia artistica è lunghissima.
Tra i successi francesi anni 80 in Italia anche i Rockets con Galactica, Plastic Bertrand (belga) con Hula Hoop, Gilbert Montaigné con On va s’aimer (Just for tonight la versione inglese). In Francia grande successo ebbero gli Images con Les démons de minuit e in generale - inspiegabilmente per chi non è francese - Johnny Hallyday (belga)
Negli ultimi anni canzoni mainstream di interpreti femminili che propongono qui nel sud della Francia sono Erreur 404 con L’impératrice,
Élise de Lune con Bonne Nuit, Laurie Darmon con L’exil e Amel Bent con Ma Philosophie (in realtà questa è di primi anni 2000 ma la mandano a nastro)
Direttore però a quante pare non è un trend solo italiano. L'altro giorno sentivo in un podcast dell'Economist (parecchi utenti avranno già il sangue agli occhi) che sta succedendo qualcosa di simile in tutto il mondo.
Facevano l'esempio della Danimarca, dove tutti parlano inglese fluente e storicamente le classifiche musicali erano dominate da musica anglofona, ma recentemente le canzoni in vetta sono tutte in danese, lingua parlata da quattro gatti in ottica globale. Stesso discorso per la TV, i tempi delle produzioni americane che dominano dappertutto sembrano finiti, in ogni mercato vincono quelle locali o comunque nella lingua locale.
Le canzoni francesi citate me le ricordo tutte benissimo, a parte quella di Stephanie di Monaco che invece ricordo regina dei paparazzi anche più di Lady D.
Tornando alla musica francese, un'amica mi fece conoscere una decina d'anni fa l'apprezzabile Ridan, un franco algerino che però di nome non fa Rinedine
A proposito di Nena, a me mandava in confusione che lei fosse di Hagen mentre Nina Hagen fosse di... Berlino. Son le cose che restano nella memoria, pur se insignificanti.
99 luftballons è un capolavoro, ma fuori tema, perché allora andavano citati anche Falco di Der kommissar e soprattutto Rock me Amadeus, i Trio di Da da da, volendo anche i Bruce and Bongo di Geil, per non parlare dell' iconica Life is Life degli austriaci Opus
Strano che il direttore non citi Quelqu'un m'a dit di Carla Bruni, 2002....o molto più semplicemente manu chao ( Clandestino, 1998, rimane un capolavoro ).
Comunque molto semplicemente l'offerta di musica si è talmente ampliata che creare star mondiali è difficile, Rosalia forse è la cosa più vicina degli ultimi anni. Ma mi apre chiaro che con lo streaming chi canta nella propria lingua è avvantaggiato se non altro perchè ora il mercato di ascolta è composto da 11 enni, mentre noi a 11 anni ascoltavamo la musica dei nostri genitori
allucinante il mercato discografico che si divide una torta sempre più piccola infilando quarantenni che raccontano storie inventate di buste e pistole e bbbitch su basi da quattro soldi per un pubblico di 13enni
a noi piacevano i drogati, questi sognano di fare la vita degli spacciatori
Già i concerti, che necessitano di una scelta forte (non voglio dire i soldi, quelli li tirano comunque fuori i genitori), danno un quadro diverso della situazione anche se la musica italiana domina anche lì. Ma lo streaming, che anche con tutte le correzioni del mondo all'algoritmo premia l'ascolto compulsivo, ha vincitori già scritti.
Spero tu capisca che lo shift nel mercato musicale è proprio dovuto al fatto che ora i 12-13 enni lo influenzino perchè sono quelli che hanno più tempo per ascoltare i pezzi in streaming.
Nella nostra generazione a 12-13 anni ascoltavi la musica dei tuoi genitori e non influenzavi nulla. Questo spiega molto anche sulla lingua.
Guarda che fanno i focus grou sui 12/13 enni, su quello che suona bene sentito sul cellulare, su quello che piace quando sei fumato, su quello che piace quando sei bevuto. Cioè non è che il mercato musicale si muove a caso. Dipende da chi decidi di targhettare, con Marra targetti il 40enne, con altri targhetti il 13 enne, solo che un 13 enne fa 1.000 streaming nel tempo in qui un 40enne ne fa 50, per pure questioni di tempo.
MA guardare alle classifiche infatti non vuol dire nulla, la monetizzazione non è di certo li ma su tutt'altro.
Tutte le principali piattaforme fanno scattare la statistica al trentesimo secondo di ascolto, quindi loro per prime sono tarate sui giovanissimi... all'autore che voglia mantenere la famiglia conviene di più scrivere un jingle pubblicitario o una sigla per un paese con SIAE o simili...
LA monetizzazione della musica non ha nulla a che vedere con la posizione in classifica o lo streaming, questi sono ragionamenti di 20 anni fa. La musica è monetizzata in modo completamente diverso ora, puoi non essere tra i primi 50 in classifica e fare un sacco di soldi.
non ho dubbi, mi chiedo solo perché siano solo le classifiche italiane ad esser così asfittiche, qua Taylor Swift non è presente in classifica, però c'è Shiva in 14 feat diversi, che esista la musica scema per minorenni non è certo una novità, il problema vero è che non c'è letteralmente più spazio nel mainstream per qualcosa di diverso
Ma che è il mainstream? Le mitiche 30 canzoni in rotazione a 105 ascoltato da un pubblico di 50enni? Il mainstream non esiste più, l'offerta musicale è talmente ampia e targhettizzata che ormai, come ho scritto, creare fenomeni globali è molto difficile e francamente inutile per certi versi, se puoi fare il sold outr ovunque con Sfera, che te ne sbatte se poi nessuno fuori dall'Italia lo conosce ( che non è vero, ma di certo in USA non lo conoscono ).
Mi sembra come quando si definiva il country americano "genere di nicchia" e poi 2 cantanti country facevano più dell'intero fatturato italiano!!!!
non e' stata ancora nominata mylene farmer, malissimo
come canzone francese anni 80 mi piace ricordare Voyage Voyage di Desireless che trovo ipnotica e ascolterei in loop tutta la giornata.
Capolavoro
Cantanti francesi non citate: Alizee
Tra i successi francesi anni 80 in Italia anche i Rockets con Galactica, Plastic Bertrand (belga) con Hula Hoop, Gilbert Montaigné con On va s’aimer (Just for tonight la versione inglese). In Francia grande successo ebbero gli Images con Les démons de minuit e in generale - inspiegabilmente per chi non è francese - Johnny Hallyday (belga)
Negli ultimi anni canzoni mainstream di interpreti femminili che propongono qui nel sud della Francia sono Erreur 404 con L’impératrice,
Élise de Lune con Bonne Nuit, Laurie Darmon con L’exil e Amel Bent con Ma Philosophie (in realtà questa è di primi anni 2000 ma la mandano a nastro)
se andiamo indietro, George Brassens e Dalida, la Vartan. Sasha Distel, Hallyday.
Brel, belga, top super top
“la Vartan”
Prima moglie di Hallyday.
Tornata in auge nella versione Andréas rework de La Maritza
nata bulgara a Iskrets. scappata con la famiglia in francia
“nata bulgara a Iskrets”
Infatti la Maritza è il fiume che scorre lì vicino…
Sans bidé maestri dell'elettronica, almeno una volta.
French house
Direttore però a quante pare non è un trend solo italiano. L'altro giorno sentivo in un podcast dell'Economist (parecchi utenti avranno già il sangue agli occhi) che sta succedendo qualcosa di simile in tutto il mondo.
Facevano l'esempio della Danimarca, dove tutti parlano inglese fluente e storicamente le classifiche musicali erano dominate da musica anglofona, ma recentemente le canzoni in vetta sono tutte in danese, lingua parlata da quattro gatti in ottica globale. Stesso discorso per la TV, i tempi delle produzioni americane che dominano dappertutto sembrano finiti, in ogni mercato vincono quelle locali o comunque nella lingua locale.
Per il resto è il discorso che faccio sotto, se la classifica la fanno i 12enni, ovviamente, per quanto anglofoni, vincono le cose nel proprio slang.
Economist una delle peggiori pubblicazioni al mondo, rimasto indietro di 30 anni come tutto lo UK
Non lo leggo da una vita, però fanno un podcast quotidiano che non è male, si chiama the Intelligence
Le canzoni francesi citate me le ricordo tutte benissimo, a parte quella di Stephanie di Monaco che invece ricordo regina dei paparazzi anche più di Lady D.
Tornando alla musica francese, un'amica mi fece conoscere una decina d'anni fa l'apprezzabile Ridan, un franco algerino che però di nome non fa Rinedine
faccio parte del 10% che le conosce entrambe. Anche Lene Lovich non era affatto male
Commento di una malinconia infinita. Non erano anni diversi, erano proprio migliori. E non perché eravamo più giovani. O non solo...
Al mio paese di Serena Brancale, Levante e Delia
come ho letto su twitter, il tipo di canzone che Caparezza prendeva per il culo vent'anni fa con Vieni a ballare in Puglia
il twitter è impazzito sulla versione temu di RIO CASAMIA
A proposito di Nena, a me mandava in confusione che lei fosse di Hagen mentre Nina Hagen fosse di... Berlino. Son le cose che restano nella memoria, pur se insignificanti.
99 luftballons è un capolavoro, ma fuori tema, perché allora andavano citati anche Falco di Der kommissar e soprattutto Rock me Amadeus, i Trio di Da da da, volendo anche i Bruce and Bongo di Geil, per non parlare dell' iconica Life is Life degli austriaci Opus
“i Trio di Da da da”
E gli Spliff (sempre tedeschi) di Carbonara…
Edit: Spargo (olandesi) con You and Me
Vero, ma credo che Stefano non volesse fare un elenco completo ma solo citarne alcuni.
Strano che il direttore non citi Quelqu'un m'a dit di Carla Bruni, 2002....o molto più semplicemente manu chao ( Clandestino, 1998, rimane un capolavoro ).
Comunque molto semplicemente l'offerta di musica si è talmente ampliata che creare star mondiali è difficile, Rosalia forse è la cosa più vicina degli ultimi anni. Ma mi apre chiaro che con lo streaming chi canta nella propria lingua è avvantaggiato se non altro perchè ora il mercato di ascolta è composto da 11 enni, mentre noi a 11 anni ascoltavamo la musica dei nostri genitori
Vabbè al limite i Mano Negra come gruppo francese, Manu Chao solista ha cantato la maggior parte delle canzoni in spagnolo
chiarto ma rimane comunque una lingua diversa dall'italiano o dall'inglese
Allora grave mancanza non aver citato canzoni in lingua portoghese, come Ja se' namorar dei Tribalistas
si ma quello ebbe successo solo la canzone non l'album
allucinante il mercato discografico che si divide una torta sempre più piccola infilando quarantenni che raccontano storie inventate di buste e pistole e bbbitch su basi da quattro soldi per un pubblico di 13enni
a noi piacevano i drogati, questi sognano di fare la vita degli spacciatori
Già i concerti, che necessitano di una scelta forte (non voglio dire i soldi, quelli li tirano comunque fuori i genitori), danno un quadro diverso della situazione anche se la musica italiana domina anche lì. Ma lo streaming, che anche con tutte le correzioni del mondo all'algoritmo premia l'ascolto compulsivo, ha vincitori già scritti.
Spero tu capisca che lo shift nel mercato musicale è proprio dovuto al fatto che ora i 12-13 enni lo influenzino perchè sono quelli che hanno più tempo per ascoltare i pezzi in streaming.
Nella nostra generazione a 12-13 anni ascoltavi la musica dei tuoi genitori e non influenzavi nulla. Questo spiega molto anche sulla lingua.
però hai sempre la possibilità di scegliere cosa dargli, si sceglie sempre la via facile del peggio, sia musicalmente che come testi
Guarda che fanno i focus grou sui 12/13 enni, su quello che suona bene sentito sul cellulare, su quello che piace quando sei fumato, su quello che piace quando sei bevuto. Cioè non è che il mercato musicale si muove a caso. Dipende da chi decidi di targhettare, con Marra targetti il 40enne, con altri targhetti il 13 enne, solo che un 13 enne fa 1.000 streaming nel tempo in qui un 40enne ne fa 50, per pure questioni di tempo.
MA guardare alle classifiche infatti non vuol dire nulla, la monetizzazione non è di certo li ma su tutt'altro.
Tutte le principali piattaforme fanno scattare la statistica al trentesimo secondo di ascolto, quindi loro per prime sono tarate sui giovanissimi... all'autore che voglia mantenere la famiglia conviene di più scrivere un jingle pubblicitario o una sigla per un paese con SIAE o simili...
LA monetizzazione della musica non ha nulla a che vedere con la posizione in classifica o lo streaming, questi sono ragionamenti di 20 anni fa. La musica è monetizzata in modo completamente diverso ora, puoi non essere tra i primi 50 in classifica e fare un sacco di soldi.
non ho dubbi, mi chiedo solo perché siano solo le classifiche italiane ad esser così asfittiche, qua Taylor Swift non è presente in classifica, però c'è Shiva in 14 feat diversi, che esista la musica scema per minorenni non è certo una novità, il problema vero è che non c'è letteralmente più spazio nel mainstream per qualcosa di diverso
Ma che è il mainstream? Le mitiche 30 canzoni in rotazione a 105 ascoltato da un pubblico di 50enni? Il mainstream non esiste più, l'offerta musicale è talmente ampia e targhettizzata che ormai, come ho scritto, creare fenomeni globali è molto difficile e francamente inutile per certi versi, se puoi fare il sold outr ovunque con Sfera, che te ne sbatte se poi nessuno fuori dall'Italia lo conosce ( che non è vero, ma di certo in USA non lo conoscono ).
Mi sembra come quando si definiva il country americano "genere di nicchia" e poi 2 cantanti country facevano più dell'intero fatturato italiano!!!!
La canzone della "sottovestosa" Lio è il non plus ultra della filastrocca infantile trapanacervello. Per me gli Strokes le devono qualcosa.