Il commissario tecnico della Nazionale e il suo staff hanno guardato dal vivo 380 partite di calcio negli ultimi 6 mesi, così sostiene anche l’ufficio stampa della FIGC.
Che campionati rappresentano ancora qualcosa? Il problema della Serie A è che non rappresenta più niente a sua volta (l'Udinese dei jungle è da rivoltarsi nella tomba) ed in più fa schifo.
I migliori al mondo giocano in Premier, ad eccezione delle solite corazzate, e praticano proprio un altro sport rispetto a noi.
Poi anche io preferisco il derby Samb-Ascoli, un po' come negli anni '90 in UK preferivano Newcastle-Sunderland, però cosa sia meglio è ormai indiscutibile.
Be', dai, finché i suoi tifosi saranno in prevalenza italiani qualcosa per noi rappresenterà sempre... poi spettacolo davvero modesto, sono d'accordo, in confronto alla Premier League, ma negli anni Settanta era peggio... una roba scacciapubblico, anche in quel contesto senza troppe alternative... a parte che per me il calcio non è uno spettacolo in senso stretto, diversamente avrebbe ragione il turista lobotomizzato con la quarta maglia ufficiale...
Ogni volta che c'è un discorso di questo genere mi viene in mente il mondiale 1986. 40 anni fa, tanti ma insomma, non le Olimpiadi anni venti con l'Uruguay. Eppure: il sorteggio ci mette nel girone la Bulgaria, di cui nessuno ha mai visto un singolo giocatore. Alla Domenica Sportiva il competente di turno (mannaggia, non mi ricordo chi) spara un nome: Dimitrov. Bisogna stare attentissimi a lui: è il loro centromediano, gioca con il numero 5 e imposta tutte le azioni. Nessuno sa cosa dire, tranne Sivori che interviene: "Il loro centromediano in che senso? E' l'uomo che marca il centravanti avversario?" Silenzio. Sivori ripete la domanda. Gelo, nessuna risposta e poi qualcuno inizia a parlare d'altro. Spero un giorno di recuperare dalle teche Rai questa puntata e anche il 90esimo minuto speciale mondiali dove viene presentata la stessa Bulgaria con una foto che è alle spalle del conduttore. La telecamera inquadra meglio e si vedono (giuro!) i buchini a metà foto, avete presente quando staccate la foto centrale, su due pagine da una rivista? Per quanto stiate attenti a non strapparla, i buchini si vedono. Era la foto sul numero del Guerin Sportivo.
Ma basta andare indietro fino al 2002 e ad Ulisee De La Cruz, dell'ecuador, che per sei mesi è stato dipinto come una via di mezzo tra Maldini e Roberto Carlos prima della partita d'esordio al mondiale...
Getov però era il fantasista, come si diceva allora. Invece lì avevano tirato fuori la storia del numero 5 che imposta, quindi non era lui. Se non che, giustamente, Sivori, che in tutti gli altri casi era un trombone insopportabile, quella volta aveva fatto la domanda giusta: era lo stopper marcatore? In quel caso sarebbe stata una cosa stranissima. Se invece era il libero o un centrocampista davanti alla difesa che avesse il numero 5 o il numero 22 non cambiava niente, era una cosa normalissima. Ma nessuno aveva la più pallida idea, né lo aveva mai visto.
Può essere che i miei ricordi fossero più su 90mo minuto in cui lo presentavano come iradiddio quindi tu hai citato giustamente un altro episodio
Ma ricordo nei giornali che si disquisiva sulle punizioni a 2000 metri con la palla che poteva impazzire e quindi i vari Platini Zico … Getov , sarebbero stati favoriti
Avevo anch'io un ricordo in tal senso, non so se posso mettere il link, pertanto scrivo solo che si può rivedere la scena digitando sul tubo La Domenica Sportiva del 18 maggio 1986
Visto! Allora, Zuccalà nel filmato tira fuori la storia che bisogna stare attenti a Dimitrov, lo stopper che difende e imposta. Stopper in Italia è chiarissimo: Collovati, Vierchowod, Brio. Tornati in studio, Herrera ripete la stessa storia. Allora interviene Sivori: "marca il centravanti avversario?" Herrera: "eh?" Sivori "marca il centravanti?" Herrera si guarda attorno, e arriva Carlo Sassi in scivolata "E' un centromediano metodista" e Sivori "Ah!"
Geniale anche Alfredo Pigna che parla (attorno al quinto minuto) ad una platea di svariati milioni di italiani di "Israele e Argentina" come future avversarie degli Azzurri, sempre in vista di Mexico '86. Ridateci quell'epoca.
Il segreto è scommettere (o fare trading su Betfair). Scommettere su ogni fottuta partita che guardi. E vedrai che non ti annoi nemmeno a vedere Anderlecht - Cercle Brugge con gol di Thorgan Hazard...
Il problema non è sapere/vedere tutto (quello è davvero da cuckold con la moglie regolarmente a pilates), ma avere una mente brillante in grado di formulare idee intriganti e notevoli esempi di pensiero laterale. In sintesi: e se Tortora (e Giampiero Ventura in vista di questi ennesimi playoff) fosse innocente? (cit.)
dipende cosa si intende per "guardare": se è quello che facciamo noi, magari nel frattempo sparando battute su WA / TG con gli amici come se fossero con noi sul divano... allora sono pochine.
Ma se si parla di analisi video in cui si vivisezionano movimenti individuali e di squadra ecc ecc... allora ci vogliono anche 2-3h per singola partita!
Sul saperne più di ieri... be', sì! infatti una volta i bidoni si riconoscevano dopo qualche mese, oggi sappiamo in anticipo che sono pippe al sugo!
Capisco benissimo quando dici che la Premier League è noiosa e non rappresenta niente. Io ho visto finora - in modo da capire le posizioni in campo dei giocatori nei vari momenti e con le sostituzioni, nulla più, ma vuol dire guardare ogni minuto di gioco - l'80% delle partite giocate e conto di recuperare il 20% nelle prossime due settimane di stop, e in alcuni casi è un tormento, per la noia. Lo faccio per la newsletter ma lo faccio in realtà da oltre 20 anni, per gli articoli per il Guerino e per essere sempre pronto in caso di chiamate da radio o (utopia) da tv per telecronache (ma lo sai, mi fermo qui). Che non rappresenti più nulla per molti, me compreso, è purtroppo vero, è un campionato apolide che vende un'immagine ormai scaduta ma che tuttora inganna molti. Chiaro che chi dice di seguire più di 1/2 campionati lo fa in modo incompleto, oppure di mestiere fa letteralmente solo quello.
La Premier é davvero pallosissima, un immenso villaggio turistico del football.
Lo dico da ex-"tifoso" del Crystal Palace. C'è da dire che da quando ho smesso di seguire le Eagles con costanza hanno raccattato una FA Cup e un Charity Shield.
Idem totalmente disinnamorato, da grande tifoso del West Ham fin dagli anni 00 con tanto di trasferte in Championship e viaggi in autobus ad Upton Park dalle Midlands dove vivevo all'epoca, al disinteresse totale..
Ad Agosto per caso sono andato all'Olympic per il derby con il Chelsea. Luogo osceno ed atmosfera terribile, gente più interessata al bar che altro..Sto sperando forte nella promozione del Millwall per assurdo..
Comunque anche a S.Siro una certa ostilità verso i turisti si inizia ad avvertire..
Vero, oltretutto sovradimensionato per la realtà del club, sempre una valanga di biglietti in resale. Poi è proprio cambiata l'audience, io piuttosto che perdermi un secondo di partita per andare al bar crepo di sete..
Non voglio sputare nel piatto in cui saltuariamente mangio, ma è ormai un campionato per turisti, che si salva solo quando uno va là e siede - può capitare - accanto a qualche inglese superstite, che ha conservato ironia e scetticismo.
Rappresenta poco anche la Serie A, se parliamo di identità di squadre e giocatori. Da italiano continua a interessarmi molto, per i sentimenti e le emozioni che muove in persone che più o meno ritengo miei simili. Quando hai scritto, nel libro sul West Ham, che "Lo stadio inglese ideale è quello in cui io non potrei entrare", hai sintetizzato il tutto. Sospetto, come quando guardo la NBA ma potrei anche dire Olimpia-Virtus, che tante cose del presente le facciamo per le emozioni che ci hanno dato in passato. Restringendo il discorso al giornalismo seguire bene, cioè guardando le partite ma anche conoscendo le storie, più di due campionati è impossibile: chi dice di farlo semplicemente mente.
Sì, sempre molto interessante. Concordo (anche) con l'ultimo concetto. Il problema è vedere alcuni di questi che pontificano. Nessuno li biasimerebbe se dicessero (si può fare e non si offende nessuno, io lo faccio spesso) 'guarda, non parlo di giocatori o allenatori che non conosco'. E invece... Del resto, anni fa in un certo ambito andò in scena una serie di 'ah, è molto bravo' su Graham Potter, e avrei voluto chiedere a ciascuno dei ripetitori a pappagallo 'mi sai dire perché è bravo?'. Ci sarebbe stato da ridere. La risposta più corretta sarebbe stata 'perché lo dicono tutti, ma io so a malapena chi sia'.
Sul tema identità, sul calcio italiano risento del fatto di non avere mai tifato per la squadra della città in cui sono cresciuto, città che mi è tuttora estranea su molti fronti (e meno male), di avere comunque smesso di tifare alcuni decenni fa e di avere avuto a che fare con troppi fanatici. Le emozioni degli anni Settanta avevano a che fare con un mondo radicalmente diverso da questo.
Sono d'accordo sul tema 'emozioni del presente'. Io dico senza problemi che gli stadi che vado a visitare (nel 90% dei casi in occasione di una partita) oggi sono quelli che 40 o 50 anni fa mi emozionavano. A volte senza motivo concreto, ma era così e basta. Purtroppo lo stadio della Dinamo Bucarest è in ristrutturazione e in pratica è un buco per terra, ma quando mi sono avvicinato e ho pensato a quelle assurde partite pomeridiane del mercoledì dalla Romania con i soldati sugli spalti mi sono un po' emozionato (poi magari non era la Dinamo, ma a me sembra di sì...). La mia dimensione attuale è - parlo di esperienze recenti - tipo Bulgaria, 5 o 10 euro l'ingresso, ti siedi dove vuoi, stadi che cadono a pezzi, gente che sembra conoscersi tutta e si dà appuntamento alla partita successiva, un panino 1,20 euro (aumentato con l'euro, dall'1 gennaio, ma va benissimo), e pazienza per la qualità bassa e una serie infinita di ***bet come sponsor (a una recente partita del CSKA c'erano OTTO diverse società di scommesse nei cartelloni). Non è pauperismo di maniera, è che non ne posso più dello sport attuale e del sensazionalismo che ne nasce. Ti assicuro che di mio non andrei mai a vedere una partita all'Estadio Metropolitano (sempre che si chiami ancora così), non proverei alcuna emozione. Faccio fatica a vedere di Champions League persino le partite delle inglesi, per dovere, ma non ne guardo nessuna delle altre, non mi interessano minimamente, mi sembrano sempre la stessa recita. Naturalmente, quello che provo io non deve diventare legge né esempio, è solo quello che provo. E scusate tutti per la lunghezza.
Un bel giro turistico a spese della FIGC… con quale risultato si vedrà
esattamente come le vecchie enciclopedie vs Internet di oggi. Sapevamo di più prima.
Che campionati rappresentano ancora qualcosa? Il problema della Serie A è che non rappresenta più niente a sua volta (l'Udinese dei jungle è da rivoltarsi nella tomba) ed in più fa schifo.
I migliori al mondo giocano in Premier, ad eccezione delle solite corazzate, e praticano proprio un altro sport rispetto a noi.
Poi anche io preferisco il derby Samb-Ascoli, un po' come negli anni '90 in UK preferivano Newcastle-Sunderland, però cosa sia meglio è ormai indiscutibile.
Be', dai, finché i suoi tifosi saranno in prevalenza italiani qualcosa per noi rappresenterà sempre... poi spettacolo davvero modesto, sono d'accordo, in confronto alla Premier League, ma negli anni Settanta era peggio... una roba scacciapubblico, anche in quel contesto senza troppe alternative... a parte che per me il calcio non è uno spettacolo in senso stretto, diversamente avrebbe ragione il turista lobotomizzato con la quarta maglia ufficiale...
Ogni volta che c'è un discorso di questo genere mi viene in mente il mondiale 1986. 40 anni fa, tanti ma insomma, non le Olimpiadi anni venti con l'Uruguay. Eppure: il sorteggio ci mette nel girone la Bulgaria, di cui nessuno ha mai visto un singolo giocatore. Alla Domenica Sportiva il competente di turno (mannaggia, non mi ricordo chi) spara un nome: Dimitrov. Bisogna stare attentissimi a lui: è il loro centromediano, gioca con il numero 5 e imposta tutte le azioni. Nessuno sa cosa dire, tranne Sivori che interviene: "Il loro centromediano in che senso? E' l'uomo che marca il centravanti avversario?" Silenzio. Sivori ripete la domanda. Gelo, nessuna risposta e poi qualcuno inizia a parlare d'altro. Spero un giorno di recuperare dalle teche Rai questa puntata e anche il 90esimo minuto speciale mondiali dove viene presentata la stessa Bulgaria con una foto che è alle spalle del conduttore. La telecamera inquadra meglio e si vedono (giuro!) i buchini a metà foto, avete presente quando staccate la foto centrale, su due pagine da una rivista? Per quanto stiate attenti a non strapparla, i buchini si vedono. Era la foto sul numero del Guerin Sportivo.
Ma basta andare indietro fino al 2002 e ad Ulisee De La Cruz, dell'ecuador, che per sei mesi è stato dipinto come una via di mezzo tra Maldini e Roberto Carlos prima della partita d'esordio al mondiale...
Non era Getov lo spauracchio designato dei bulgari ?(che comunque avevano randellato la Francia se non erro nel girone )
Getov però era il fantasista, come si diceva allora. Invece lì avevano tirato fuori la storia del numero 5 che imposta, quindi non era lui. Se non che, giustamente, Sivori, che in tutti gli altri casi era un trombone insopportabile, quella volta aveva fatto la domanda giusta: era lo stopper marcatore? In quel caso sarebbe stata una cosa stranissima. Se invece era il libero o un centrocampista davanti alla difesa che avesse il numero 5 o il numero 22 non cambiava niente, era una cosa normalissima. Ma nessuno aveva la più pallida idea, né lo aveva mai visto.
Può essere che i miei ricordi fossero più su 90mo minuto in cui lo presentavano come iradiddio quindi tu hai citato giustamente un altro episodio
Ma ricordo nei giornali che si disquisiva sulle punizioni a 2000 metri con la palla che poteva impazzire e quindi i vari Platini Zico … Getov , sarebbero stati favoriti
Nella stessa riga …
Avevo anch'io un ricordo in tal senso, non so se posso mettere il link, pertanto scrivo solo che si può rivedere la scena digitando sul tubo La Domenica Sportiva del 18 maggio 1986
Visto! Allora, Zuccalà nel filmato tira fuori la storia che bisogna stare attenti a Dimitrov, lo stopper che difende e imposta. Stopper in Italia è chiarissimo: Collovati, Vierchowod, Brio. Tornati in studio, Herrera ripete la stessa storia. Allora interviene Sivori: "marca il centravanti avversario?" Herrera: "eh?" Sivori "marca il centravanti?" Herrera si guarda attorno, e arriva Carlo Sassi in scivolata "E' un centromediano metodista" e Sivori "Ah!"
Geniale anche Alfredo Pigna che parla (attorno al quinto minuto) ad una platea di svariati milioni di italiani di "Israele e Argentina" come future avversarie degli Azzurri, sempre in vista di Mexico '86. Ridateci quell'epoca.
I competenti parlano sempre dopo
Il segreto è scommettere (o fare trading su Betfair). Scommettere su ogni fottuta partita che guardi. E vedrai che non ti annoi nemmeno a vedere Anderlecht - Cercle Brugge con gol di Thorgan Hazard...
Il problema non è sapere/vedere tutto (quello è davvero da cuckold con la moglie regolarmente a pilates), ma avere una mente brillante in grado di formulare idee intriganti e notevoli esempi di pensiero laterale. In sintesi: e se Tortora (e Giampiero Ventura in vista di questi ennesimi playoff) fosse innocente? (cit.)
dipende cosa si intende per "guardare": se è quello che facciamo noi, magari nel frattempo sparando battute su WA / TG con gli amici come se fossero con noi sul divano... allora sono pochine.
Ma se si parla di analisi video in cui si vivisezionano movimenti individuali e di squadra ecc ecc... allora ci vogliono anche 2-3h per singola partita!
Sul saperne più di ieri... be', sì! infatti una volta i bidoni si riconoscevano dopo qualche mese, oggi sappiamo in anticipo che sono pippe al sugo!
Capisco benissimo quando dici che la Premier League è noiosa e non rappresenta niente. Io ho visto finora - in modo da capire le posizioni in campo dei giocatori nei vari momenti e con le sostituzioni, nulla più, ma vuol dire guardare ogni minuto di gioco - l'80% delle partite giocate e conto di recuperare il 20% nelle prossime due settimane di stop, e in alcuni casi è un tormento, per la noia. Lo faccio per la newsletter ma lo faccio in realtà da oltre 20 anni, per gli articoli per il Guerino e per essere sempre pronto in caso di chiamate da radio o (utopia) da tv per telecronache (ma lo sai, mi fermo qui). Che non rappresenti più nulla per molti, me compreso, è purtroppo vero, è un campionato apolide che vende un'immagine ormai scaduta ma che tuttora inganna molti. Chiaro che chi dice di seguire più di 1/2 campionati lo fa in modo incompleto, oppure di mestiere fa letteralmente solo quello.
La Premier é davvero pallosissima, un immenso villaggio turistico del football.
Lo dico da ex-"tifoso" del Crystal Palace. C'è da dire che da quando ho smesso di seguire le Eagles con costanza hanno raccattato una FA Cup e un Charity Shield.
Idem totalmente disinnamorato, da grande tifoso del West Ham fin dagli anni 00 con tanto di trasferte in Championship e viaggi in autobus ad Upton Park dalle Midlands dove vivevo all'epoca, al disinteresse totale..
Ad Agosto per caso sono andato all'Olympic per il derby con il Chelsea. Luogo osceno ed atmosfera terribile, gente più interessata al bar che altro..Sto sperando forte nella promozione del Millwall per assurdo..
Comunque anche a S.Siro una certa ostilità verso i turisti si inizia ad avvertire..
Stadio non pensato per il calcio, e in Inghilterra la cosa si nota particolarmente
Vero, oltretutto sovradimensionato per la realtà del club, sempre una valanga di biglietti in resale. Poi è proprio cambiata l'audience, io piuttosto che perdermi un secondo di partita per andare al bar crepo di sete..
Non voglio sputare nel piatto in cui saltuariamente mangio, ma è ormai un campionato per turisti, che si salva solo quando uno va là e siede - può capitare - accanto a qualche inglese superstite, che ha conservato ironia e scetticismo.
Rappresenta poco anche la Serie A, se parliamo di identità di squadre e giocatori. Da italiano continua a interessarmi molto, per i sentimenti e le emozioni che muove in persone che più o meno ritengo miei simili. Quando hai scritto, nel libro sul West Ham, che "Lo stadio inglese ideale è quello in cui io non potrei entrare", hai sintetizzato il tutto. Sospetto, come quando guardo la NBA ma potrei anche dire Olimpia-Virtus, che tante cose del presente le facciamo per le emozioni che ci hanno dato in passato. Restringendo il discorso al giornalismo seguire bene, cioè guardando le partite ma anche conoscendo le storie, più di due campionati è impossibile: chi dice di farlo semplicemente mente.
Sì, sempre molto interessante. Concordo (anche) con l'ultimo concetto. Il problema è vedere alcuni di questi che pontificano. Nessuno li biasimerebbe se dicessero (si può fare e non si offende nessuno, io lo faccio spesso) 'guarda, non parlo di giocatori o allenatori che non conosco'. E invece... Del resto, anni fa in un certo ambito andò in scena una serie di 'ah, è molto bravo' su Graham Potter, e avrei voluto chiedere a ciascuno dei ripetitori a pappagallo 'mi sai dire perché è bravo?'. Ci sarebbe stato da ridere. La risposta più corretta sarebbe stata 'perché lo dicono tutti, ma io so a malapena chi sia'.
Sul tema identità, sul calcio italiano risento del fatto di non avere mai tifato per la squadra della città in cui sono cresciuto, città che mi è tuttora estranea su molti fronti (e meno male), di avere comunque smesso di tifare alcuni decenni fa e di avere avuto a che fare con troppi fanatici. Le emozioni degli anni Settanta avevano a che fare con un mondo radicalmente diverso da questo.
Sono d'accordo sul tema 'emozioni del presente'. Io dico senza problemi che gli stadi che vado a visitare (nel 90% dei casi in occasione di una partita) oggi sono quelli che 40 o 50 anni fa mi emozionavano. A volte senza motivo concreto, ma era così e basta. Purtroppo lo stadio della Dinamo Bucarest è in ristrutturazione e in pratica è un buco per terra, ma quando mi sono avvicinato e ho pensato a quelle assurde partite pomeridiane del mercoledì dalla Romania con i soldati sugli spalti mi sono un po' emozionato (poi magari non era la Dinamo, ma a me sembra di sì...). La mia dimensione attuale è - parlo di esperienze recenti - tipo Bulgaria, 5 o 10 euro l'ingresso, ti siedi dove vuoi, stadi che cadono a pezzi, gente che sembra conoscersi tutta e si dà appuntamento alla partita successiva, un panino 1,20 euro (aumentato con l'euro, dall'1 gennaio, ma va benissimo), e pazienza per la qualità bassa e una serie infinita di ***bet come sponsor (a una recente partita del CSKA c'erano OTTO diverse società di scommesse nei cartelloni). Non è pauperismo di maniera, è che non ne posso più dello sport attuale e del sensazionalismo che ne nasce. Ti assicuro che di mio non andrei mai a vedere una partita all'Estadio Metropolitano (sempre che si chiami ancora così), non proverei alcuna emozione. Faccio fatica a vedere di Champions League persino le partite delle inglesi, per dovere, ma non ne guardo nessuna delle altre, non mi interessano minimamente, mi sembrano sempre la stessa recita. Naturalmente, quello che provo io non deve diventare legge né esempio, è solo quello che provo. E scusate tutti per la lunghezza.
Comunque mani avantismo di Gattuso sulle partite viste veramente patetico, proprio da pavidi.
Beh, forse nel computo hanno conteggiato anche le partite che ha seguito il capo delegazione per le scommesse live.
Il link al guerino è rottto....
Mi mancano le basi... sistemato adesso....
“Solo che noi non sapremmo guidare una trentina di calciatori professionisti verso un obbiettivo, non è un dettaglio da poco”
Gattuso sì?
Dipende anche dall’obiettivo. Se è portarli fuori per fare serata non è così difficile…
E allora Pelu CT senza esitare, altro che Ancelotti.