Il commissario tecnico della Nazionale e il suo staff hanno guardato dal vivo 380 partite di calcio negli ultimi 6 mesi, così sostiene anche l’ufficio stampa della FIGC. Fa impressione non il numero delle partite, poco più di due al giorno e con almeno 4 persone fra cui distribuirle, ma il fatto che le abbiano contate, come a dire “Guardate quanto lavoriamo”. Fra l’altro non ci hanno nemmeno fatto una gran figura visto che fornendo il dettaglio delle partite seguite, senza Championship e League One, Gattuso e i suoi hanno ufficializzato di non avere visto quasi tutti i nordirlandesi e gran parte dei gallesi, per non parlare dei bosniaci.
259 partite di Serie A, 62 di Champions, Europa e Conference League, 25 di Premier League, 15 di Coppa Italia, 9 di nazionali, 3 di Supercoppa, 3 di Carabao Cup, 1 di Liga, Saudi Pro League e Qatar Stars League. Ma di questo abbiamo già scritto sul Guerin Sportivo, nella rubrica calcistica quotidiana che presto o tardi (…) in versione più frizzante sbarcherà su Indiscreto, una volta sistemate alcune cose, a partire dall’archivio. Veniamo quindi, come al solito a noi e a un tema filosofico che da sempre ci appassiona: oggi ne sappiamo più di ieri?
Riformuliamo: oggi che possiamo seguire tutto le nostre opinioni calcistiche sono più fondate rispetto ai tempi in cui si poteva guardare, in una settimana, un tempo (e a volte era il primo) di una partita in differita? Riflettevamo sulle 380 partite in sei mesi, che sono più o meno quelle che abbiamo visto noi/io, che ci imponiamo di seguire tutta la Serie A umanamente possibile (quindi 7 o 8 partite per turno con la dovuta concentrazione), tutte le partite delle italiane delle coppe al netto della contemporaneità (quindi 4 o 5), più altro che ruba tempo a pallacanestro e tennis.
Poca Premier League, che ci annoia e poi non ci rappresenta più niente, quando è possibile sempre Real e Barcellona, mentre Bundesliga e Ligue 1 le consideriamo da cuckold. Tutto questo cercando di seguire highlights di tutto (la March Madness la stiamo seguendo con quelli extended da 10 minuti, anche se su DAZN ci sono le partite integrali). In tutto questo siamo favoriti dal farlo per lavoro e dalla quasi totale assenza di vita sociale.
In altre parole, le due partite di media al giorno di Gattuso e del suo staff noi le guardiamo da soli e solo in certi casi è per lavoro. Noi e gran parte di chi frequenta il Muro del Calcio, che appartenga o meno ai famigerati ‘Competenti’. Solo che noi non sapremmo guidare una trentina di calciatori professionisti verso un obbiettivo, non è un dettaglio da poco. La competenza va poi sempre asteriscata in relazione al contesto: Spalletti è fra i primi dieci allenatori italiani ma non era adatto alla Nazionale, Gattuso non è fra i primi cento ma ci dà più fiducia al di là di come andranno gli spareggi. Previsione: in scioltezza con i nordirlandesi, vittoria pane e salame a Cardiff con suicidio in diretta di Adani.
Cosa vogliamo dire? Che impegnandoci, anche per senso di colpa, riusciamo a seguire bene quasi tutto il calcio italiano di vertice e poco altro, quindi non possiamo credere a chi dice di seguire venti campionati, sparandoti il profilo di giocatori mai sentiti o comunque mai visti in base alle veline di mercato di direttori sportivi ladri e dei loro procuratori di fiducia. Crediamo invece molto a chi segue bene un torneo specifico, dalla Premier League al campionato riserve argentino (lo citiamo perché a volte oggetto di nostre scommesse, su indicazione ovviamente di competenti).
In generale ne sappiamo più di prima, dei nostri felici anni Settanta e mitici Ottanta? Questa è davvero una bella domanda. Come informazioni di base sì, o anche come elementi per un giudizio, ma per cogliere il nucleo di una questione non occorre tanto tempo. Il sospetto è che quindi ne sappiamo forse più di prima, ma soltanto per accumulo. La conoscenza rimane un’altra cosa.
stefano@indiscreto.net



Ogni volta che c'è un discorso di questo genere mi viene in mente il mondiale 1986. 40 anni fa, tanti ma insomma, non le Olimpiadi anni venti con l'Uruguay. Eppure: il sorteggio ci mette nel girone la Bulgaria, di cui nessuno ha mai visto un singolo giocatore. Alla Domenica Sportiva il competente di turno (mannaggia, non mi ricordo chi) spara un nome: Dimitrov. Bisogna stare attentissimi a lui: è il loro centromediano, gioca con il numero 5 e imposta tutte le azioni. Nessuno sa cosa dire, tranne Sivori che interviene: "Il loro centromediano in che senso? E' l'uomo che marca il centravanti avversario?" Silenzio. Sivori ripete la domanda. Gelo, nessuna risposta e poi qualcuno inizia a parlare d'altro. Spero un giorno di recuperare dalle teche Rai questa puntata e anche il 90esimo minuto speciale mondiali dove viene presentata la stessa Bulgaria con una foto che è alle spalle del conduttore. La telecamera inquadra meglio e si vedono (giuro!) i buchini a metà foto, avete presente quando staccate la foto centrale, su due pagine da una rivista? Per quanto stiate attenti a non strapparla, i buchini si vedono. Era la foto sul numero del Guerin Sportivo.
Capisco benissimo quando dici che la Premier League è noiosa e non rappresenta niente. Io ho visto finora - in modo da capire le posizioni in campo dei giocatori nei vari momenti e con le sostituzioni, nulla più, ma vuol dire guardare ogni minuto di gioco - l'80% delle partite giocate e conto di recuperare il 20% nelle prossime due settimane di stop, e in alcuni casi è un tormento, per la noia. Lo faccio per la newsletter ma lo faccio in realtà da oltre 20 anni, per gli articoli per il Guerino e per essere sempre pronto in caso di chiamate da radio o (utopia) da tv per telecronache (ma lo sai, mi fermo qui). Che non rappresenti più nulla per molti, me compreso, è purtroppo vero, è un campionato apolide che vende un'immagine ormai scaduta ma che tuttora inganna molti. Chiaro che chi dice di seguire più di 1/2 campionati lo fa in modo incompleto, oppure di mestiere fa letteralmente solo quello.