Dopo duemila avvocati televisivi americani finalmente uno italiano che funziona. Avvocato Ligas, vista su Sky in ritardo come al solito, è davvero divertente, ben scritta e con un Luca Argentero in formissima nella parte di un avvocato, appunto, milanese semi-alcolizzato ma lucidissimo e alle prese con casi disperati e molto mediatici: per dissidi (è stato con sua moglie) con il titolare dello studio Ligas infatti viene invitato ad andarsene e quindi ha bisogno di processi che gli consentano di mettere il faccione davanti alle telecamere.
Della serie, con la prima stagione articolata in sei episodi, non sono interessanti le storie in sé, anche se quella del simil-Cruciani e del vicino di casa rapinatore sono notevoli, quanto il linguaggio diretto e cinico, senza bisogno di una morale e della sua ricerca. Ligas vorrebbe tornare con la moglie ma lei non lo vuole più (anche se…) a beneficio di Raz Degan, si capisce che è stato con la pm e che starà (anche se non è successo) con la sua assistente-praticante (Marina Occhionero), anche lei ottimo personaggio. Ma su tutto, ripetiamo, vincono il linguaggio e un Argentero mattatore.
La serie, che avrà una seconda stagione, ci è piaciuta anche perché ambientata a Milano. Non che abbiamo bisogno di vederla in televisione, visto che ci viviamo, ma perché è una rarità. E lo confermano i successi delle rare fiction ambientate al Nord, come quella sugli 883. Il 25% degli abbonati di Sky risiede in Lombardia e comunque quasi il 65% (Fonti IT Media Consulting e Agcom) vive dall’Emilia Romagna (compresa) in su. Senza citare punte come Gomorra e Romanzo Criminale, nella media non puoi fare prodotti lontani dall’immaginario di chi ti mantiene: sembra una banalità ma le cose non funzionano proprio così. Altri discorsi per RAI e Mediaset, visto che nel primo caso chiunque abbia l’elettricità paga il canone (la misura migliore di Renzi) e nel secondo c’è la pubblicità, in ogni caso anche loro a colpi di Imma Tataranni e Cesaroni sono geograficamente molto sbilanciate.
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Direttò, ci sono lettori di Indiscreto anche qui al Sud e la si legge fisso anche se scrive "Milano" ogni sei righe
Franco Ligas, me lo ricordo soprattutto a seguire la boxe