Anche io una volta chiesi l'autografo a Pelé. Era in stampelle e pensavo mi mandasse a stendere. E invece, con molta fatica e senso dell'equilibrio, mi firmò la sua autobiografia con tanto di dedica. Ne ho un ricordo molto caloroso.
Vogliamo parlare delle file chilometriche e non delle ore ma dei giorni (!) passati da molti giovani alle fiere (Lucca comics ecc) per avere una carta Pokemon sketchata da un'artista oppure per avere uno shickishi (o come cavolo si scrive...)?
Penso che l'unico autografo che mi sono fatto fare e che ancora possiedo sia quello di Icardi. Ma non Mauro bensì il più proletario Andrea. Roba da palati fini, e valore inestimabile al mercato nero dei memorabilia anni ottanta.
Tra l'altro le edicole, visto che stanno scomparendo, sono tornate di moda e al fuorisalone era tutto un edicola, compreso uno sconosciuto brand giapponese in largo augusto. Alcune credo che le abbiano proprio montate e poi smontate.
Ora vedremo in quante salse ce le propongono, tipo il bar fighetto vestito da edicola, la panineria vestita da edicola, etc etc etc.
Cmq speravo ci fosse un articolo del direttore sul fuorisalone, perchè durante il fuorisalone ( o design week ) ho passato molto tempo a litigare con tutti quelli che "e ma il fuorisalone di 20 anni fa", gente che non ha capito la differenza tra un evento con un organizzazione e una "direzione artistica" ( chessò, san remo, o il salone del mobile ) ed eventi distribuiti / località che una direzione artistica non la hanno. Gente di sinistra che di base dice le stesse cose di Vannacci, che bello il piccolo mondo antico.
Ancora per qualche decennio libri e giornali, per quanto non comprtati e ancor meno letti, serviranno a dare una patina culturale a normali iniziative commerciali... d'accordo sul fuorisalone di oggi, c'entra poco con quello di vent'anni fa anche perché vi si sono agganciati posti che con il design c'entrano zero... Dalla zona Tortona più alcune situazioni specifiche siamo passati a tanti sedicenti 'distretti'... poi è cambiato profondamente il pubblico, come qualità e composizione... non sono d'accordo su Vannacci, lui non criticherebbe mai uno che dalla provincia viene a Milano a farsi un selfie davanti a un'installazione di cui non capisce un cazzo (perché non c'è un cazzo da capire, di solito) invece di starsene come noi a casa a seguire Open VAR
A me piacerebbe avere un edicola da pensionato o almeno se mi trovassi nella situazione di non dover guadagnare soldi per vivere.
Non mi entusiasma l'idea di alzarmi presto anche se poi diventerebbe una routine interessante a dare il buongiorno ai mattinieri, ma per il resto cosa c'è di meglio che passare la giornata in mezzo a giornali e riviste.
Forse ancora meglio un caffè libreria, ecco mando il desiderio all'universo, it will show me the way
Anche io una volta chiesi l'autografo a Pelé. Era in stampelle e pensavo mi mandasse a stendere. E invece, con molta fatica e senso dell'equilibrio, mi firmò la sua autobiografia con tanto di dedica. Ne ho un ricordo molto caloroso.
Unico autografo ottenuto, e in possesso: Pelè
Direttore, comprato cioè?
Gianni Magni, il "sicario onesto"
ho guardato su vinted, decine di runway in vendita dai 50 ai 90 euro
grande la citazione di una canzone dei pooh alla fine
Vogliamo parlare delle file chilometriche e non delle ore ma dei giorni (!) passati da molti giovani alle fiere (Lucca comics ecc) per avere una carta Pokemon sketchata da un'artista oppure per avere uno shickishi (o come cavolo si scrive...)?
Il mio autografo più prezioso?
Helenio Herrera, appena arrivato all'Inter
ovviamente lo chiese mio nonno (e non era certo un uomo che richedeva autografi)
Penso che l'unico autografo che mi sono fatto fare e che ancora possiedo sia quello di Icardi. Ma non Mauro bensì il più proletario Andrea. Roba da palati fini, e valore inestimabile al mercato nero dei memorabilia anni ottanta.
"All'atto pratico uguali a noi che non toccavamo palla"
Meraviglioso 🤣
Tra l'altro le edicole, visto che stanno scomparendo, sono tornate di moda e al fuorisalone era tutto un edicola, compreso uno sconosciuto brand giapponese in largo augusto. Alcune credo che le abbiano proprio montate e poi smontate.
Ora vedremo in quante salse ce le propongono, tipo il bar fighetto vestito da edicola, la panineria vestita da edicola, etc etc etc.
Cmq speravo ci fosse un articolo del direttore sul fuorisalone, perchè durante il fuorisalone ( o design week ) ho passato molto tempo a litigare con tutti quelli che "e ma il fuorisalone di 20 anni fa", gente che non ha capito la differenza tra un evento con un organizzazione e una "direzione artistica" ( chessò, san remo, o il salone del mobile ) ed eventi distribuiti / località che una direzione artistica non la hanno. Gente di sinistra che di base dice le stesse cose di Vannacci, che bello il piccolo mondo antico.
Ancora per qualche decennio libri e giornali, per quanto non comprtati e ancor meno letti, serviranno a dare una patina culturale a normali iniziative commerciali... d'accordo sul fuorisalone di oggi, c'entra poco con quello di vent'anni fa anche perché vi si sono agganciati posti che con il design c'entrano zero... Dalla zona Tortona più alcune situazioni specifiche siamo passati a tanti sedicenti 'distretti'... poi è cambiato profondamente il pubblico, come qualità e composizione... non sono d'accordo su Vannacci, lui non criticherebbe mai uno che dalla provincia viene a Milano a farsi un selfie davanti a un'installazione di cui non capisce un cazzo (perché non c'è un cazzo da capire, di solito) invece di starsene come noi a casa a seguire Open VAR
A me piacerebbe avere un edicola da pensionato o almeno se mi trovassi nella situazione di non dover guadagnare soldi per vivere.
Non mi entusiasma l'idea di alzarmi presto anche se poi diventerebbe una routine interessante a dare il buongiorno ai mattinieri, ma per il resto cosa c'è di meglio che passare la giornata in mezzo a giornali e riviste.
Forse ancora meglio un caffè libreria, ecco mando il desiderio all'universo, it will show me the way
Durissimo
Al massimo realista