Delle tantissime volte in cui abbiamo visto giocare Arvydas Sabonis, molte dal vivo (anche a Barcellona ‘92, quando era già un altro giocatore, per quanto immenso), quella che più ci è rimasta nella memoria è la semifinale degli Europei, il 14 giugno 1985 a Stoccarda,
Assolutamente. La partita di finale playoff 83 ripetuta per volere della Federazione (che con le dovute proporzioni fece [e fa] tornare alla mente i racconti di Aldo Giordani sulla finale olimpica Urss-Usa di Monaco72 e l' interferenza di William Jones) fu qualcosa di indegno, e tra l'altro inferiva a un'azione di gioco (un fallo a favore) in cui era coinvolto Drazen. La programmazione di KC però, come scritto dal grande Sergio Tavcar nei suoi libri e in eventi di divulgazione/incontri, doveva coinvolgere tutte le realtà delle Repubbliche per il messaggio "occulto" (ma non tanto) propagandistico che si voleva "passare" al pubblico italiano. Senza dimenticare che il solo sabato era dedicato al basket. Poi benché questo fosse un impedimento al vedere continuativamente le cosiddette squadre top, il livello di giocatori e di gioco era talmente elevato che squadre comunque eccellenti come Cibona, Jugoplastika, il Borac Cacak (per il quale ho sempre personalmente avuto un debole, e che comunque ha prodotto fenomeni generazionali (non solo poi sul campo da gioco come Kicanovic, Zele Obradovic, l'uomo delle forbici di Nantes al secolo Goran Grbovic e il personaggio forse più meraviglioso di tutto il panorama dell'epoca Radmilo Mišovic) che poi era una simil canterà del Partizan, erano relegate a team di metà classifica. A differenza del calcio che viceversa avendo la programmazione (specie delle top) tutta alla domenica, alla programmazione TV del sabato pomeriggio relegava e regalava si le medio/piccole (ma poi ripensandoci anche ora) realtà. Davvero Umirati u lepoti.
A proposito di Drazen e apparizioni. Non potrò mai dimenticare le prime partite, trasmesse da Capodistria, quando ancora Petro giocava al Šibenka e non esisteva la linea del tiro da tre. Hyeronimus Bosch, Modigliani o la reincarnazione di Mozart, come poi scrisse anche qualche anno dopo il grande Enrico Campana.
Davvero sabati pomeriggio magici, fra l'altro il Šibenka pur essendo forte, fra le due ffinali di Korac con il Limoges e quella jugoslava scippata dal Bosna, veniva programmato molto poco in proporzione a Partizan, Stella Rossa e allo stesso Cibona pre-Drazen
Assolutamente. La partita di finale playoff 83 ripetuta per volere della Federazione (che con le dovute proporzioni fece [e fa] tornare alla mente i racconti di Aldo Giordani sulla finale olimpica Urss-Usa di Monaco72 e l' interferenza di William Jones) fu qualcosa di indegno, e tra l'altro inferiva a un'azione di gioco (un fallo a favore) in cui era coinvolto Drazen. La programmazione di KC però, come scritto dal grande Sergio Tavcar nei suoi libri e in eventi di divulgazione/incontri, doveva coinvolgere tutte le realtà delle Repubbliche per il messaggio "occulto" (ma non tanto) propagandistico che si voleva "passare" al pubblico italiano. Senza dimenticare che il solo sabato era dedicato al basket. Poi benché questo fosse un impedimento al vedere continuativamente le cosiddette squadre top, il livello di giocatori e di gioco era talmente elevato che squadre comunque eccellenti come Cibona, Jugoplastika, il Borac Cacak (per il quale ho sempre personalmente avuto un debole, e che comunque ha prodotto fenomeni generazionali (non solo poi sul campo da gioco come Kicanovic, Zele Obradovic, l'uomo delle forbici di Nantes al secolo Goran Grbovic e il personaggio forse più meraviglioso di tutto il panorama dell'epoca Radmilo Mišovic) che poi era una simil canterà del Partizan, erano relegate a team di metà classifica. A differenza del calcio che viceversa avendo la programmazione (specie delle top) tutta alla domenica, alla programmazione TV del sabato pomeriggio relegava e regalava si le medio/piccole (ma poi ripensandoci anche ora) realtà. Davvero Umirati u lepoti.
A proposito di Drazen e apparizioni. Non potrò mai dimenticare le prime partite, trasmesse da Capodistria, quando ancora Petro giocava al Šibenka e non esisteva la linea del tiro da tre. Hyeronimus Bosch, Modigliani o la reincarnazione di Mozart, come poi scrisse anche qualche anno dopo il grande Enrico Campana.
Davvero sabati pomeriggio magici, fra l'altro il Šibenka pur essendo forte, fra le due ffinali di Korac con il Limoges e quella jugoslava scippata dal Bosna, veniva programmato molto poco in proporzione a Partizan, Stella Rossa e allo stesso Cibona pre-Drazen