Veder giocare Sinner è noioso? O per dirla in un altro modo, che non faccia stizzire il 90% dei canottierati: ora che Alcaraz è scomparso, per ricomparire se va bene agli US Open, Sinner oltre all’autostima degli avversari sta ammazzando anche l’interesse per il tennis, Italia esclusa? Le domande valgono a prescindere dalla sua vittoria finale a Roma, anche se non vediamo chi fra Landaluce e Medvedev (stanno per scendere in campo, siamo pronti) o fra Ruud e Darderi gli possa dare fastidio. Comunque una giornata no può sempre capitare, anche se dall’altra parte ci vuole un giocatore del livello Alcaraz o Djokovic on fire oppure un tipo particolare: in questo senso l’unica sconfitta davvero sorprendente di Sinner in tempi recenti è stata quella con Mensik a Doha.
Durante il match con Rublev di qualche ora fa ci siamo messi a guardare le quote per la vittoria al Roland Garros, l’unico torneo dello Slam che gli manca. Ovviamente è favoritissimo, a 1.40, che in termini probabilistici significa che il mercato lo vede vincitore al 71,4%. Un dominio simile nell’antepost si è visto soltanto nell’era Nadal, quando il supposto successore di Florentino Perez (ma lui ha smentito) come presidente del Real Madrid è stato molto spesso quotato antepost sotto l’1.40, parlando di Roland Garros. La quota più bassa mai toccata fu probabilmente quella del 2009, un clamoroso 1.25. Gli portò male, perché battendolo negli ottavi Soderling di fatto regalò quell’edizione a Federer.
Per rimanere sulla stessa dimensione di dominio (6 vittorie su 8 edizioni disputate, le due sconfitte entrambe contro Panatta) bisogna risalire a Borg, che però traducendo dalle quote all’inglese o all’americana dell’epoca non è mai stato sotto l’1.50 pur essendo in certe annate ingiocabile sulla terra battura (32 game persi in totale nel Roland Garros 1978…). Insomma, la differenza relativa fra Sinner e i suoi avversari, da Medvedev secondo a 9.00 a Djokovic e Fils terzi a 16.00, è adesso di questo tipo. Un fuoriclasse nato al momento giusto, in tutti i sensi.
stefano@indiscreto.net


La verità, come scritto sotto da Matrix, è che Sinner gioca un tennis noioso, inteso come tennis da pallettaro. Che se fatto bene, come lo fa lui, richiede un fenomeno dall'altra parte per batterlo, perchè altrimenti lui la palla te la rimanda di la profonda, e quindi o tu sei più pallettaro di lui o perdi.
Sto ovviamente semplificando, perchè la sua crescita, come per tutti i tennisti, è stat la crescita del suo servizio, e i suoi mitici 4 centimetri guadagnati a 21 anni ( cosa che puzza quasi come il clostebol, anche se non si parlasse di altezza.... )
Diciamo che a livello di emozioni i tre slam di Wawrinka, uno che giocava a livelli di Federer, in quell'epoca, sono un altra cosa, ma non è colpa di Sinner se manca un Wawrinka.
Io tifo sempre Alcaraz, perchè il tennis di Alcaraz è quello che, se hai giocato a tennis, vorresti giocare. Ma se hai giocato a tennis, o letto Infinite Jest, almeno in parte, il tennis vincente è quello di Sinner / Nadal.
E cmq la vera forza di Sinner è ovviamente la costanza, nessuno quasi ci prova più, solo Djoko in giornata.
Nonostante il tifo, oramai di Sinner guardo solo le finali o quando c'è un Djoko ed ovviamente Alcatraz.
Ieri sera però mi ha riconciliato in parte con tennis il caucasico, anzi quasi teutonico ma spagnolissimo, Martin Landaluce.
Gioca proprio bene, intelligente in campo, bella mano, scende a rete, rovescio lungolinea da applausi. Da applausi, quindi c'è ancora un briciolo di speranza nel vedere il bel tennis.
Ahimè l'ha persa "di fisico" contro lo sgraziato russo. Ma si farà, soprattutto se in Spagna lo "ungono" bene.