L’EBU, insieme a European Athletics, ha circa un mese fa pubblicato le sue linee guida per “de-sessualizzare” (mettiamo le virgolette apposta) le inquadrature dell’atletica femminile.
Credo che il rischio sia affrontare il problema dal lato sbagliato. Non penso che il punto sia vietare un'inquadratura o mostrarne un'altra, ma chiedersi quale sia il racconto che si vuole costruire. Un conto è mostrare il fisico di un'atleta come parte della sua prestazione sportiva, un altro è trasformarlo nell'elemento centrale dello spettacolo. Non è una differenza tecnica, è una differenza narrativa. In fondo ogni scelta editoriale contribuisce a costruire un immaginario. La domanda, quindi, non è se il corpo debba essere mostrato o nascosto, ma quale idea dello sport e degli atleti vogliamo trasmettere. Se riduciamo tutto allo scontro tra censura e sessualizzazione, rischiamo di perdere proprio questa domanda.
stupisce la collaborazione della vlasic, i cui espliciti ammiccamenti, salvo non aver capito nulla, facevano secondo me parte anche di una sorta di mind games verso le avversarie
pur avendo anelato l'inclusione nei salotti padovani della sinistra parenziana, ammetto la debolezza di essere andato a berlino (mondiali 2009) solo per ammirare la isinbayeva e, solo per fortuita coincidenza, aver assistito ai 100m da leggenda di bolt
Nell'atletica il discorso è ancora più estremo che in altri sport, ci sono specialità (secondo mei i 400, ma anche il lungo) in cui il genere umano, al maschile e al femminile, regala il meglio e non c'è alcuna sessualizzazione nel notarlo. Soltanto estetica, per certi versi criptogay, unita a un'idea di bellezza non artefatta, alla Dafne Schippers. Uno schema che ritorna anche in professioni teoricamente poco centrate sul corpo, basta vedere il livello medio delle criminologhe e delle psicologhe che compaiono in televisione... Poi la bellezza non è oggettiva, stiamo discutendo del nulla. Ma soprattutto stanno normando il nulla
"... cime ineguali, note a chi è cresciuta tra voi" (per i più nostalgici consiglio la visione del riscaldamento di Elisa Meneghini a Tokyo 2020, sl1nk.com/d5yfdn2 )
Credo che il rischio sia affrontare il problema dal lato sbagliato. Non penso che il punto sia vietare un'inquadratura o mostrarne un'altra, ma chiedersi quale sia il racconto che si vuole costruire. Un conto è mostrare il fisico di un'atleta come parte della sua prestazione sportiva, un altro è trasformarlo nell'elemento centrale dello spettacolo. Non è una differenza tecnica, è una differenza narrativa. In fondo ogni scelta editoriale contribuisce a costruire un immaginario. La domanda, quindi, non è se il corpo debba essere mostrato o nascosto, ma quale idea dello sport e degli atleti vogliamo trasmettere. Se riduciamo tutto allo scontro tra censura e sessualizzazione, rischiamo di perdere proprio questa domanda.
https://www.instagram.com/reel/DBB8fLWMq53/?igsh=MTJ6M3h6cmZscnkyaA==
Si mostrano direttamente loro stesse…
stupisce la collaborazione della vlasic, i cui espliciti ammiccamenti, salvo non aver capito nulla, facevano secondo me parte anche di una sorta di mind games verso le avversarie
pur avendo anelato l'inclusione nei salotti padovani della sinistra parenziana, ammetto la debolezza di essere andato a berlino (mondiali 2009) solo per ammirare la isinbayeva e, solo per fortuita coincidenza, aver assistito ai 100m da leggenda di bolt
Nell'atletica il discorso è ancora più estremo che in altri sport, ci sono specialità (secondo mei i 400, ma anche il lungo) in cui il genere umano, al maschile e al femminile, regala il meglio e non c'è alcuna sessualizzazione nel notarlo. Soltanto estetica, per certi versi criptogay, unita a un'idea di bellezza non artefatta, alla Dafne Schippers. Uno schema che ritorna anche in professioni teoricamente poco centrate sul corpo, basta vedere il livello medio delle criminologhe e delle psicologhe che compaiono in televisione... Poi la bellezza non è oggettiva, stiamo discutendo del nulla. Ma soprattutto stanno normando il nulla
Notare che nelle immagini esemplificative i positive angles sono tutte negre, le negative bianche, salvo un paio di eccezioni.
Un caso?
Non ci resta che Sophie Cunningham...
Dal titolo pensavo si parlasse del Brasile di Ancelotti
Altro punticino % in più per il Generale.
ci tengono tanto a farlo arrivare vicino al 20%
ha dimenticato Erika Saraceni Direttore, triplista italiana....
periferia vannacciana,,,endorsment
hanno rotto i coglioni con queste cazzate..
"secondo cui il maschio bianco che guarda un culo in televisione è da perseguire e il maghrebino che molesta alla stazione è da comprendere"
applausi
Ne parlavo ieri sul Muro, alla fine gli ex-comunisti a botte di politically-correct sono diventati come i bigotti che disprezzavano tanto…
"sono diventati"
ma lo son sempre stati
con il ditino alzato e la copia di repubblica sul tavolino cambogiano fatto a mano che la colf di colore, senza contributi, pulisce sempre male
un grido deve risuonare in questa nostra società allo sbando
chiu ppilù pe tutti
"... cime ineguali, note a chi è cresciuta tra voi" (per i più nostalgici consiglio la visione del riscaldamento di Elisa Meneghini a Tokyo 2020, sl1nk.com/d5yfdn2 )
Ci mancava solo questa...