2025 fuga dalla spiaggia
Il turismo italiano è in crisi o semplicemente non esiste più il modello di vacanza stanziale della nostra infanzia?
Come è possibile che in una domenica di agosto sia stato così facile prenotare un ombrellone in una spiaggia della Versilia? Ci abbiamo pensato per un po’, dopo esserci trovati a pranzo con amici ai Bagni Emilia di Ronchi (foto scattata da noi durante il pranzo, girandoci verso il mare e le sdraio quasi tutte vuote). Un bella mezza giornata in uno stabilimento molto ben tenuto, da classe media (ma non temete, non stiamo per scrivere il millesimo articolo sulla scomparsa della classe media), con un bar-ristorante carino, vino bianco della casa, fritto misto e sorbetto, tutto ciò che serve, le cabine di legno e quell’atmosfera da Sapore di mare (abbiamo giocato anche a calciobalilla) che ci entra dentro da Marina di Massa a Viareggio e che ci fa amare molto la zona, anche se da anni la frequentiamo poco. Insomma, veniamo al punto: il turismo in Italia è crollato o no?
Perché è questo che stiamo leggendo praticamente ogni giorno, anche se i numeri sembrano smentire il catastrofismo. Secondo Assoturismo Confesercenti c’è stato nel 2025 un calo dello 0,7% nei pernottamenti complessivi nel trimestre estivo, con una flessione dei turisti italiani (-2,9%) e un aumento degli stranieri (+1,6%). Federconsumatori stima che solo il 43,2% degli italiani nell’estate 2025 sia andato o andrà in vacanza, con molti che optano per soggiorni più brevi (3-5 giorni) o soluzioni low-cost, come andare a scrocco da amici o parenti. Questo calo è attribuito (da Federconsumatori) principalmente ai rincari: i prezzi dei pacchetti vacanza in Italia sono aumentati di un clamoroso 19,5% a luglio 2025 contro il +6,6% della media UE con picchi del +29,8% per le località nazionali. Siamo quindi al luogo comune, come tutti i luoghi comuni fondato, da limoncello “Io che sono intelligente vado in Grecia o in Croazia”.
È però chiaro che le località balneari meritano un discorso a parte, perché tranne che in pochi posti tutti ci segnalano cali di presenze. A luglio il Sindacato Italiano Balneari (SIB) riporta un calo medio del 15%, con picchi del 25% in regioni come Emilia-Romagna e Calabria. Comunque non proprio le zone in cui i turisti vengono depredati, anzi.
Il discorso è quindi forse più profondo e riguarda il declino della vacanza stanziale e in generale di quella di una certa lunghezza. Legato non soltanto ai soldi o al potere d'acquisto. È vero che negli anni Settanta stavamo via due mesi, ma in posti lowcostissimi, per non dire gratis, per non dire di merda, e quasi sempre gestiti da nonni, zii, eccetera, addirittura anche da madri casalinghe. Un po’ diverso dal mandare i bambini in un posto almeno dignitoso con la tata, mentre i genitori lavorano. Adesso chi ha il tempo di stare via un mese di fila senza avere la fortuna/sfortuna di poter lavorare in qualsiasi posto?
Con il declino numerico di un modello di famiglia, quello che riempiva le spiagge, è cambiato anche il modo di fare turismo ma certo non è scomparso il turismo. Per quanto ci riguarda, ne abbiamo spesso discusso con Roberto Gotta, impediremmo per legge di andare in vacanza ai maggiori di 25 anni: la vacanza è per i giovani, per il resto è noia, ennesima catena di una vita in catene. Non per fare i Marchionne (che fra l’altro la famosa frase la disse a sproposito) della mutua, ma bisognerebbe chiedersi da cosa si va in vacanza, al di là dell’andarci o meno.
stefano@indiscreto.net



I genitori lavorano d'estate per potersi permettere di mandare la prole al centro estivo.
Sulla zona che menzioni, nella quale abito, il bagno Emilia dista da casa, circa 3 km malcontati percorrendo il lungomare, il futuro turistico dipenderà molto dalla fine della generazione che qui neli anni 70 ha comprato appartamenti su appartamenti e che restano solida base d'appoggio per i nipoti. A rotazione vediamo nonni nipoti nuore, fidanzate, etc, con chi lavora che fa il pendolare da Milano / Parma al mare. Modello in declino ma che resiste.
Potevi invitarmi per un bianco fresco della casa no? :D
fatto una settimana in toscana, il mare mi rigenera, oltre a mangiare come si deve. Basta passare l'appennino e ti accorgi di come sia schifoso il gusto del cibo a milano. io allo stacco dal lavoro non posso e non voglio rinunciarci. anche la testa ha bisogno di riposare e di allentare il ritmo. l'unica cosa che mi lega a milano quando sono al mare, sono i pagatori di pensione, numerosi pure lì
ps un ombrellone con 2 sdraio e un lettino non in prima fascia a viareggio 16 euro, con 340 passi per arrivare alla battigia