Zandalasini mondiale
di Oscar Eleni - La settimana di Capobianco, Alston, Vianello, Spahija, Bilan, Pollini, Antonelli, Messina, Pasa, Edwards, Dell'Agnello, Coupain e Sinner...
Oscar Eleni fra le tartarughe che si suicidano buttandosi dalla scogliera in Macedonia del Nord, stanche dei soprusi di troppi maschi, sfinite dal nostro canto libero per questo mese di marzo che si veste di azzurro. Sul ramo benedetto di Milano-Cortina festeggiamo i nostri campioni della bellissima Paralimpiade nel giorno in cui Sinner dedica la vittoria nel paradiso di Indian Wells a Kimi Antonelli che trionfa in Cina nella Formula uno dove un italiano non era primo al traguardo dal 2006, vent’anni, l’età di questo bolognese che ha spinto Marco Belinelli a scavalcare un ‘altra siepe, dopo quella del grande basket, dopo la festa al cinema per il suo bel docufilm, regalando all’amico un bell’articolo sul Curierun, celebrando questo ambasciatore di Dozza, il suo borgo natio, nel giorno in cui anche al PalaDozza hanno deciso di far nascere davvero il museo del basket.
Come diceva Lucio Dalla, cari amici vi scrivo di cose nostre per distrarvi un po’, esaltato persino dalla nazionale di baseball dei paisà che in America ci fanno sentire quasi grandi, per non guardare oltre la colonna di fumo dove danzano i signori della guerra e del petrolio nel giorno in cui la mista del nostro pattinaggio lancia SIGHEL oltre il traguardo di un Mondiale vinto come all’Olimpiade. Giornate tremende, ma anche speciali come direbbero le nostre cestiste che tornano al mondiale dopo 32 anni, dai giorni in cui Aldo Corno guidava nel 1994 la Nazionale della Pollini che in questi giorni ha compiuto 60 anni e sembra giustamente felice.
Lasciando perdere il nostro calcio che si prende a calci e non chiude mai una giornata di campionato senza prima aver maledetto gli arbitri e il VAR, senza che un giocatore da 4 in pagella non lasci il campo protestando per la sostituzione, randello per l’allenatore che in settimana era stato celebrato giustamente come è capitato ad Allegri o, magari, a Gasperini. Tremiamo per Gattuso adeso che tutti lo accarezzano, tenendo il veleno per la coda se dovesse andarci male nella qualificazione al Mondiale non certo facile anche se si ritireranno gli iraniani, felici magari, di poter schivare le maledizioni che hanno rovinato le giocatrici della nazionale di calcio che non hanno cantato l’inno, cosa che capita in moltissime squadre.
Per non disturbare tagliamo qui e andiamo alle pagelle dopo una giornata di basket che, colpevolmente in ritardo, colpa dell’età, dedichiamo a Nane Vianello, un campione meraviglioso questo mancino veneziano, un uomo che sapeva capire persino il giovane tifoso al seguito, felice quando, con Paolo Vittori, altro super gigante, il numero uno per noi, insieme a Dino Meneghin, animava il pullman dove i campioni raccontavano volentieri le loro storie ai giovani innamorati di un gioco che, adesso, non sembra più tale, da quando il tiro da tre sembra risolvere i problemi per allenatori non fantasiosi, per giocatori spesso troppo pigri per far innamorare davvero la gente. Dicevamo delle pagelle dedicate al basket che già freme per il marzo pazzerello delle università statunitensi dove ci saranno anche ragazzi di scuola italiana.
10 Per ANDREA CAPOBIANCO, il professore napoletano che già ci incantava con la bella squadra maschile di TERAMO, l’allenatore che ha riportato la nazionale femminile al Mondiale dopo 32 anni, il maestro che ci ha ridato l’anno scorso il bronzo europeo. Bravo PETRUCCI a credere almeno in lui, nella speranza che Luca BANCHI trovi azzurri con la stessa mentalità delle ragazze che ci hanno incantato in Portorico.
9 A ZANDALASINI perché dopo la partita impossibile contro le sue “amiche” americane della WNBA, dopo il primi due quarti senza luce contro la Spagna, ha ritrovato la mano e la rabbia e, con PASA, ha portato la Nazionale oltre le colonne d’Ercole nella qualificazione mondiale, anche se il vero 9 lo merita l’intera squadra nella speranza , come dicono tante veterane che applaudono davanti alla TV, che in futuro ci siano anche molte donne nel gruppo dei tecnici.
8 Al tigre SANDRO DELL’AGNELLO che ha guidato RIMINI al successo nella coppa Italia di A2 nella finale al Flaminio vinta contro la bella VERONA di RAMAGLI. Ora ci aspettiamo da questi due bravi allenatori di veder fiorire anche i ragazzi premiati come sta facendo il FERRARI che PILLASTRINI ha regalato alla VIRTUS.
7 Alla coppia ALSTON-EDWARDS per aver tenuto la OLIDATA VIRTUS al primo posto stracciando l’ARMANI sfiatata nella sfida affrontata senza la batteria di registi titolari. Capolavoro della fede, bella prova davanti a quasi 9.000 persone, un campo che sembra non interessare alla futura Eurolega NBA che punta giustamente su MILANO e poi, meno giustamente, su ROMA.
6 A BILAN che ha colpito al cuore un secondo prima della fine una CREMONA che aveva ritrovato il colorito e la voce, stesso voto a PRIFTIS che con super COUPAIN e una REGGIO EMILIA mai doma ha rimontato forse la più bella SASSARI dell’ultimo periodo.
5 A TREVISO che anche a VARESE non ha giocato male, ma, come tante altre volte, si è disunita nel finale restando davvero in fondo ad una classifica che sembra condannarla a meno che….( leggi il seguito)
4 A NAPOLI dove, come si temeva, potrebbero far pagare tante brutte partite ad un bravo allenatore come MAGRO. Pazienza. Lui ha dentro la forza che serve per rimettersi a correre, nella speranza che i dirigenti di oggi capiscano dove hanno sbagliato.
3 A TRENTO e all’ARMANI, squadre sfinite dalle fatiche nelle coppe, gruppi non omogenei che non convincono anche dopo belle prestazioni come quella contro il MACCABI per i milanesi e contro la REYER mattocchia per i trentini.
2 A Neved SPAHIJA, eccellente allenatore della REYER se a fine stagione non presenterà il conto del suo medico per tutti i danni al suo fegato fatti da giocatori che nei primi tempi continuano a dormire e poi, d’incanto, rimontano come hanno fatto a SASSARI e avrebbero potuto fare in coppa contro TRENTO.
1 Ad ETTORE MESSINA se davvero crede che il futuro dell’OLIMPIA sia negli americani, se dovesse lamentarsi perché la gente perdona a POETA quello che non ha mai perdonato a lui costruendo una squadra sbagliata che, anche contro avversari senza registi, ha dimostrato di non avere testa e gambe.
0 Alla FEDERAZIONE se non urlerà subito e a voce alta che la prossima stagione in serie A la giocheranno 20 squadre divise in due gironi da 10 per reggere l’urto della famosa EUROLEGA colonizzata dalla NBA. Sarebbe l’unica cosa buona, così potremmo salvare magari TREVISO e ritrovare fra le NEOPROMOSSE società che hanno fatto la storia, un po’ come la PIELLE LIVORNO che ha vinto la coppa ITALIA di serie B e promette di tornare a riempire il palazzo esaurito per la partita della nostra NAZIONALE contro i britannici.
Oscar Eleni


Sull'ultimo punto già sul forum della pallacanestro ho espresso le mie perplessità; qua aggiungo in caso di 20 squadre dove si trovano altri dai 20 ai 24 (4 squadre in più a secondo se scelgono il format 5+5 o 6+6 ndc) giocatori formati ITA da far giocare in LBA?