In piena Sinnermania, con tre italiani nei primi 15 ATP e il tennis ritornato nei discorsi da bar, la federazione di Binaghi si può permettere qualsiasi sogno, da quello realistico di riportare un torneo ATP del circuito maggiore a Milano, oltre alle ATP Finals post-Torino, a quello impossibile di far diventare cinque i tornei dello Slam. Il primo sogno è peraltro già concreto, come rivelato qualche giorno fa dal Corriere della Sera: la FITP comprerà i diritti del 250 di Bruxelles a partire dal 2028, per una cifra che tutto compreso sarà di poco inferiore ai 30 milioni di euro, e trasferirà il torneo a Milano. Fin qui tutto facile, avendo i soldi o facendoli mettere ad altri.
Interessante è la collocazione, perché il torneo di Bruxelles, o meglio lo European Open, si disputa di solito a metà ottobre ed è un torneo indoor: una fase della stagione in cui quelli fortissimi tendono a evitare i torneini, puntando sui 1000 che non possono evitare e su poco altro. Però è un torneo da bacheca, che può piacere alla classe media: l’anno scorso l’ha vinto Auger Aliassime, nel 2021, quando ancora si giocava ad Anversa, il Sinner del 2021. L’ipotesi che che la FITP non ha smentito è quella di inventarsi, letteralmente da zero a partire dai campi, un torneo su erba in una delle tre settimane fra la fine del Roland Garros e l’inizio di Wimbledon, quelle in cui gli uomini giocano a Stoccarda e ‘s-Hertogenbosch (prima settimana), Queen’s e Halle (seconda), Maiorca e Eastourne (terza).
Calendario super-intasato, con quelli veri che cercano di non incrociarsi: nel 2025 Sinner, poi trionfatore a Wimbledon, ha giocato soltanto Halle perdendo da Bublik negli ottavi, Alcaraz soltanto il Queen’s vincendolo, Djokovic dalla stagione su terra si è presentato direttamente a Wimbledon. Perché allora puntare sull’erba condannandosi, nella migliore delle ipotesi, ad essere il meno quotato dei tornei di preparazione a Wimbledon? Dando per scontato, perché il tema è anche questo, che gli sponsor convincano il Sinner 2028 ad andarci.
Sulla difficoltà tecnica di costruire campi in erba e sulla loro manutenzione ci sono varie teorie, ma in Italia ci sono alcuni club (il più famoso è ovviamente quello di Gaiba) che ne hanno e quindi il problema è fondamentalmente di mercato. Esiste a Milano in giugno un pubblico per un torneo di tennis di buon livello, su qualsiasi superficie sia? Diciamo un torneo che produca una finale tipo Fritz-Zverev, come Stoccarda (cioè un 250, mentre Halle e Queen’s sono 500), che a questo punto sarebbe il vero concorrente.
Se la logica direbbe di investire soldi su un torneo sul cemento in settembre, post US Open, la realtà dice invece che senza la motivazione della preparazione a un grande torneo e/o ingaggi monstre i big non li si vedrebbe mai. Infatti per i top 30 dell’anno precedente non c’è un numero minimo di 250 a cui partecipare (mentre c’è per i 500) in maniera obbligatoria. Impossibile inserirsi nell’affollatissimo pre-Roma sulla terra battuta (l’unica settimana da 250 ha già tre tornei), improbabile per la temperatura un cemento molto prima degli US Open a fine luglio, dando un’alternativa alla tristarella terra europea estiva.
In giugno si avrebbe la cosa più importante, cioè il pubblico, sempre con l’asterisco becero degli italiani in campo. Eppure nel 1991 al Forum assistemmo a una bellissima finale Seles-Navratilova, e un po’ di gente (non moltissima, soprattutto durante la settimana) c’era: unico tentativo al femminile di grande torneo a Milano. A proposito, abbiamo trovato con gioia la telecronaca di Tommasi e Clerici, che non avevamo mai sentito perché eravamo lì: anche a chi non è appassionato di tennis consigliamo di godere della loro introduzione. Comunque negli ultimi anni del torneo maschile c’era chi storceva il naso e se ne stava a casa anche quando lo vincevano Krajicek o un giovane Federer. Anche per questo l’ATP nel 2006 portò questi diritti a Zagabria. Concludendo: sullo Wimbledonino di giugno a Milano siamo ottimisti, qualche campo in erba costa meno e ha più futuro di una pista di bob. Soprattutto, senza offesa: il tennis rimane lontanissimo dal calcio, ma a qualcuno interessa.
stefano@indiscreto.net



Nel post Rg l'unica settimana buona è qualla di mezzo, ma è già occupata dai 500. Prima e terza settimana troppo vicine a Rg e Wimbledon: Sinner non verrà mai, a meno di perdere subito a Parigi. A me paiono soldi buttati. Aveva più senso investirli per acquistare i diritti tv di tornei da trasmettere su supertennis.
A dir la verità la pista di Bob ha portato all'Italia 2 ori e un bronzo (non lontano da Casa Sinner)