Vita da Hollywood
Una domenica del 2002 nella regina delle discoteche, fra quelli che sognano il privé e chi ha la cattiva idea di andare in bagno...
Milano, città di provincia. Paesino travestito da metropoli, dove tutti credono che la notte offra vaste possibilità di scelta, per poi accorgersi che i luoghi del divertimento (si fa per dire) sono sempre quelli: Hollywood, Toqueville, Old Fashion e pochi altri. L'importante non è divertirsi, conta soltanto esserci... E se nella discoteca c'è qualche vip, che nemmeno ti caga, tanto meglio!
Regina del palinsesto della mondanità milanese è la domenica, perché è quella la sera in cui si vede chi è davvero trendy e chi è out, chi può permettersi di fare le 6 del mattino anche se il giorno dopo è lunedì, e chi no. Regina delle discoteche domenicali è l'Hollywood, punto di incontro di modelle, calciatori, attori, letterine e dell'immancabile seguito di sciacquette e leccaculo vari. Obiettivo numero uno: accedere al privé, l'unico in Italia dove gli eletti, abilitati ad entrare, sono infinitamente di più rispetto agli sfigati messi alla porta. Per far parte del non selezionatissimo privè bisogna comunque avere dei santi in paradiso, ma non è detto che basti.
La porta delle meraviglie è un pertugio di un metro scarso che si apre in fondo alla sala principale. Lì convogliano le anime dannate, bramose di entrare nel privè della perdizione (nella bigotta e infighettata Milano perdizione significa il più delle volte strappare un bacio in bocca; per prestazioni più ardite è necessario munirsi di Visa per pagare tavolo e bottiglie che facciano da esca per le bellone di passaggio). Capita che davanti alla porta di questo presunto paradiso si raccolgano centinaia di imbucati, rendendo impossibile l'accesso al privè...Organizzare meglio le operazioni di smistamento eletti/sfigati? Macché, funzionasse tutto alla perfezione, non ci troveremmo in Italia. E così può capitare che anche i raccomandati cui basterebbe un semplice cenno al guardiano per ottenere il visto di ingresso, proprio non riescano a superare quella massa supplicante.
Come fare? C'è un altro ingresso, dal quale è possibile piombare alle spalle del buttafuori in questione, salutarlo velocemente e avere l'autorizzazione a varcare il tendone nero che delimita l'area vip. A un fortunato è stato concesso di scavalcare. Chiedi di poter fare lo stesso al buttafuori incaricato al controllo di questo passaggio alternativo, e ti senti rispondere "Lui lavora qui, se permetti"! Frase ed espressione facciale cariche di supponenza, come a sottolineare che 'Quello lì' è una persona importante, tu un povero pirla. Peccato che chi la pronuncia sia un quarantenne calvo e piuttosto in carne: arrivare a quell'età per stoppare gli sfigati non rientra certo tra i miei sogni di bambino. La massa supplicante aumenta col passare dei minuti. C'è chi spinge per entrare, chi non riesce ad uscire. Chi prova a farsi largo tenendo per mano la ragazza può perderla e non ritrovarla più se non all'uscita. Meglio rinunciare. Tanto....
E qui ecco un vecchio inconveniente del tempio del divertimento milanese. Capitava nei primi anni '90, capita ancora oggi: il cesso degli uomini esonda come un fiume in piena, depositando sul pavimento della sala principale due dita di acqua mista a ciò che la gente ha bevuto e smaltito. Sistemare il guasto? Macché, non sarebbe italian style: Gene Kelly cantava ‘Singing in the rain', qui va di moda il 'dancing on the pee'... Nessuno ci fa caso, nessuno chiama l'ufficio di igiene. Ma cosa importa? Siamo all'Hollywood, di là c'è la festa di Simona Ventura, cantanti, modelle e
figone varie... E naufragar ci è dolce in questo mare.
Milano, 7 maggio 2002


Un posto allucinante ma darei una costola come Adamo per rifare una serata lì, una volta grazie a Ricky Punta (cioè uno dei mille soci) ero riuscito anche a entrare nel privé insieme a Valentino Rossi e Ambrosini ma avevo imprudentemente appoggiato il maglione di lana su un divanetto abbandonato che poco dopo venne assegnato come tavolo a Nino Ceccarelli. Non rendendomi conto del pericolo cercai di recuperare il maglione e Nino mi fece il segno della gola tagliata. Fortunatamente un suo amico capì il problema e qualche minuto dopo me lo diede senza farsi notare.
Sempre attuale, l'ultima volta che sono andato, sono andato con un mio amico 25enne, maestro di tennis, che aveva incontrato uno suo amico PR che gli aveva detto che nel privè c'èra un tavolo di modelle.
Io e mio cugino abbiamo volentieri pagato 25 euro all'ingresso per vedere i tentativi di ingresso verso questo fantomatico tavolo. Il cesso però era a posto, e poi nel cesso dell'Hollywood ci si andava a pippare, io e un mio amico facevamo la serata "scrocca la botta", in cui stavamo fuori dal cesso e appena un gruppo di 3-4 maschi entrava ci buttavamo dentro anche noi...poi drink scroccato al bar e via.
Tra l'altro la cosa migliore dell'Hollywood è che praticamente è una multiproprietà, il proprietario vero, ha ceduto migliaia di piccole quote , così con 50.000 euro puoi dire che sei un socio dell'hollywood, hai qualche drink gratis, e passi nel privè. E magari ogni tanto ti distribuiscono 100 euro di dividendo.
Rimane sempre top, al contrario del plastic che nella nuova location ha poco senso