Milano 2026
di Oscar Eleni - La settimana di Gherardini, Poeta, Brooks, Battocletti, Pajola, Banchi, Guduric, Lollobrigida, Messina, Della Valle, Gattuso, Fioretti, Tonut e Ferrari...
Oscar Eleni dal faro neozelandese dove vedi il monte Taranaki e puoi chiedere asilo su uno dei quindicimila astri nascosti dell’universo. Voglia di aria fresca dopo aver brindato all’Olimpiade dell’Italia che adesso può sentirsi più grande del pensionato che andava nei supermercati a rubare formaggi, masticandone un pezzo e poi rimettendoli sullo scaffale. Bello sentir raccontare di un Paese che non ci sembrava così avanti anche nelle discipline dove trovare una pista e il ghiaccio giusto resta un problema. Colpa nostra, come dice il comico della Gialappa’s, meglio così. Viva la Brignone e la Lollobrigida, campionesse oltre i confini come la Fontana, bravissime regine in una spedizione che se ne va con 30 medaglie sbancando il CONI che in premi, forse, andrà oltre il budget di questa Olimpiade diffusa che ora i francesi imbronciati ci copieranno andando dalla montagna alla Costa Azzurra fra quattro anni.
Giorni di festa per ringraziare il veterano Marchetto che sa mettere i razzi ai pattini delle nostre campionesse, dei bravi pattinatori, un sonno tranquillo per risvegliarsi mentre Panatta difende Sinner, nei giorni felici anche dell’atletica che ritrova Crippa nella mezza maratona dei record, la Battocletti ancora una volta campionessa nel cross, mentre la Dosso va sotto i 7” nei 60 metri indoor sulla pista polacca di Torun dove ci sarà il Mondiale dal 20 al 22 marzo. Nella stessa riunione vittoria della Iapichino.
Peccato che i nostri rugbisti le abbiano prese dai francesi che avevano voglia di vendette, peccato che il nostro calcio finga ancora di essere importante anche se poi nelle coppe europee sono quasi sempre legnate e mentre noi litighiamo su Inter e Juventus, mentre anche questa domenica gli arbitri vengono considerati dilettanti pericolosi, ci accorgiamo di essere in coda al gruppo e con una Nazionale che potrebbe stare fuori anche dal prossimo Mondiale perché davvero sui nostri campi, come dicono CAPELLO e SACCHI si recita male, correndo poco, tuffandosi molto. Speriamo che non sia così per GATTUSO, auguriamoci che non faccia una brutta fine anche la Nazionale di basket dove BANCHI cercherà gloria contro gli inglesi ringraziando Armani e Olidata Virtus che, dopo le bastonate in Eurolega, forse lasceranno ad Azzurra tenera qualche giocatore ammuffito in panchina.
Lo farà di sicuro Peppe Poeta suonando la lira davanti alla gente di Torino che finalmente ha visto l’Armani vincere la Coppa Italia inseguita da tre anni e centrata grazie anche alla mira dell’armonico Brooks che Messina lasciò fuori l’anno scorso quando Trento fece il capolavoro seguendo Galbiati e l’Ellis che ora a Milano soffre perché non è proprio un regista capace di pilotare gli ingordi della casa.
Per fortuna Poeta sa essere riconoscente e non la vuole proprio una polemica con il maestro Messina che nella conversazione con Buffa e il direttore di SKY ci ha detto, finalmente, la verità, cose importanti, anche se ci ha confuso quando ha criticato chi non ha pazienza per sviluppare certi progetti. Eh sì, perché non ci sembra che lui abbia dato tanto spazio ai giovani che arruolava, mettendo in squadra gente navigata e poco affamata. Ha ragione quando si sente offeso da gente che dimentica la sua meravigliosa storia di allenatore e uomo, quando non sopporta l’arena che applaude o condanna quasi nella stessa partita, non sappiamo se farà bene a rimettersi in gioco con il progetto NBA Europe anche se capiamo la sua voglia di un ultimo grande brindisi dopo aver viaggiato e vinto tanto in Italia e nel grande mondo, da Mosca a San Antonio. Come ha detto BIANCHINI il MESSINA senza cravatta sembra tornato il guerriero di sempre, da rispettare e applaudire.
Bello il suo abbraccio con Poeta dopo la tormentata finale di Torino dove Tortona ha fatto grandi cose, rimontando un meno 17, rovinando la festa che meritava FIORETTI nella volata dove l’uomo di Battipaglia, quando si è tolto la giacca, ha ritrovato il pugno di ferro nel guanto di velluto. Pagelle per la festa bene organizzata dalla Lega a Torino, una Coppa Italia che è arrivata puntuale al cuore della gente sull’unico Frecciarossa che forse è arrivato puntuale in queste giornate di sabotaggi.
10 A GHERARDINI, presidente di una Lega che nella coppa Italia ha messo tanto impegno organizzativo, dirigente che, però ha cercato di stimolare le associate per poter lavorare davvero insieme e fare i progressi che ancora non si vedono e non soltanto perché in Eurolega siamo distanti dalle grandi del sistema.
9 A BROOKS e GUDURIC veri protagonisti in maglia ARMANI sia nella semifinale contro Brescia sia nella sfida decisiva per la nona coppa dell’Olimpia.
8 A FIORETTI che nella finale con la sua TORTONA, dopo il meno 17, stava per fare un brutto scherzo alla società dove ha lavorato benissimo per 22 anni, scherzo che invece gli è ben riuscito in semifinale contro la VIRTUS.
7 A Peppe POETA se terrà lontani i leccapiedi che saltano sempre sul carro dei vincitori rispettando chi lo ha voluto in società, da MESSINA a DELL’ORCO, perché la strada per il triplete è ancora lunga e come ha visto i finti tifosi e i critici petulanti cambiano umore molto spesso.
6 A DELLA VALLE se in NAZIONALE riuscirà ad ispirare il trio dell’ARMANI mai entrato in campo in coppa Italia ma convocato da BANCHI. TONUT visto 2’ in finale, MANNION e FLACCADORI, a voi la risposta.
5 Al RESPONSABILE degli ARBITRI che ha scelto gente brava per la Coppa Italia, ma non aveva pronto al tavolo il quarto uomo in caso di infortunio come quello capitato a QUARTA poi sostituito benissimo da BALDINI.
4 A BRESCIA se dovesse deprimersi per aver perso la semifinale con Milano in una sfida sopra i 100 punti. Bella partita, qualche peccato, ma lavoro ben fatto che promette tanto per il finale della stagione.
3 Ai MAGNIFICI artisti del ball handling che ci hanno allietato durante le pause nelle partite di Torino perché molti dei protagonisti sul campo si sono resi conto che spesso il pallone se lo tirano in faccia.
2 Alla MAGNIFICA GIOVENTÙ VIRTUSSINA se non pregherà per il recupero di PAJOLA, anima spartana della squadra con HACKETT, se non capirà che i cannonieri golosi potrebbero rovinare un progetto che sembrava fiorire bene, almeno in campionato.
1 Alla guerra FEDERAZIONE ed EUROLEGA che in settimana tormenterà sia le NAZIONALE sia le due regine ARMANI e VIRTUS impegnate in duri confronti di coppa contro HAPOEL e BARCELLONA.
0 Al giovane talento FERRARI che non mette mai piede in campo nella VIRTUS dove speravamo che IVANOVIC gli avrebbe trovato un ruolo. Certo deve imparare, ma, forse, era meglio rimanere da PILLASTRINI a CIVIDALE. Lo diciamo al giocatore e a chi lo ha consigliato.
O bis Alla OLIDATA VIRTUS e all’ARMANI, finaliste nel torneo degli under 19 a Torino dove hanno vinto i bolognesi, se questi ragazzi di talento li manderanno in giro per il mondo o in panchina come ACCORSI che ha dato il successo ai bianconeri.
Oscar Eleni

