Tre strade portano a Roma
di Oscar Eleni - La settimana di Della Valle, Sacchetti, Matiasic, Gurioli, Luis Enrique, Caja, Iannuzzi, Rossi, Ivanovic e Bianchini...
Oscar Eleni dalla Patagonia argentina per istruire i pinguini, leggendo a voce alta le pagine di un bel libro scritto da Aldo Maria Valli su Dante Gurioli e il CMB Rho, storia di amore e canestri. La rivoluzione arriva guardando le balene, il libro potrebbe essere la base su cui lavorare per avere un basket migliore. Magari potrebbe servire al successore di Petrucci, quello che potrebbe trovare addirittura tre squadre a Roma, forse con Bianchini da una parte e, si dice, Messina dall’altra e il terzo incomodo all’EUR dove Matiasic deve tenere lontano i triestini traditi senza un motivo.
Dicevamo del libro, un “balsamo Dantesco” per tutti quelli che sono passati, almeno una volta, dal CANAGLIA CLUB, la vera casa del basket giocato, parlato, amato, che non si è mai arreso davanti alle esagerazioni di chi voleva fare soltanto soldi, un porto di mare per campioni e arruffapopoli, per innamorati veri e per convertiti che hanno abbandonato persino il calcio. Un tribunale dove certo si combatterà per non far soffocare chi crede ancora nei vivai, nei fondamentali, nella passione, nell’amore per tenere in vita una società anche se chi comanda preferisce parlare soltanto con quelli che comprano e svendono, gente senza scrupoli che vorrebbe magari dodici giocatori che arrivano da scuole diverse da quella italiana, mercenari usa e getta, un po’ come i molti che ora vivacchiano ad ogni livello, gente con la valigia sempre pronta, come si nota vedendo certe prestazioni anche durante un playoff. Malattia contagiosa presa invidiando quelli calcio, il mondo che al Gallia faceva e disfaceva squadre, la peste nera del guadagno facile che manda in crisi le famiglie e le società.
Ora ci direte che le malattie dal basket, del professionismo sportivo, interessano poco se il mondo va avanti lo stesso e si diverte con il grande sport, dal tennis dove perso un Sinner sotto il sole, ora si sogna con i tre rimasti agli ottavi nel torneo di Parigi dove Vavassori e la Errani continuano a stupire, al calcio visto nella finale di Champions, anche se proprio a Budapest ci siamo resi conto che non è tutto oro quello che luccica. Eh, sì, troppe sceneggiate all’italiana sul campo dove i portieri, sicuramente, hanno piedi migliori di quelli del passato, ma, forse, Donnarumma avrebbe messo le mani in alto e non in basso sulla fucilata del tedesco che ha portato in vantaggio l’Arsenal.
Anche il finale della festa, dopo la crudeltà dei rigori, il sacrificio dove si passa dalle stelle alle stalle in un baleno come diceva SACCHI dopo ale beffa di PASADENA col BRASILE, quando a Parigi sono iniziati i brindisi e il saccheggio per festeggiare la vittoria del PSG, allenato dall’asturiano LUIS ENRIQUE il tecnico che a Roma non aveva trovato troppi amici, in quelle ore di battaglia con oltre 260 arresti, feriti e devastazioni, sembrava proprio di essere dalle nostre parti. Come certamente si sarà sentito ANCELOTTI dopo aver ascoltato e letto che un giornalista ha chiesto il suo esonero perché NEYMAR si è fatto male.
Per fortuna non tutto è ignoranza, segregazione o discriminazione, per fortuna ci sono sport dove fai il massimo anche se, magari, non guadagni quanto un tennista eliminato al secondo turno, prendendo al massimo una stretta di mano anche se fai un record nazionale come la cremonese Sveva GEREVINI che ha spostato più alto il suo punteggio nel durissimo eptathlon.
Torniamo al basket mentre sibilano altre bombe dalle parti di Kiev, del Libano o di Gaza, saltano in aria palazzi, anche a Cuba, ad esempio, non scoppia nessuna bomba, ma non ci si riesce più a curare per mancanza dei medicinali e dell’energia visto l’embargo. Dicevamo della palla al cesto, quella dove RIMINI del tigre DELL’AGNELLO e la Verona dell’altro toscano RAMAGLI si giocano la promozione per raggiungere in A1 la SCAFATI del Vitucci che adesso cerca di riportare CANTÙ dove è sempre stata, cioè fra le grandi.
Un giardino dove fino a ieri pensavamo potessero stare soltanto le più ricche, ma VIRTUS BOLOGNA e OLIMPIA MILANO, insomma OLIDATA e ARMANI, nelle ultime uscite, hanno fatto davvero pena. BOLOGNA battuta in casa da VENEZIA, una REYER che sta già cercando il nuovo allenatore, almeno così dicono, MILANO perdendo malissimo gara due, con un mefitico 5 su 24 nel tiro da tre dopo aver dominato la prima sfida, una BRESCIA che, secondo le solite fonti ben istruite da chi paga e comanda, potrebbe essere interessata al baratto per illuminare di nuovo ROMA. Tutto ancora nella nebbia della prossima settimana, un dispetto per chi vi incontra soltanto al lunedì, ma voi direte che esiste di peggio.
Allora eccovi le pagelle, tanto non facciamo più di 2 cuoricini ad uscita, così come questi domiciliari per malattia o forse, soltanto pigrizia, ci hanno rubato l’invito e la festa di BOLOGNA per il museo del basket dove c’erano tanti amici e compagni di viaggio che avremmo incontrato volentieri:
10 A Dante GURIOLI e al VALLI che lo ha accompagnato scrivendo la grande storia del CMB RHO perché questo libro è già un manifesto per spiegare il motivo di una candidatura a dirigere lo sport che ami.
9 A Meo SACCHETTI che ha deciso di ritirarsi fra i suoi alberi da frutta, nel posto della quiete, dopo una grande carriera, prima come giocatore, anche se con tardivi riconoscimenti, e poi, come allenatore, cominciando dal triplete capolavoro con SASSARI nel 2014-15.
8 Ad Alessandro ROSSI il napoletano che sostituirà CANCELLIERI a Trento perché meritava un’altra grande occasione dopo la dura esperienza a TREVISO dove sembrava che non fosse più lo stesso tecnico ammirato a RIETI e con le Nazionali giovanili.
7 Alla coppia dorata IVANOVIC-DELLA VALLE che ha rimesso BRESCIA in vita nella sfida con a MILANO. Una bella coppia, un bell’aiuto per COTELLI e , speriamo, anche per convincere la proprietà a non staccarsi da questa LEONESSA che sa ancora emozionare.
6 A BIANCHINI che sembra credere davvero a questo progetto per rilanciare ROMA, mente ancora lucida per aiutare NELSON, KAUKENAS e DONCIC a non sbagliare una mossa nella costruzione della strana creatura nata dai soldi e non dalla base.
5 Al Pietro IANNUZZI in partenza per BAKERSFIELD perché la sua esperienza statunitense sarà certo bellissima, ma noi speravamo che per un talento del 2006 ci fosse una bella strada da percorrere anche in Italia. Certo dopo aver sentito LEGA e FEDERAZIONE parlare con favore del 7+5 avrà capito che spazio in serie A non esiste e non esisterà mai. Purtroppo.
4 All’ARMANI se dovesse lamentarsi per una partita perduta tirando quasi la metà (42-28) dei tiri liberi della BRESCIA vincitrice, perché il POETA che parla di nervosismo per l’arbitraggio dovrebbe anche dire che la parola difesa era soltanto un optional per alcuni di quelli che ha mandato in campo.
3 Ai TELESPETTATORI infuriati che magari si aspettavano di sentire qualche critica per le partite orribili perse da BRESCIA e BOLOGNA al primo turno e da MILANO al secondo. Certo voler bene a tutti non aiuta certo a migliorare.
2 Ad Attilio CAJA che ha lasciato la FORTITUDO perché il suo lavoro è stato buono anche se non tutto è andato bene. Un peccato perdere allenatori come ARTIGLIO, anche se speriamo di rivederlo presto su una panchina importante.
1 Al PASTICCIO ROMA perché passare da zero a tre squadre senza averlo meritato sul campo, ma soltanto per il conto in banca, non aiuta a credere nel sistema, nel progetto di una LEGA e di una FEDERAZIONE che avevano promesso ben altro.
0 Ai TROPPI GIOCATORI che stanno finendo male il loro rapporto professionale con società che abbandoneranno a fine stagione. Per questa gente, come succede davvero nel lavoro, non ci dovrebbero essere referenze positive, meglio ci dovrebbero essere tante denunce, perché certe figuracce si dovrebbero pagare con multe che vanno oltre lo stipendio. La gente capisce, possibile che non se ne accorgano allenatori che poi mettono magari in quintetto base il viaggiatore già pronto a traslocare?
Oscar Eleni

