Trading game
La diseguaglianza sociale funzionale, insieme ad altri fattori, al successo della finanza e quindi a ulteriore diseguaglianza: il libro di Gary Stevenson dedicato ai criceti sulla ruota...
Un po’ romanzo, un po’ autobiografia, un po’ discorso semplificato sui massimi sistemi della finanza: Trading Game di Gary Stevenson è il libro più interessante da noi letto nel 2025, senza la pretesa di essere onniscienti perché da gennaio ne avremo letti una cinquantina e quasi tutti di sport o economia. In pratica Stevenson racconta la sua parabola di ex trader della City di Londra che, partito dalle case popolari di Ilford, arriva ai vertici di Citibank a soli 25 anni superando le barriere di classe grazie agli studi alla LSE e alla vittoria in una specie di test strategico.
Trading Game, pubblicato in Italia da Hoepli nel 2025, è interessante come racconto personale, dal rapporto con il padre (tifosi del Leyton Orient, non ancora passato sotto le mani di Milanese, Liverani e Cavasin, detestano la Premier League) a quello con gli amici di infanzia, ma soprattutto a livello ideologico, visto che Stevenson per alcuni anni anni è stato davvero uno dei miglior trader del mondo. Trader operante per conto della banca, quindi non con soldi propri, e quindi con una potenza di fuoco enorme.
Quello di Stevenson è un atto d’accusa contro le dinamiche della finanza moderna, con un focus particolare sul ruolo della diseguaglianza come motore del successo negli investimenti azionari. Stevenson, cresciuto in un contesto di povertà, racconta con cruda e divertente onestà il suo ingresso nel mondo del trading, un ambiente dove l’intuito, la velocità e il cinismo sono le chiavi del successo. Perché non si scommette soltanto contro il mainstream, ma anche sui problemi strutturali dell’economia.
Nel sistema finanziario globale i profitti spesso derivano dal peggioramento delle condizioni economiche delle classi meno abbienti, che ormai hanno risucchiato anche la fu classe media: “Il modo più facile per guadagnare era scommettere che la gente sarebbe diventata più povera”. Durante la crisi del debito europeo post-2008, Stevenson descrive come i trader, incluso lui stesso, abbiano tratto enormi guadagni speculando su derivati e tassi d’interesse, sfruttando l’instabilità economica che colpiva le famiglie comuni.
Questo meccanismo, secondo Stevenson, non è un’eccezione del 2008 o di altri momenti storici, ma una caratteristica intrinseca del sistema: le grandi banche prosperano quando l’economia reale soffre, poiché la diseguaglianza crea opportunità per chi sa sfruttarla. L’eccessiva disuguaglianza erode le fondamenta dell’economia: quando i più poveri spendono tutto il loro reddito in spese non discrezionali, le leve economiche tradizionali (tassi d’interesse, sgravi fiscali) perdono efficacia, consolidando la ricchezza in poche mani. Questo circolo vizioso, sostiene Stevenson, favorisce gli investimenti azionari di chi ha capitali, poiché i ricchi continuano ad accumulare beni e reddito passivo, mentre i meno abbienti sono esclusi da opportunità come l’accesso alla casa.
Ma sarebbe sbagliato ridurre questo strano, ma fortissimo libro, a un predicozzo ideologico, sia pure condivisibile. Notevolissima la sua battaglia contro l’azienda e il sempre temibile ufficio risorse umane per riuscire ad andarsene salvando i bonus che gli spettavano, così come la parte sulla vita in Giappone, dove a un certto punto viene trasferito, ha un grande passo. Libro pieno di ironia e rabbia, con molti dei suoi temi ripresi sul suo canale YouTube. Non è rivolto a chi vuole guadagnare sui mercati, perché tolte alcune situazioni di arbitraggio comunque possibili solo alle banche l’unico modo per farlo è analizzarli meglio della maggioranza, ma a chi si sente un criceto sulla ruota e ogni tanto si chiede perché.



Grazie per la segnalazione
Certo che Direttore … tra lo sport guardato e 50 libri in 6+ mesi … dove trova il tempo?! :)
Altri libri da segnalare nel 2025?
Ho conosciuto Gary (non eravamo sullo stesso mercato, lui STIR io derivati di credito), molte cose sono vere soprattutto la parte sui broker, molte romanzate, e tanto... lo chiamavano Gaza...