In questo momento vorremmo essere Braylon Mullins, ma pensiamo anche domani e negli anni che verranno. La March Madness e la sua retorica, parzialmente infondata anche nell’era pre-NIL ma sempre irresistibile, ci hanno tenuti incollati a DAZN per i 40 minuti di Duke-Connecticut e all’ennesimo finale tiratissimo visto in questo torneo anche se nel quarto di finale che ha mandato UConn alle Final Four si è andati oltre, con la rimonta da meno 19 e il tiro della vittoria all’ultimo secondo nato da un’azione difensiva che ha coinvolto lo stesso Mullins (con Cayden Boozer, gemello della stella Cameron, dalla parte sbagliata della storia) e un tiro quasi da metà campo che è già entrato nella galleria piuttosto affollata di quelli definiti ‘The Shot’.
Tolti quelli NBA, comunque generatori di discussioni sanguinose (nostro podio: Jordan 1998 su Bryon Russell, Kawhi Leonard in gara 7 delle finali di conference 2019 con il quadruplo rimbalzo sul ferro, Ray Allen dall’angolo alla cieca in gara 6 delle Finals 2013) e quelli FIBA (nostro voto al Sasha Djordjevic della finale di Eurolega 1992), è con la NCAA che la fantasia vola di più, per tutta una serie di motivi e di ‘favole’ oggi più costruite che mai: Duke era la prima del suo quarto di tabellone, ma Connecticut la seconda, inoltre Mullins l’anno scorso è stato Mr.Basketball dell’Indiana e in molti mock draft per il 2026 già due settimane fa veniva dato intorno alla 15.
Detto questo, ecco il nostro podio dei ‘The Shot’, sempre intendendo tiri almeno dalla media distanza e non soltanto canestri, della storia NCAA da noi visti, spesso fuori tempo massimo: Laettner in Duke contro Kentucky 1992 (Aahhh, signora mia, la rimessa di Grant Hill, e via con la mano a pala alla Maurizio Mosca…), Jordan 1982 contro Georgetown anche se mancavano ancora 15 secondi, Jenkins in Villanova contro North Carolina 2016 (il più sulla sirena di tutti). In ogni caso il bar ci sta, per il Keith Smart 1987 e tanti altri. E il più grande ‘The Shot’ mancato probabilmente è quello di Gordon Hayward con Butler contro Duke nella finale 2010. Bravo Mullins, con anche un cognome che ci ispira simpatia, un po’ Chris Mullin e un po’ il paese natale (Mullens, West Virginia) di Mike D’Antoni, in una partita in cui la sua squadra è stata tenuta a galla da Tarris Reed e dove per Duke ha giocato bene anche Dame Sarr. Però nella storia va The Shot.
stefano@indiscreto.net


Anche per me, boomer doc, nba: Air '98, poi ray allen f6 ma non posso non mettere l'idolo Bird in f4 ot 1984, europa: concordo Sasha 92, ncaa dal nutrito mazzo la finale 1989 Michigan (di G,Rice) batte Seton Hall in ot. Spaghetti circuit il canestro "non bono" di Forti e il tiro da 4 dello zar "io può!" Macchina del tempo, dove sei?
Vista anche io live; ci voleva almeno una partita da "Madness" in queste Elite 8 che nei precedenti tre quarti di finale avevano visto partite con ampi scarti.
Su Sarr sì ieri bene ma vederlo in tutta questo torneo NCAA impiegato solo diciamo da 3 and D senza praticamente permesso di palleggiatore mi ha lasciato dubbioso. Il prossimo anno resterà a Duke con un ruolo offensivo maggiore o cmq tenterà la carta del Draft (dove una franchigia NBA può "innamorarsi" di lui a prescindere dalle cifre basse avute in stagione intravedendone grande potenziale e sceglierlo nelle prime 15/20 ad esempio)?