Fra i tanti film ispirati a e da un videogioco Super Mario Galaxy è senza dubbio il più brutto mai visto. E avendolo seguito con attenzione lungo interminabili 100 minuti non capiamo (anche se in realtà lo capiamo, come sarà più chiaro qualche riga sotto) il successo mondiale dell’ennesimo prodotto basato sul personaggio che ha fatto la fortuna della Nintendo insieme a Pikachu e ovviamente a Donkey Kong, il gioco da cui nel 1981 partì tutto, Mario compreso, e che noi avevamo in versione portatile e richiudibile, in quel memorabile arancione. Però, con tutto il rispetto per i quasi 650 milioni di dollari incassati nel mondo in meno di due settimane, dello scudetto dei bilanci a noi spettatori importa zero.
Il problema non è che Super Mario Galaxy sia un film per bambini, perché a noi i cartoni animati piacciono molto e quelli di oggi anche di più, ma che non abbia trama, emozioni, anima, guizzi (tranne forse sui titoli di coda, quando viene evocato Arancia Meccanica). Dopo il primo film del 2023, che già aveva simili difetti, in questo Nintendo e Illumination hanno spinto ancora di più sul ritmo, andando per accumulo: i pianeti con gravità variabile, i viaggi fra le galassie, i cambi di ambientazione velocissimi per catturare un'attenzione ormai a livello dei pesci rossi, i continui richiami al videogioco del 2007 che forse sono l’unica cosa sopportabile, al punto di farci invocare una diretta Twitch con il commento di un qualunque nerd con felpa.
Impossibile spoilerare la storia, che di fatto non esiste: in pratica Bowser junior che vuole liberare suo padre, buono o cattivo a seconda dei momenti, con il solito friendzonato Mario che aiuta Peach. Speriamo che la sceneggiatura sia stata scritta dall’AI, almeno ci sarebbe una spiegazione. Poi il perché del successo è chiaro, bastava guardare la gente in sala: genitori disperati di bambini sui 6-7 anni, che pur di non imbarcarsi nell’ennesimo laboratorio-fattoria didattica-ludoteca-attività “molto stimolante” rinunciando ai propri veri desideri (Bundesliga il padre, istruttore di spinning la madre) si immolano sull’altare della famiglia. Tutto inferiore al videogioco, uno dei pochi franchise ad avere mantenuto la sua anima di intrattenimento, senza trame da sceneggiatore frustrato. Quelle sarebbero servite al cinema… Però in quell’ora e quaranta il bambino si è divertito molto e questo vale più di tutto. Recensione quindi positiva.
stefano@indiscreto.net


"genitori disperati di bambini sui 6-7 anni, che pur di non imbarcarsi nell’ennesimo laboratorio-fattoria didattica-ludoteca-attività “molto stimolante” rinunciando ai propri veri desideri (Bundesliga il padre, istruttore di spinning la madre) si immolano sull’altare della famiglia. "
Domanda: non si potrebbe dire a Trump che ste cavolo di ludoteche/fattorie del menga strapagate sono anti-israele e anti-occidente (che fondamentalmente è vero!) e iniziare una campagna contro di loro? I nostri bambini hanno bisogno di libertà, ed io di una programmazione Bundesliga-Premier League accessibile!!
finita un po' l'onda dei supereroi ormai solo i film per bambini raggiungono o sfiorano il miliardo di incassi, sarà perché si comprano 2-3 biglietti alla volta?