Sistema Milano
L'ultima indagine, riguardante anche il sindaco Sala, sull'urbanistica milanese avrà effetti anche su San Siro. Con buona pace del pensiero unico...
L’inchiesta sull’edilizia milanese che ha portato, mentre scriviamo queste righe, a 6 richieste d’arresto (fra cui quella dell’assessore Tancredi e del costruttore Manfredi Catella, che molti più o meno per scherzo ritengono il vero sindaco di Milano) e a tanti, al momento una settantina, altri indagati, fra il quali il sindaco Sala e l’ormai abituale archistar Boeri, è diventata di dominio pubblico proprio nel giorno in cui il TAR ha stabilito che San Siro si può vendere.
In parole povere il tribunale ha detto di no alla richiesta di sospensiva urgente da parte del comitato Sì Meazza: entro il 10 novembre, prima che scatti il vincolo della soprintendenza (basato su una data tarocca, come abbiamo già scritto) che impedirebbe il suo abbattimento, eccetera… inutile che stiamo a fare i soliti discorsi, fra l’altro siamo anche favorevoli agli stadi nuovi più che alla venerazione di un rudere (a proposito, fuori dal mondo anche quanto sta accadendo a Firenze).
La questione non è giudiziaria, fra l’altro dubitiamo che qualcuno avrà qualcosa di peggio degli arresti domiciliari, ma politica e di immagine: come possono un sindaco e un’amministrazione parte integrante di un sistema, perché questo è il punto, vendere-svendere in tutta fretta (vorrebbero farlo entro fine luglio…) uno dei simboli di Milano a due club di proprietà americana che hanno come stella polare semplicemente la rivendita di Inter e Milan prima ancora che sia posata la prima pietra del nuovo San Siro?
Imbarazzato e imbarazzante, con poche eccezioni, il sistema mediatico che spiega il calcio, fuori tempo massimo, a Simone Inzaghi e che esalta le proprietà del momento, a prescindere dal fatto di non sapere chi abbiano dietro. Da notare la finezza del TAR, che sostiene che la vendita non sia un fatto irreparabile visto che la demolizione dello stadio non potrà avvenire prima del 2030. Per dirla in parole nostre: Oaktree e RedBird possono vendere Inter e Milan con uno stadio di proprietà, che potrebbe però dopo qualche anno essere restituito al Comune sulla base di altre sentenze (con i 197 milioni certificati da Bocconi e Politecnico, a proposito di sistema, tornati a Inter e Milan o alla società veicolo). Una gigantesca recita, degna dei vari progetti Son Donato e dei mille rendering velinati, anzi 999 perché quello della ristrutturazione di Webuild nessuno di noi del pueblo l’ha visto.



indagata anche la de cesaris, giunta pisapia. quella che ti insegnava a vivere
vabbè Direttore, si sa che quelli di destra sono pappa e ciccia coi palazzinari
appena ci saranno, non so, 15 anni di sindaci di sinistra a Milano, vedrà che certe cose non si ripeteranno