Sinner per canottierati
Il polso di Alcaraz, i calciatori di una volta, lo streaming al limite
L’assenza di Carlos Alcaraz da Roma e dal Roland Garros, a causa dell’infortunio al polso, metterà a dura prova gli ascolti televisivi e anche lo stesso giornalismo sportivo italiano che su Sinner ha impostato una narrazione acritica e tifosa, fatta di aggettivi roboanti e di un culto della personalità che imbarazza anche Sinner, come nemmeno per la Nazionale di calcio si era mai vista. Sto soltanto dicendo che non mi piace, che poi sia sbagliato lo diranno i numeri. E secondo me non lo diranno. Limitiamoci a poche partite: Sinner-Alcaraz, finale della ATP Finals del 2025, 7 milioni di spettatori fra RAI e Sky e share del 36,6%: record ogni epoca per il tennis in Italia. E anche la recente finale di Monte Carlo fra i due è andata molto bene: fra Sky e il chiaro di TV8 3,2 milioni di spettatori e il 25,1% di share. Grandi numeri anche per le sfide 2025 a Roma, Parigi e Wimbledon: rispettivamente 6 milioni, 5 e 5,6. Previsione: nel breve periodo Sinner andrà molto bene anche da solo, sperando ovviamente nell’ultimo urrah di Djokovic, visto che l’italiano ha vinto le ultime 8 partite contro Zverev, le ultime 5 contro Auger Aliassime, le ultime 9 contro Shelton, le ultime 13 (cioè tutte) contro De Minaur. E poi… basta, perché i primi 8 sono questi. E se il problema di Alcaraz dovesse durare a lungo? Al canottierato italiano importerà poco se a vincere sarà Sinner, mentre all’appassionato di tennis dispiacerà in ogni caso. Sì, ma quanti sono questi mitici appassionati? Finale di Roma 2024, in chiaro sulla RAI: 560.000 telespettatori, comunque tanti per uno Zverev-Jarry da rivalutazione della Bundesliga. Certo non Federer-Nadal-Djokovic, ma ad essere generosi gli appassionati sono il 20% del totale.
La legge Chionna-Woodcock, per fare una citazione vintage, è implacabile: chi è famoso ma senza un reale potere rischia lo sputtanamento mediatico anche se non ha commesso alcun reato, e ovviamente ancora di più se ne ha commessi, perché è funzionale alla visibilità e alla credibilità di un’inchiesta. La morale, visto che tutti l’hanno fatta la facciamo anche noi, dei calciatori tirati in mezzo, anche da battute di terzi, anche quando erano solo seduti a un tavolo, nel caso escort-Milano-locali (poi qualcuno si lamenta dell’AI che gli ruba il lavoro), è in fondo questa. L’unica emozione ce l’ha data il nome del Jazz Café, che sta al nostro e vostro Erminio Ottone come la Mecca sta a Maometto: esserci stato più volte con lui è una medaglia. Tornando alle facezie, capolavoro di comicità involontaria in prima pagina sulla Gazzetta, qualche giorno fa, a sostegno della tesi che i calciatori di una volta, quelli con certi valori, come Vieri e Inzaghi, erano seduttori e non avevano bisogno di pagare come quelli tristi di oggi.
Il solito informatissimo articolo di Claudio Plazzotta su Italia Oggi fa riflettere noi tossici dello streaming, sportivo ma non solo. Visto che secondo Sensemakers in Italia Netflix ha 5,3 milioni di abbonati, PrimeVideo 3,5, Disney+ 2,1, DAZN poco meno di 2, TIMVision 1,5, Infinity+ e NOW 1, Paramount+ e HBOMax fra i 300 e 400mila, possiamo dire che in Italia lo streaming valga poco più di 17 milioni di abbonamenti (esageriamo con 17,5 mettendo insieme anche quelli per tossici come me) in un paese che secondo l’ISTAT ha 16,4 milioni di nuclei familiari. Considerando le duplicazioni e le offerte combo non sono tanti: io personalmente ho Netflix, Prime, DAZN e HBO Max, e nemmeno conto LBA, LNP, eccetera, mentre mi manca NOW (perché ho Sky sul satellite, che però voglio disdire proprio a beneficio di NOW) e l’offerta migliore di tutte che secondo me è quella di TIM Vision. Asterisco: come considerare YouTube? Siamo abbonati alla versione Premium, certi giorni è il canale che quardiamo di più. C’è margine, considerando quante cose si trovano gratis on demand, da RaiPlay in giù? Hanno risposto le stesse piattaforme, con la pubblicità sempre più invasiva (ieri sera mentre stavo guardando Scarpetta su Prime mi è comparso l’invito a mettere nel carrello i Kinder Brioss) e che tutti danno in crescita in doppia cifra nei servizi di streaming per 2026 e 2027. Detto questo, la pensiamo come per i giornali, i libri e i dischi: sono i soldi meglio spesi e non sono nemmeno tanti, in confronto a quelli che ci facciamo sfilare altrove.
stefano@indiscreto.net



Youtube al momento è per distacco il "canale" più visto al mondo. A me fan ridere solo i dati auditel. Come mai l'auditel sbandiera gli ascolti quando le visioni su netflix e youtube son i segreti meglio custoditi al mondo, tipo la formula della cocoa cola?
mi fa ridere il dato dei 300k di Paramount+... un servizio streaming che attualmente sky regala ai suoi abbonati, ma nessuno fa nemmeno lo sforzo di attivarlo!!!
Io ce l'ho, l'unico OTT senza sport a cui sono abbonato e capisco perché: se non ti piacciono Star Trek, le Tartarughe Ninja o NCIS (però alcune serie sono su Disney+...) non c'è un kaiser...