Sinner è il nostro Mondiale. Dopo il suo secondo Wimbledon, quinto torneo dello Slam vinto e primo di un 2026 che a Melbourne gli aveva inflitto un Djokovic eroico e a Parigi un crollo fisico, in tanti hanno fatto questo titolo, scommettendo giustamente sull’italiano tifoso, che dati alla mano vale nel tennis per almeno l’80% dei telespettori (e per il 99 dei giornalisti, ma è un altro discorso). Senza tifo lo sport agonistico, che è cosa diversa dalla pratica sportiva, vale esattamente zero. Senza un pubblico, viene da dire una clientela, un pubblico grande o piccolo che sia, niente ha senso. Vale per le grandi religioni, per un film, per una panetteria, per un medico, per una qualsiasi azienda o forma d’arte, vale addirittura anche per Indiscreto.
Senza tifo pochi dei 4.215.000 che hanno seguito Sinner-Zverev su Sky Sport e TV8, con il 33,8% di share, si sarebbero inflitti quattro ore di quelle che al profano sembrano mazzate ma che in realtà sono uno sport estremo, con tensione assurda (e sull’erba anche di più) su ogni punto. Significativo che la finale Sinner-Alcaraz dell’anno scorso fosse stata vista, sugli stessi canali, da 5.670.000 spettatori medi, come a dire che una parte di tifosi tifa Sinner ma non al punto di seguirlo in una partita in cui era strafavorito: meglio farsi fottere, nella stessa fascia oraria, 15 euro per uno Spritz annacquato e un tagliere ‘tipico’, uguale dagli Appennini alle Ande. Poi Zverev ha giocato per due set alla pari, con la testa più libera di altre volte, ma è un altro discorso.
Imbarazzante il confronto con i 785.000 di Alcaraz-Djokovic 2024, che però era solo criptato e quindi non confrontabile: certo questi grandi esperti di tennis, neocantori dei gesti bianchi, pronti a qualsiasi abbonamento per vedere Inter-Lecce o Juventus-Bologna, non hanno ritenuto opportuno pagare qualche euro senza l’italiano in finale. Torniamo allora al 2021, quando grazie a Berrettini, in finale contro Djokovic, i telespettatori medi italiani furono 4.700.000. Insomma, Sinner e quel Berrettini non sono il nostro Mondiale, ma italiani che vincono, rispettivamente un fuoriclasse epocale e un campione a volte sfortunato, ma fondamentalmente italiani che vincono e che sono a loro modo personaggi.
Poi Sinner, come Tomba per lo sci o Pantani per il ciclismo, è molto più grande del suo sport con la significativa differenza, per noi personalmente, che lui è grande in uno sport che da mezzo secolo ci fa sognare a prescindere dal passaporto mentre di sci e ciclismo senza un italiano coinvolto nemmeno leggiamo le brevi. Molto più grande del suo sport, Sinner: forse è il Mondiale per noi che lo abbiamo aspettato e che adesso nemmeno tifiamo per lui (i fenomeni si tifano nell’ascesa e nel declino, nei momenti di gloria non ci riusciamo), ma non per tutti visto che la sua finale di Wimbledon, con il doping del tifo, è in Italia stata meno seguita di Messico-Sudafrica e di Belgio-Egitto, paesi e squadre di cui anche al canottierato frega zero. È come se Sinner, grande appassionato di auto, avesse vinto un gran premio guidando l’Aston Martin o la Cadillac.
stefano@indiscreto.net



(i fenomeni si tifano nell’ascesa e nel declino, nei momenti di gloria non ci riusciamo)
interessante questo aspetto sociologico del tifo, che però non riguarda le squadre di calcio...
"Lo sport senza tifo e senza pubblico non ha nessun senso".
Dovrebbe essere messo come disclaimer prima di ogni commento.
"Non ho visto la partita, ma..."
"Non tifo nessuna squadra, ma..."