Sinner da reti Fininvest
Le ATP Finals di Mediaset, la vittoria della Superlega, i lettori del Fatto e il pubblico di Malinin
Le ATP Finals in chiaro su Mediaset per tre anni, a partire dalla prossima edizione, sono una buona notizia non tanto per gli appassionati di tennis, di solito già abbonati a Sky, quanto per il tennis. Perché la trasmissione di 8 partite significa che non ci potrà essere in campo sempre Sinner, impegnato al massimo in 5, come del resto era quando il torneo lo ha trasmesso la RAI. La differenza è che Mediaset rispetto alla RAI ha pagato il prodotto il quadruplo (ai tempi del precedente accordo Sinner esisteva ma non era ancora Sinner) e che quindi lo valorizzerà al massimo, probabilmente con telecronisti competenti. Senza nulla togliere a Sky, che trasmetterà tutto per gli abbonati e senza contare i minuti perché deve andare in onda Gerry Scotti. Un colpo che riporta agli anni Ottanta, quando su spinta di Rino Tommasi, più che per convinzione di Berlusconi che non era un grande appassionato di tennis (nonostante le lezioni di Romano Luzi, fratello del nostro maestro Adriano al Tennis Corvetto), le reti allora Fininvest iniziarono a trasmettere tennis: un po’ di US Open, una memorabile edizione del torneo di Milano, l’ultima al Palazzone di San Siro (finale Edberg-Wilander), addirittura Wimbledon nel 1989 qualche anno prima che iniziasse l’era di Telepiù e del criptato che avrebbe mandato il tennis in clandestinità fin quasi ai giorni nostri. Un colpo da reti Fininvest, più che da Mediaset.
La Superlega ha vinto, proprio nel giorno in cui il Real Madrid ha insieme alla UEFA annunciato la sua morte. Ha vinto perché la Champions di oggi, con stagione regolare da 8 partite sicure, è soltanto la base per un allargamento a 10 o 12, come risulta a chi commercia diritti televisivi e non a noi che al massimo cambiamo canale. O nemmeno ci arriviamo, su quel canale, se non per lavoro o per scommesse. La Superlega ha vinto anche perché dal punto di vista televisivo l’idea era quella di proporre tutto il grande calcio in chiaro, con le pay-tv a presidiare un mercato premium comunque interessante con regia personalizzata e cose del genere: ed è proprio questa la direzione, visto che il Mondiale (quello vero) con tutta probabilità sarà su DAZN con modalità simili a quello per club. Non a caso fin dall’inizio il fiancheggiatore occulto della Superlega è stato Infantino, passato a Milano per le Olimpiadi e un’incredibile cena insieme a Marotta, Galliani, Suwarso e un sempre cazzutissimo Thohir.
Invitiamo a leggere gli ultimi dati sulla diffusione dei quotidiani in Italia e quelli, più veritieri (non tenendo conto di promozioni, abbinamenti e acquisti aziendali) sulle vendite individuali direttamente sul sito di Prima Comunicazione, sommando ovviamente il digitale al cartaceo visto che siamo nel 2026. In breve: nell’ultimo anno ha guadagnato copie soltanto il Fatto Quotidiano. Nostro non richiesto commento, visto che leggiamo il Fatto ogni giorno: smarcarsi dalle cazzate più assurde dei Cinque Stelle, anche se non proprio da tutte, è piaciuto a un tipo di lettore politicamente trasversale, che nella media vota a sinistra (noi abbassiamo la media) ma con uno spirito di destra. C’è poi l’amaro discorso generale: noi tutta questa gente che legge il quotidiano sull’Pad non la vediamo.
Interessante è che a parità di trasmissione in chiaro e di orario il bellissimo ma per noi incomprensibile pattinaggio di figura (quelli che riteniamo più bravi vengono spesso puniti dai giudici) abbia fatto su Rai2 quasi lo stesso share di Napoli-Como, Coppa Italia sì ma fra due squadre di fascia alta: 11,1% (senza contare HBO) contro 14,6%. Certo stiamo confrontando un quarto di Coppa Italia, non la finale dei Mondiali, alla prima parte di una finale olimpica (il singolo maschile, con Malinin e tutti gli altri), ma si può comunque dire che in buona parte il telespettatore guarda ciò che può guardare.
stefano@indiscreto.net




Stanno parlando di Malinin ora a Vita in diretta, con ovvi toni nazionalpopolari. Prima di prendere insulti, spiego: nei periodi in cui in casa ospitiamo una persona anziana devo forzatamente condividere con lei l'ambiente dove ci sono televisore principale e tavolo in cui appoggio il computer. Trascorro gran parte del tempo con le cuffiette per non sentire le cose che dicono, a partire dai tg (che la persona anziana nemmeno segue, la tv serve solamente come sfondo), ma le poche volte che sento mi viene da sbattere la testa contro il muro. Con rincorsa. Fine commento, o pseudo-commento.
Sempre troppi lettori del sistema a parer mio.