Secondo tempo
di Oscar Eleni - La settimana di Mannion, Bongiovanni, Trinchieri, Petrucelli, Matilde Villa, Ricci, Galbiati, Polonara, Bodiroga e Zambon...
Oscar Eleni alla ricerca della bellezza collaterale, come nei nostri grandi cinema, letteratura, musica nei tempi, affascinato dalle Strade nere, il bellissimo libro di Marco Pastonesi sul ciclismo, da Bottecchia a Mandela, da Coppi a Girmay, scoprendo un mondo nuovo nel Tour du Rwanda, per finire sulle strade alla Tropicale Amissa Bonga, 100 storie fantastiche. Peccato che il nostro caro amico rugbista nella dedica per Luisa Zambon, in arte anche mia moglie, abbia stuzzicato i cestomanti e l’ex azzurra, cominciando con “altro che il basket”. Ma forse ha ragione lui, certo che in questo viaggio ha scoperto la vita vera a pedali e gli siamo grati per averci lasciato sull’isola che non c’è.
Sosta premio, con il basket fermo a rimirare le stelline dalle finestre FIBA per le nazionali a mezzo servizio, in questa oasi dove alle storie ciclistiche scritte per la Ediciclo Editore abbiamo abbinato la lettura di un libro che è storia di basket, ma anche di vita, il lavoro di Achille Polonara per raccontare il suo “Secondo tempo”. Il tormento del guerriero ACHI fra la chemio e il coma, un viaggio diverso da quello di Pastonesi, ma il lavoro fatto per la Rizzoli ci aiuta a navigare nella terra di nessuno dove i campioni scoprono la loro fragilità, anche se, per fortuna la bella famiglia, i figli, gli amici, ma soprattutto i bravi medici bolognesi lo hanno aiutato a rivedere le stelle.
Come vedete pausa lunga dall’agonismo, lasciando al calcio, quello che litiga anche sulle nuove regole per mandare fuori gioco i perditempo, i guitti da caduta libera, lo spazio per nascondere le grandi debolezze, cominciando dall’Inter dominante in campionato eliminata dai norvegesi del BODO, dietro l’impresa europea dell’Atalanta che poi, in campionato ha subito preso una musata sul campo del Sassuolo. Nella settimana del canto quasi libero fra SANREMO e la SANREMANZA, ci siamo seduti sul fiume applaudendo VITTOZZI e compagne, tutte le medaglie delle Olimpiadi, ritrovando la GOGGIA vincente in un supergigante passando il testimone al maratoneta Iliass AOUANI, classe 1995, che sulle strade di Tokyo dove già aveva vinto il bronzo mondiale, ha migliorato in 2h4’26” il record italiano di Chiappinelli finendo sesto nella gara degli etiopi. Viaggiatore fortunato questo ragazzo nato in Marocco arrivato in Italia con la famiglia quando aveva due anni, cittadino speciale di Ponte Lambro, azzurro di nuova generazione che ci onora davvero come speriamo possano fare gli italiani nelle Paralimpiadi che si aprono ancora a Milano nel marzo pazzerello dove i venti di guerra tolgono il sonno e non soltanto a chi ha figli o parenti prigionieri in DUBAI, nel LIBANO, negli aeroporti.
Qui da noi fingono di essere preparati a tutto, ma cantano per nascondere la paura. Qui nell’oasi si sta quasi bene, peccato che ogni tanto si faccia confusione su come funziona lo sport in Italia, anche se vinciamo abbastanza, anche se abbiamo belle società e buoni allenatori. Certo che la base tiene, la paura è che si vantino quelli che con lo meritano e ha ragione regina VITTOZZI ad andare cauta a tutti i brindisi, anche se lei potrebbe sparare ai bicchieri a andarsene.
Sosta premio per il basket che doveva pregare per la Nazionale impegnata nel doppio confronto con gli inglesi sfruttando il buon senso dell’ARMANI che ha lasciato subito liberi i suoi panchinari e il buon cuore e della VIRTUS OLIDATA che, dopo aver battuto il BARCELLONA (roba grossa, accidenti), ha lasciato i suoi nazionali a disposizione di BANCHI.
È andata benissimo a NEWCASTLE, più 36, con MANNION ritrovato e NIANG protagonista con DIOUF, benino a Livorno davanti a quasi 8000 spettatori dove ce la siamo cavata pur tirando malissimo, sia da tre che nei liberi, perdendo la battaglia ai rimbalzi perché DIOUF era fuori, dolorante ad un ginocchio, ma sfruttando la bella serata del solito NIANG e del PETRUCELLI, tutti e due al record di segnature in azzurro. Certo il PETRUS d’acciaio facevamo bene a tenercelo in Italia invece di lasciarlo andare al GALATASARAY. Preparando una lettera di protesta per BODIROGA e l’EUROLEGA che ci ripropone le due italiane quasi alla stessa ora nel giovedì contro le spagnole, aspettando il campionato che riprende sabato andiamo alle pagelle sotto le bombe:
10 Per Alessandro GALLO che sul Carlino bolognese ci ha ricordato il compleanno di Giorgio BONGIOVANNI che compirà 100 anni il 4 marzo, lo stesso giorno di nascita del Lucio DALLA che amava il basket quasi come la sua stupenda musica, e di chi vi sta scrivendo. Storia meravigliosa per questo bolognese cresciuto in Virtus, campione col GIRA, trasferitosi a TORINO per giocare e poi insegnare. Esilio forzato perché la moglie, l’azzurra Franca RONCHETTI, scomparsa nel 2018, fu ingaggiata dalla FIAT dove vinse 2 titoli da aggiungere ai 4 conquistati per la COMENSE con la sorella LILIANA, poi passata alla STANDA. Il BONGIO amava il calcio, ma col basket ha scoperto un mondo nuovo e speriamo che ci sia un posto privilegiato per lui nel museo del basket che sta nascendo al pala DOZZA.
9 A MANNION, bravissimo in gara uno con gli inglesi, perché in gara due a Livorno, davanti al suo allenatore POETA, ha fatto capire perché spesso non c’è posto nell’ARMANI, anche se poi alla fine ha trovato gli artigli giusti.
8 A PETRUCELLI che risponde sempre bene quando lo chiamano per aiutare l’ITALIA, in una stagione balorda dopo i guai di TRAPANI. Potevamo tenerlo qui, ma speriamo sia felice in TURCHIA.
7 Al trio VIRTUS, NIANG-DIOUF-AKELE, che ha dato il meglio alla NAZIONALE tenendo un posto libero per il PAJOLA che manca tanto alle Vu nere e anche ad Azzurra.
6 A Matilde VILLA che ha ritrovato il campo con la REYER dopo mesi di tormento per un crociato andato in pezzi. Bella storia anche questa, bel segnale per CAPOBIANCO in partenza per le qualificazioni in Portorico anche se la ragazza prodigio del 2004 non è ancora pronta.
5 Ad AZZURRA fremebonda che nella partita con gli inglesi a Livorno non ci ha quasi mai preso nel tiro da tre e nei liberi. Per fortuna gli inglesi hanno fatto quasi peggio perdendo anche qualche pallone in più.
4 A RICCI, sempre importante per l’Armani dove è pure capitano, perché ha sbagliato proprio la partita in azzurro davanti al presidente del CONI BUONFIGLIO che era sulle tribune anche per vedere un membro della sua giunta impegnato davvero sul campo. Si rifarà, perché l’uomo non si è mai arreso.
3 Ai DIRIGENTI di TRIESTE se davvero pensano di cedere il titolo sportivo a ROMA che sembrava già in parola con CREMONA. In questo caos giusta la protesta della gente, meno giusto il silenzio federale.
2 Alla NBA se dovesse colonizzare il nostro basket invece di aiutarlo, come sembrano pensare tutti. Noi staremmo in guardia perché, come succede in politica, o come ci hanno fatto vedere nel telefilm sugli agenti del cinema, quando questi arrivano lo fanno sempre cercando il petrolio, non per aiutare davvero.
1 Alle BOMBE che stanno facendo andare in palla il calendario dell’ EUROLEGA partendo dal derby di TEL AVIV per finire alla squadra di DUBAI. Forse sarebbe giusto fermare tutto o, almeno, prendere fiato e riflettere.
0 A TRINCHIERI che andrà ancora all’estero e ora è al PAOK SALONICCO e a super GALBIATI, principe dei Paesi Baschi, perché due così bravi li vorremmo nel nostro campionato. Certo meritano il massimo, buone società, buoni stipendi, ma è anche vero che da noi preferiscono buttare via i soldi per ingaggiare mercenari che se la tirano in faccia.
Oscar Eleni




