Se tornasse Mancini
Dopo il disastro di Oslo Spalletti non si dimette e non si dimetterà, ma è chiaro che il primo problema della Nazionale è l'ambiente pessimo creato da lui e Buffon...
Inutile aggiungere parole al Norvegia-Italia di Oslo, una delle peggior partite di qualificazione mondiale giocate dalla Nazionale nella sua storia. Nessun azzurro è stato all’altezza della sua fama, perché Tonali e Barella non sono questi, ma nemmeno Retegui e l’improvvisato Coppola, comunque meno peggio dei compagni di reparto Di Lorenzo e Bastoni. Veniamo subito al punto: visto che dopo una partita la prospettiva dell’Italia è quella dei playoff: Spalletti è da esonerare? Pensiamo che non accadrà, perché Spalletti è il ct che Gravina ha scelto mentre Mancini se lo era trovato, ma non si sa mai. Di sicuro al di là di ogni considerazione tecnico-tattica l’ambiente della Nazionale è pessimo, con giocatori che non parlano fra di loro in campo e presumibilmente anche fuori: cattivo lavoro di Spalletti ma anche di Buffon, il confronto con Mancini e Vialli nemmeno può iniziare. Vialli purtroppo non può tornare, ma Mancini è lì pronto e chi lo conosce dice che avrebbe già pronta la cenere da mettersi sul ciuffo.



Ma se non sbaglio l'ha gia' messa la cenere sul ciuffo, ha appena detto che si e' pentito di aver dato le dimissioni ed e' stato l'errore piu' grande di sempre.
Il problema rimane il fatto che Retegui a questi livelli sia un cesso, e Raspadori idem. Il decimo attaccante francese preso a caso dalla Banlieue e' al livello di Kean, rendiamoci conto.
In Argentina andammo con Bettega, Paolo Rossi, Graziani, Causio, Claudio Sala e Pulici, mentre la Francia aveva Rocheteau, Six, Lacombe, Dalger, Rouyer e Berdoll.
Rendiamoci conto.
Va bene tutto, ma supplicare Mancini dopo che ti sfanculato per andarsene in Arabia non si può vedere: un po' di amor proprio.