Scatto d'Iran
di Italo Muti - Il lungo addio dell'Occidente: dall'invasione di Ceuta al gas cancellato per l'Italia, passando per Hormuz, Odessa e Fauci...
Panta rei come se fossimo ad Efeso, ai giorni nostri vale un po’ di meno, i fatti si ripetono e non tenerne conto è delitto grave. In mente e negli occhi abbiamo Ceuta e l’orda maghrebina che assale ed oltrepassa le fragili reti metalliche che stabilivano i confini dal Marocco. Kirill Dmtriev, tra le altre cose amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha tristemente paragonato questo fatto al 410 D.C, con il sacco di Roma e di un mondo che potremmo paragonare all’Occidente di oggi. Sanchez, idolo e simbolo della sinistra europea, non ha schierato l’esercito subito e, il farlo tardivamente per mantenere la sicurezza ma non per respingere, rappresenta bene la decadenza di una società (video) agli sgoccioli.
A proposito di società antiche, l’Iran, nonostante le parole roboanti del Donaldone che minaccia raid apocalittici con una mano mentre l’altra la tende per un accordo, continua a martellare le basi USA in Kuwait, Arabia e Giordania, comprese quelle segrete della CIA grazie a nuovi missili con tecnologia cinese e informazioni russe sulla logistica. Sdegno scontato, ma che Russia e Cina stiano dalla parte dell’Iran era risaputo. I russi avevano sotto la propria egida il paese a stragrande maggioranza sciita, mentre la Cina aveva da poco investito (2021) 400 miliardi di dollari nello sviluppo del paese, per cui sta difendendo le sue mosse strategiche. I cinesi hanno anche fornito 400 missili per la difesa aerea di nuova generazione, preoccupando lo stato maggiore USA che a causa dell’uso sia in loco sia in Ucraina dei missili Patriot e Tomahawk, sta finendo le scorte. La nuova produzione, seppur con contatti firmati e con consegna teorica nel primo trimestre 2027, non potrà nella realtà che essere consegnata nel 2029.
Il colpire bersagli civili non giova alla causa americana che, da poco, è stata sferzata dagli iraniani che hanno minacciato gli USA di ricorrere poi ai tribunali internazionali per crimini di guerra. Questo ultimo fatto è quasi paradossale, ma l’insipienza americana a volte travalica la logica aristotelica. C’era stata pure una tregua fra i contendenti, con l’Oman a fare da intermediario per lo stretto di Hormuz: respinto al mittente. Le navi passano se seguono il percorso dettato dagli iraniani pagando il dovuto, altrimenti vengono colpite con i missili se tentano altro percorso. L’Iran ha comunicato al Pakistan di volere i colloqui, solo sospesi per loro, ma che su Hormuz non intende cedere.
Gli ucraini vorrebbero delocalizzare in Polonia la fabbricazione dei Patriot ma gli USA non si fidano minimamente di inviare le specifiche tecniche per la costruzione dei missili. I polacchi, come gli ucraini prima, possono al limite costruire i motori, per il resto fanno da soli, non fidandosi di far conoscere la loro tecnologia a gente che non ci metterebbe un secondo a venderli al miglior offerente. Il che è per certi versi comico, visto che sono scesi al loro fianco in guerra e anche prima, nel 2014, destabilizzando la regione.
Se Trump ha subito l’abbraccio mortale di Nethanyahu dal punto di vista estero, in patria sta sputtanando tutti con la messa in accusa di Fauci e della truffa Covid. Ricordiamo Julia Roberts (video) parlarne come del suo eroe personale, un salvatore dell’umanità che alla fine si attacca al silenzio nelle udienze. Certo fa bene a vergognarsi, ma dovrebbe farlo anche chi gli ha creduto.
Le notizie che arrivano dal fronte ucraino sono sempre più sconfortanti, sia per gli Usa che per gli europei, i russi ssi ono tolti i guanti e hanno incominciato la guerra vera. Fino a pochi mesi fa non volevano colpire a fondo, ritenendo gli ucraini comunque popolazione affine ma vedendo tedeschi, francesi, inglesi e il sorriso ipocrita di Rutte, continuare con una volontà di guerra, ci hanno ripensato. In pratica hanno demolito i porti ucraini colpendo le navi in entrata (armi) e uscita (cereali). Per l’Ucraina il non riuscire ad esportare grano e mais fa perde 70 milioni di dollari al giorno, la grande Odessa non esiste più. Nessun broker si azzarda a fare polizze assicurative per danni dovuti alla guerra, la situazione in questo fronte è chiusa. I fronti Sumy e Kharkyv denunciano avanzamenti russi come su quello Sud ma, la vera perla è stato il bombardamento della fiera delle armi nei dintorni di Kyev, in pieno giorno. Fiera dove si trovavano vari dealer, una fiera che doveva essere segreta ma che non era tale. Una demolizione totale che ha inficiato anche l’animus pugnandi che continua a latitare e a colpire Wildberries russi, cercando di gettare la popolazione nel panico facendola diventare critica verso Putin viste le elezioni di settembre. Le manovre inglesi sono puramente tattiche.
Nel mentre l’economia tedesca continua a peggiorare, BMW taglia altri 8000 posti di lavoro, con prospettive in ogni caso funeree, Porsche altri 5000. Varta è fallita. Le macchine cinesi alla fine prenderanno il posto di quelle teutoniche? Come già detto i rivenditori di auto abbandoneranno le tedesche per passare alle macchine cinesi, la grande nemesi viene da dire.
Ma non è finita: per l’Italia il problema energetico assume una dimensione nuova. QatarEnergy ha esteso fino a fine settembre 2026 lo stato di forza maggiore, portando a 24 i carichi di gas naturale liquefatto (GNL) cancellati per l’Italia (destinati a Edison), per un volume complessivo di circa 3 miliardi di metri cubi di gas non consegnati. Del progetto, ben gradito a Israele, di unire il fronte ucraino con quello iraniano parleremo la prossima volta.
Italo Muti, da Monte Carlo
italomuti@libero.it

