Nell’Indiscreto di ieri, di oggi e di domani la costante è l’articolo di Ferragosto incentrato su Sapore di mare e Sapore di mare 2, rivisti pochi giorni fa su Netflix, che li stava togliendo (ma sul web sono dappertutto), trovandoci sempre nuovi spunti e significati. Un po’ come quando si rileggono l’Iliade o i Promessi Sposi, se soltanto lo avessimo fatto a suo tempo senza ricorrere all’immortale (pur essendo biologicamente morto nel 1958) professor Bignami, che oggi con i suoi manualetti spartani, senza grafici criptogay a mettere lettere bianche in campo nero, si metterebbe in tasca qualsiasi overview di Gemini e il politicamente corretto di Claude.
Venendo a noi, a questo giro che cosa abbiamo trovato di attuale in Sapore di mare? Be’, gli Europei di atletica, che Felicino Carraro (Christian De Sica) dopo un volutamente breve rapporto sessuale con Susan-Karina Huff dice di volersi vedere in televisione. Ma nel 1964, l’anno in cui è ambientato il primo Sapore di mare, non ci fu alcun Europeo di atletica (c’era stato nel 1962 e ci sarebbe stato nel 1966) e le Olimpiadi di Tokyo si disputarono in ottobre, non in estate.
Non è certo l’unico errore sportivo del film, pensando alla radio che annuncia la vittoria di Gimondi al Tour de France, che invece ci sarebbe stata nel 1965, e a Felicino che con gli amici guarda in televisione un match di Cassius Clay. Che però nell’estate 1964 si chiamava già Muhammad Alì (aveva cambiato nome pochi giorni dopo il primo match con Liston) e soprattutto non combatté alcun match, visto che era infortunato. Credibile soltanto la differita al pomeriggio, alcuni match di Alì anni Settanta (quello di Kinshasa su tutti) li abbiamo visti proprio in quella fascia oraria e del resto nell’era del monopolio la RAI faceva ciò che voleva.
In Sapore di mare 2, ambientato nel 1965, si va oltre, con il giornale che titola sulla sconfitta dell’Italia contro la Corea del Nord al Mondiale (che ci sarebbe stata l’anno dopo), titolo strillato in linguaggio incomprensibile da Jimmy il Fenomeno, personaggio davvero fenomenale che abbiamo incrociato più volte nella sua incarnazione milanese, spauracchio di tutti i potenti del calcio ai quali minacciava di portare male, in assenza di un finanziamento a fondo perduto: a nostra memoria l’unico a ridergli in faccia fu Giraudo, che però in prospettiva avrebbe confermato la fama di Jimmy.
Sottolineiamo gli errori sportivi di Sapore di mare non per fare i saputelli, del resto con Google qualunque cane può farlo, visto che i Vanzina erano professionisti pazzeschi e grandi appassionati di sport, per mettere i riferimenti giusti non avrebbero avuto bisogno nemmeno di un almanacco. Lo facciamo per sottolineare come in molti casi le opere di livello assoluto volutamente cambino qualche dettaglio degli eventi reali, o in funzione antiquerela (e non è questo il caso) o per trasmettere il messaggio che la nostalgia è un valore in sé stesso e prescinde dagli eventi rimpianti. Dall’estrema periferia Ovest, praticamente Trenno, ci invitano a citare gli 883: “Gli anni d’oro del grande Real - Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph - Gli anni delle immense compagnieì - Gli anni in motorino sempre in due - Gli anni di Che belli erano i film - Gli anni dei Roy Rogers come jeans”.
Nel primo Sapore di mare, più che nel comunque pregevole secondo in cui Vanzina non c’entrano pur apparendo nei credit, il meccanismo è proprio questo: si ha nostalgia di qualcosa che ha contorni indefiniti, un generico passato che spesso nemmeno è il nostro. John Denver scrisse Take me home, country roads senza aver mai messo piede in West Virginia (che oggi ha la canzone come inno ufficiale), le opere assolute prescindono dal compitino: quando un grande romanzo incontra un grande saggio il saggio è morto. Per noi l’estate è davvero gli Europei di atletica, a prescindere dalla loro esistenza. Ma anche i Mondiali, il Tour, la grande boxe, il valzer dei portieri. Buon Ferragosto a tutti. Che sia, visto che siamo in vena di citazioni colte, un Ferragosto OK.
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