La seconda Champions consecutiva del PSG ha avuto due effetti scontati: il cortocircuito dei francesi di seconda generazione, che dalle periferie vanno a sfasciare i quartieri popolati da quei borghesi che tanto li apprezzano, e il dibattito su una competizione che possono vincere soltanto i ricchi, e del resto per trovare nell’albo d’oro una squadra senza accesso ai giocatori di prima fascia bisogna tornare alla Coppa dei Campioni, alla Stella Rossa (che quelli forti già li aveva), alla Steaua, all’Aston Villa, insomma al secolo breve. Nell’era Champions, volendo forzare un po’ il concetto, fra le vincitrici budget normali, da Europa League di oggi, avevano soltanto l’Ajax di Van Gaal e il Porto di Mourinho. La conclusione di solito è già contenuta nella domanda: dobbiamo copiare gli americani, a maggior ragione adesso che tanti grandi club europei stanno diventando americani come proprietà o come cultura.
Noi, da sostenitori del salary cap che favorirebbe l’equilibrio sportivo (poco importa che i soldi arrivino dal merchandising asiatico, dal traffico di droga o dall’eredità della nonna), dobbiamo ammettere che nemmeno in America è la norma. Lo è nella NFL (nella scorsa stagione era di 279,2 milioni di di dollari) e nella NHL (95,5), con gli sforamenti che non possono essere sanati pagando una multa, quindi con ulteriori soldi, perché le sanzioni incidono direttamente sui roster. Poi uno va a vedere i payroll della NFl e nota che quello dei Bengals, per dire, era più del doppio di quello dei Dolphins, ma questo semplicemente perché non tutte le spese per stipendi rientrano nel calcolo del cap, in particolare quelle catalogabili nel file ‘dead money’, cioè soldi dovuti a giocatori non più in squadra, per vari motivi.
La NBA, la lega seguita da noi canottierati più in omaggio ai tempi che furono che al presente (esiste un ragazzo italiano che si identifichi con Wembanyama? Forse sì, se noi lo facevano con Magic… ma quel ragazzo non siamo più noi), ha un salary cap (154,6 milioni) che è quasi una barzelletta perché è aggirabile con le eccezioni tipo Bird e Mid-Level e la luxury tax a più livelli, infatti di 30 franchigie solo una (!), i Nets, è sotto il cap per così dire di primo grado. Detto questo, nella finale che fra poco vedremo i Knicks, secondo payroll, se la vedranno con gli Spurs, venticinquesimi in questa classifica. Un ibrido la MLS, che con i tre designated players, cioè giocatori che non rientrano nel calcolo del cap, consente teorici grandi colpi a chi ha soldi da spendere.
La MLB è per il liberi tutti e le distanze salariali fra Mets e Marlins sono superiori a quelle che esistono fra Inter e Lecce: per la cronaca nel 2025 le World Series le hanno vinte i Dodgers sui Blue Jays, secondo e quinto payroll. Ma il baseball è in questo senso un po’ come il calcio: utilizzando con intelligenza budget bassi si possono superare grandi club che spendono alla cazzo, arrivando a ridosso delle prime (Moneyball racconta proprio questa storia), ma vincere il torneo rimane un’altra cosa. Chi si intende di baseball, quindi non noi, sostiene che l’unica vera sorpresa, ai confini del miracolo, nella storia della MLB siano stati i Marlins del 2003 (Ma perché i Marlins hanno sempre le pezze sul culo? Chiediamo ai competenti). Se no gli algoritmi e l’intelligenza non artificiale possono comunque farti stare al livello di Sassuolo e Udinese. Certo non del PSG.
stefano@indiscreto.net


Nella MLB temono/prevedono uno sciopero o lockout l'anno prossimo, per motivi legati al rinnovo di contratti.
'vanno a sfasciare i quartieri popolati da quei borghesi che tanto li apprezzano'... manca 'e che continueranno ad apprezzarli per non dover ammettere di non aver capito nulla della vita'. Cito (in parte)
Spurs 25esimi per payroll perchè le proprie stelle, da Wemby a Castle, passando per Harper, sono ancora nel contratto da rookie.
Nel 2027 Wemby si prenderà il super max.
Un caso, come anche i Thunder, in cui la filosofia del "trust de process" sta funzionando.
Questo per dire che, nonostante il salary cap NBA sia una barzelletta, succede che vincano quelli bravi.