Musica per Alysa Liu
Sottovalutazione del pattinaggio, scommessa su Pastrnak, hockey a Rho, scomparsa di Milo e Tina
Con la vittoria della travolgente Alysa Liu si è chiuso il programma agonistico del pattinaggio di figura alle Olimpiadi, in attesa del gala. Gare che abbiamo seguito benissimo e, non sapendo niente di pattinaggio, con l’occhio puro del fanciullino. Con una serie di domande finali appunto da fanciullino. La prima: perché gran parte degli atleti, o di chi li consiglia, sceglie musiche che fanno cadere le palle? Sarà un caso, ma quasi tutti i medagliati hanno fatto scelte che hanno conquistato il pubblico… Certo noi della periferia ovest spareremmo sempre Gloria in versione Laura Branigan, tipo la sfortunata amica di Alex-Jennifer Beals. La seconda: perché i passaporti non valgono più niente? In certe sessioni sembrava di assistere a un campionato russo… La terza: perché la tivù generalista non crede nel pattinaggio? Ha mille manifestazioni lungo tutto l’anno, personaggi con storie drammatiche, un primo livello di comprensione (non diciamo l’analisi di un Axel o di un Salchow) adatto a tutti, un significativo interesse delle donne.
Sempre con l’occhio del fanciullino, senza la giustificazione del lavoro (poco, per la verità) che avevamo per altri eventi olimpici, ci siamo goduti a Santa Giulia il playoff fra Repubblica Ceca (poi uscita eroicamente contro il Canada nei quarti) e la Danimarca, con la ludopatia che ha travolto noi fragili. I cechi, con un pubblico in netta maggioranza, tiravano come e quando volevano, con azioni pulite, mentre i loro avversari rimanevano incollati alla partita grazie al portiere e alla garra. Inolte una specie di Budrieri ceco, con un cappotto da cortina di ferro e totalmente ignorato dai suoi amici, avendo annusato che eravamo giornalisti (prima della partita ci aveva visto smanettare sul computer per non sappiamo quale articolo su Conte o Chivu), ci aveva reso partecipi delle sue considerazioni su Necas e Pastrnak inducendoci a caricare live. È andata bene. Comunque bellissimo ambiente, assolutamente maranza-free: per questo le Olimpiadi invernali sono antipatiche a molti. A noi tante discipline rimangono indifferenti, ma il contesto è super. Poi si torna alla stazione di Rogoredo ed è subito nuova Italia.
Un buon ambiente anche nell’amata Rho, che sta facendo notizia per il presunto nuovo palaghiaccio ipotizzato dal presidente della FISG Andrea Gios: prima una struttura provvisoria da 4.000 posti alla Fiera e dopo due anni (tutta teoria, ovviamente) una struttura definitiva sempre in zona ma non necessariamente legata alla Fiera. La mitologica legacy, di cui tutti si riempiono la bocca, sarà quindi soltanto spirituale perché l’arena olimpica tornerà ad essere un padiglione normale mentre lo stadio dello speed skating diventerà un megaspazio da potenziali 45.000 posti per concerti simil-San Siro. Ma fra Santa Giulia, Forum e Rho, ci sono in giro tutti questi artisti di grande successo? E soprattutto, i loro fan hanno un budget illimitato? Tornando all’hockey, il ritorno di una squadra milanese è più probabile di quello di un vero campionato italiano, che non esiste più da una decina di anni. Più credibile una franchigia, o come la vogliamo chiamare, che chieda ospitalità in Austria o in Svizzera.
Perché Milo e Tina sono introvabili? Perché, come ieri ci ha spiegato in maniera tautologica una gentile ragazza del negozio ufficiale in Duomo dopo tentativi andati a vuoto a Rho e San Giulia, le due mascotte olimpiche sono esaurite perché sono esaurite da almeno una settimana. Una clamorosa sottovalutazione da parte di chi si occupa del merchandising, mentre sopravvalutato e carissimo è tutto il resto, da un normale zainetto di tela Italia Team a 100 euro alle maglie per ciccioni per arrivare alla paccottiglia che sommerge le nostre case di accumulatori seriali.
stefano@indiscreto.net




'Comunque bellissimo ambiente, assolutamente maranza-free: per questo le Olimpiadi invernali sono antipatiche a molti. A noi tante discipline rimangono indifferenti, ma il contesto è super. Poi si torna alla stazione di Rogoredo ed è subito nuova Italia'
Applaudo in piedi, sdraiato, carpiato, con volteggi tipo 'aerial' (gare favolose, per un incompetente come il sottoscritto). Per me sono state le Olimpiadi della svolta, a prescindere dal fatto che mi ero completamente perso le due precedenti (lavoravo...).
la cosa migliore delle olimpiadi come al solito sono gli atleti, la cosa peggiore come al solito le istituzioni
e non tiriamo fuori la storia che gli atleti sono dipendenti statali, che se lo stato non prendesse il 60% in tasse forse ci sarebbero societa' di hockey, pattinaggio, ecc
pero' il pattinaggio artistico, quella roba in cui fanno le capriole con gli sci, il curling proprio non li reggo, come i terrificanti tuffi alle olimpiadi