Morte svizzera
La tragedia di Crans è diventata un caso internazionale ma anche italianissimo per motivi a volte inconfessabili...
Poche ore fa siamo passati per caso, ma anche no (è una strada che facciamo spesso come accompagnatori e il mercoledì è uno di quei giorni), davanti a Santa Maria delle Grazie, dove una piccola folla stava partecipando al funerale di Chiara Costanzo. La sedicenne nata ad Arona, ma residente a Milano dove aveva frequentato tutte le scuole (prima il San Carlo, a pochi metri dalla chiesa, e poi il liceo scientifico al non lontano Moreschi), è stata una delle 40 vittime del rogo di Crans Montana, che nell’ultima settimana come notizia principale ha rivaleggiato con Trump-Maduro, e sicuramente battuto tutte le altre, come spazio mediatico e reale interesse del pubblico. Fra questo pubblico anche noi che non siamo mai stati a Crans, non conoscevamo alcuna delle vittime del La Constellation nemmeno per interposta persona, non riusciamo a reggere articoli o servizi televisivi riguardanti morti di giovani. Perché quindi questa ondata di commozione vera per morti assurde come tante altre?
Crans è una località molto frequentata da italiani, fra i quali molti milanesi benestanti, e il primo comandamento della notiziabilità è che ci siano in qualche modo di mezzo gli italiani, meglio se come vittime, meglio se legate in qualche mondo a Milano e Roma dove ci sono le redazioni e qualcuno che conosce qualcuno. Così fin da subito la tragedia è stata da noi percepita come tragedia degli italiani, anche se non stiamo parlando esattamente di Marcinelle e dei 40 morti gli svizzeri erano 21, i francesi 9 e gli italiani 6.
Le vittime erano quasi tutte giovanissime (gli italiani fra i 15 e i 17 anni), situazione che rende l’accaduto ancora più inaccettabile. La morte di un vecchio, e lo diciamo da vecchi, giustamente commuove di meno a parità di tutte le altre condizioni. Non potendo seppellire noi stessi, meglio farlo con un padre che con un figlio.
Si era in una situazione di festa e divertimento, quanto di più lontano dalla morte. Non vittime innocenti del terrorismo, come può capitare anche in un disco bar o a un concerto, e meno che mai di una guerra con bombardamenti e azioni volute, ma vittime dell’orrore della vita anche oltre le responsabilità degli impresentabili gestori, del comune di Crans e dei controlli svizzeri.
Schadenfreude, la parola magica per esibire i propri studi (ma noi per scriverla giusta dobbiamo cercarla su Google), la base del successo della cronaca nera o comunque di casi che pescati dal mazzo magari per un dettaglio diventano ossessione collettiva. La gioia per la sfortuna in questo caso si salda all’invidia sociale di chi ha passato il Capodanno con Liorni (parentesi: il peggior Capodanno RAI di sempre, il karaoke di Sal Da Vinci il punto più basso), visto che nella media chi va a Crans non fa parte del proletariato, e al senso comune da zia, del genere ‘Se la sono andati a cercare’ o ‘Colpa dei genitori, che li lasciano uscire di sera a 15 anni’.
Svizzera cialtrona: i mancati controlli in quel buco di locale, in un paese in cui ti chi chiedono i documenti se stai troppo dentro la tua auto in sosta regolare (ci è successo tante volte dal 2012 a oggi) sono fin da subito sembrati il vero problema, ancora più dei comportamenti dei due proprietari che peraltro nella Svizzera dei nostri sogni non avrebbe avuto cittadinanza. Populismo mode: se fosse successo a Napoli… Il fallimento svizzero, agli occhi del mondo, si è esteso anche alla parte sanitaria, dovendo mendicare aiuto a Francia e Italia nonostante la tragedia, pur enorme, riguardasse poche decine di persone. Tutto questo si unito a una flemma un po’ del cazzo (la Pilloud nemmeno sta conducendo le indagini) che in altre situazioni apprezziamo ma che di fronte a un caso come questo davvero stona, cosi come uno con i precedenti di Moretti lasciato in libertà insieme alla socia.
stefano@indiscreto.net



Su questa tragedia mi limito che la cosa non mi stupisce. Vent'anni che lavoro con la Svizzera e gli svizzeri e in quanto a cose fatte a cazzo sono uguali agli altri se non peggio. La differenza è la loro boria.
Fosse successo da noi non ti dico.."Ah les italiens.." pemnsandoci ancora in un villaggio della Sila con i salumi appesi..
https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1895216/quei-tre-avvocati-consigliati-alle-famiglie-delle-vittime-dalle-autorita-vallesane