Meglio di The Miracle
Il boom dell'hockey olimpico, Medvedev contro i torneini e le nostre partite su DAZN
Il torneo olimpico di hockey a Milano Cortina 2026 è stato seguito come raramente era successo nella storia, merito anche delle implicazioni politiche e della possibile (poi purtroppo non è venuto, ma a noi della periferia ovest era bastato qualche giorno prima l’idolo JD) presenza di Trump alla finale maschile. Grandi ascolti televisivi in tutti i paesi in cui l’hockey è a livelli decenti, quindi non molti, al punto che la NHL ha stimato che con un altro orario USA-Canada 2026, che comunque sulla NBC ha avuto picchi da 26 milioni, avrebbe superato i 35 milioni di telespettatori (statunitensi) di USA-URSS 1980, la partita di The Miracle. Anche i vituperati americani comprendono l’importanza della nazionali per far entrare uno sport nel cuore della gente. Questo è il terreno di coltura dei tossici che poi discutono del VAR di Inter-Juventus.
La provocazione di Daniil Medvedev (in estremissima sintesi, nostra: “Solo Slam e ATP 1000 dovrebbero assegnare punti ATP, il resto del tennis non deve contare”) conferma il suo status di sportivo pensante, quindi stiamo già parlando di una minoranza, oltretutto sbeffeggiata. Non che l’idea abbia qualche probabilità di essere applicata, visti i contratti pluriennali con i vari tornei e gli interessi in gioco, ma questo non toglie che centri il punto. Le classifiche sotto al livello dell’autofinanziamento, quelle dalla posizione 130-140 in poi, quindi appena fuori dai primi turni Slam che sono la vera differenza fra la vita e la morte, sono fondamentalmente false. E da italiani lo sappiamo bene, visto che l’esistenza della nostra robusta classe medio-bassa, sotto al livello fenomeno di Sinner, di campione alla Musetti e Berrettini (una volta), dipende in gran parte da situazioni logistiche che permettono di costruirsi la classifica con i Challenger, più che con i 250 e i 500. Se fossero non diciamo congolesi, ma argentini, i vari Maestrelli, Passaro, Zeppieri, eccetera, sarebbero molto ma molto più indietro. Certo Medvedev non stava pensando a loro ma a evitare lui i torneini del circuito maggiore.
Nemmeno il tempo di scrivere del Mondiale sulla RAI ed ecco che arriva anche la certezza che le altre 69 partite saranno in Italia visibili su DAZN, che peraltro trasmetterà in coesclusiva anche le 35 della RAI: certo soltanto un pazzo, in caso di presenza dell’Italia, guarderebbe le partite della Nazionale di Gattuso (fino a luglio, quando Conte potrà tornare a lamentarsi coinvolgendo tutta l’Italia) su DAZN, visto che il ritardo ottimistico dello streaming rispetto al digitale terrestre è sui 15 secondi e in alcune situazioni può anche raddoppiare. Comunque quelle 69 partite cercheremo di vederle tutte, ovviamente non tutte in diretta: complice una vita senza senso (nel 1978 la prima visione totale) forse ce la faremo anche a questo giro.
stefano@indiscreto.net



Un po' la invidio direttore. Anch'io le guardavo se non tutte quasi, tipo ricordo una partitella di calcio lasciata a metà per andare a vedere Costarica Scozia in non so quale mondiale, Italia o Messico mi viene da dire vista la mia età. Del resto guardavo anche tutte le tappe del giro d'Italia...adesso mi accontento di sedermi sul divano dopo cena e guardare una partita per una ventina di giorni, quindi sono tra quelli che si faranno andar bene la proposta Rai.
Magistrale